2021/11/08

Con voi il condizionamento di massa è riuscito?


"Vi propongo un gioco: leggete queste affermazioni di 64 anni fa e poi considerate se esistano delle coincidenze con il mondo dell’oggi. 
Una visione profetica (questa di Anders) ? Se non vi troverete nulla, potrebbe significare, secondo Anders, che con voi il condizionamento è perfettamente riuscito; in caso contrario, e sempre secondo Anders, siete una persona pericolosa, perché avete conservato la vostra libertà di pensiero e di analisi critica. (..) rileggiamo qualche spunto del volume che oggi potrebbe rivestire l’abito della profezia e gettare un’ombra inquieta su molti fatti."  (Quotidianpost.it :

 Günther Anders  (1902 – 1992, filosofo e scrittore tedesco) 


“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna farlo in modo violento. I metodi come quelli di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più in mente agli uomini. L’ideale sarebbe formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si prosegue il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi. L’accesso alla conoscenza deve diventare sempre più difficile ed elitario, il divario tra il popolo e la scienza deve aumentare, l’informazione destinata al grande pubblico anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo.

Soprattutto niente filosofia. Ancora una volta bisogna usare persuasione e non la violenza diretta: attraverso la televisione si diffonderanno intrattenimento lusinghiero, sempre più lusinghiero, emotivo o istintivo. Occuperemo gli spiriti con ciò che è inutile e divertente. È buono, in una chiacchierata e in una musica incessante, impedire che la mente pensi. Metteremo la sessualità in prima fila tra gli interessi umani, come tranquillante sociale non c’è niente di meglio.

Si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di girare in derisione tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza, in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana e il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé una tale integrazione, che l’unica paura – che bisognerà mantenere – sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie per la felicità.

L’uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere sorvegliato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di addormentare la sua lucidità è socialmente buono, ciò che minaccia di svegliarlo deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto. Qualsiasi dottrina che metta in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terroristica e chi la sostiene dovrà poi essere trattato come tale.”

"Obsolescenza dell'umano. Gunther Anders e il contemporaneo" - 1956


.... 😣 e così si appiattisce il libero pensiero, il senso critico, la volontà delle persone, si riduce a zero il dissenso, si escludono e si ridicolizzano le nuove scoperte scientifiche che non siano quelle autorizzate dal potere, si avvilisce l'iniziativa e lo spirito di crescita individuale; si annichiliscono le menti giovani; e così si può passare poi anche ad una maggior violenza più evidente di soprusi, se necessario.
 
Il risultato è quello di popoli che avranno conosciuto ed assaporato il benessere 
per poi poterlo dirigere in qualsiasi direzione il potere voglia facendo leva sull'ignoranza ormai sparsa da tempo a piene mani e sulla ricerca da parte della gente di quella felicità intravista e coltivata dal potere stesso; 
dirigerlo anche verso il calore rassicurante della sicurezza come un figlio che ritorna sotto l'ala del padre trovando là un luogo sicuro, unico e universalmente permesso.  

Capita, quindi, che il popolo sia diviso tra menti offuscate e inconsapevolmente soddisfatte del loro stato, ed il ribelle rimasto isolato.

Cosa accade quando il ribelle, l'illuminato, 
il puro, l'integro si moltiplica diventando una folla..? 
Cosa accade quando il metodo di repressione psicologica non ha funzionato al 100% .. ?  
 Riprenderò queste parole in un altro post che vorrò pensare per tracciare e fissare in me UNA VIA DI USCITA. 


Per il momento aggiungo questo spunto di nuova rivoluzione da Altraparola rivista  :

"Dal pensiero di Anders può allora talvolta trasparire l’idea che la storia sia giunta al suo compimento, catastroficamente conclusa nell’affermazione definitiva della tecnica. Pertanto sembra che nulla di significativo possa più accadere che non soggiaccia al controllo del totalitarismo. 

Eppure, se la lettura dei testi può autorizzare talvolta anche questa interpretazione, tuttavia gli individui non sono mai esonerati dalla loro responsabilità e dal dovere di prendere posizione. La rinuncia ad agire, infatti, – scrive Anders – «è un agire insufficiente», così come di fronte allo «strapotere delle macchine» appaiono «inefficaci e pertanto ridicoli» «i semplici provvedimenti verbali». Occorre invece ripensare e «riflettere quali nuovi tipi di rivoluzione devono essere inventati e inaugurati» "




Günther Anders (breve biografia per conoscere il filosofo)

Figlio dell'illustre psicologo Wilhelm Stern, ricevette una solida formazione umanistica. Assimilato come ebreo tedesco, tesi in filosofia nel 1923. (..) Esiliato (..) Rientrato in Europa nel 1950 e stabilitosi a Vienna, iniziò a lavorare su Die Antiquiertheit des Menschen ("L'uomo è antiquato", 1956  o anche "Obsolescenza dell'umano"), dove analizzava l'inadeguatezza dei sentimenti umani in comparazione con le macchine, e a una risoluzione filosofica contro Heidegger, che Anders definì i principi di "cecità verso l'Apocalisse", al centro del suo lavoro svolto in un secondo momento.

Egli categorizzò le sue idee coniando il termine tedesco Diskrepanzphilosophie (filosofia della discrepanza), per descrivere la sua attenzione sulla crescente divergenza tra ciò che è diventato tecnicamente possibile (ad esempio, la distruzione nucleare di tutto il globo), e ciò che la mente umana è in grado di immaginare.

Strenuamente impegnato contro la violenza del potere e particolarmente contro il riarmo atomico, è conosciuto come un saggista del movimento anti-nucleare ed è uno dei maggiori filosofi contemporanei; è stato uno dei pensatori che con più rigore e tenacia ha pensato la condizione dell'umanità nell'epoca degli armamenti di distruzione di massa. (..)  (da Wikipedia Günther Anders )


il libro "Obsolescenza dell'umano. Gunther Anders e il contemporaneo"
laFeltrinelli 
"Il pensiero e la produzione teoretica di uno dei più grandi filosofi del Novecento, Günther Anders, la cui riflessione si rivela sempre più decisiva per la comprensione della complessa fenomenologia del contemporaneo, sono il cuore dei saggi contenuti in questo libro. Essi indagano le originali idee di Anders spaziando dalle questioni politiche agli interrogativi etici che animarono il suo attivismo critico, attraversando il suo originale approccio estetico e il suo apporto nell'ambito della critica letteraria. Un pensiero originale che viene così fruttuosamente messo a confronto con quello di molti tra i più importanti intellettuali coevi, come Arendt, Adorno, Benjamin, Heidegger, Freud, Lacan, Levi, Montale, Morselli, Pasolini, Eco e altri."



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