2021/12/02

Padroni della nostra felicità

 
 Dopo l'articolo che pubblicai tempo fa, esattamente riferito ad

alcuni accenni di base tratti dal saggio  "La conquista della felicità" (1930) del  filosofo Bertrand Russel, un testo semplice, molto conosciuto, accessibile a tutti. 

A chi sostiene che in questo testo divulgativo  non vi siano altro che "concetti scontati"  risponderei che è proprio nella semplicità che risiedono le verità dimenticate giornalmente;  in special modo nella nostra epoca.
mi esprimo ora sulla felicità secondo quanto sperimento nel mio animo, nel mio sentire e nell'affrontare la vita. 


La conquista della felicità - Russel

Mi ritengo una persona abbastanza "felice" anche quando mi ritrovo in situazioni di amarezza o di problemi molto difficili o subendo un lutto oppure quando non vedo vie di uscita. 

Sono profondamente convinta del mio potenziale creativo (il potenziale che abbiamo tutti in differente misura), sono convinta della nostra capacità di pensare fuori dalla pressante  negatività, della volontà e ricerca di soluzioni (sempre presenti in qualsiasi situazione seppur non visibili al momento di una crisi di insicurezza o di dolore),  sono profondamente desiderosa di positività e distaccata dal  "passato da rimpiangere" e dallo "spreco" (che in questo senso significa non voler sprecare ogni attimo della vita e neppure ciò che potrei offrire agli altri), entusiasta del presente (anche quando è completamente buio come quello attuale..) ed infine,  

rifiutando la sterile lamentela, la malinconia, la recriminazione e così via, sento che realmente dentro di me non trovano spazio il pessimismo, la malinconia eccessiva, la disperazione né la tristezza ancor meno la noia o simili sentimenti nocivi e inutili,  se non per pochi attimi. Evito di alimentarli.

Cerco di contrastare il senso di colpa ed altri terribili mostri interiori attraverso l'osservazione di me, dei fattori che lo hanno suscitato in me e attraverso il guardare oltre; 
inoltre tramite l'analisi di me stessa e di ciò che trasmetto all'esterno,  provo a migliorare entrambe queste azioni.

Ci battiamo contro l'annientamento del mondo in tutte le sue  forme, critichiamo l'esterno e ci lamentiamo del nostro prossimo quando poi, con il nostro distruggerci ed avvilirci quotidianamente,  non riusciamo a salvaguardare noi stessi
E' una nostra proiezione ? Una reazione malata ? Sicuramente si. 
Iniziamo da noi stessi, quindi.
Il problema risiede di certo nella nostra formazione interiore, nelle emozioni e malattie psicologiche, radicate e più o meno gravi, che ci portano ad indebolire la nostra energia interiore e a non riuscire a difenderci nel modo appropriato per il raggiungimento di una salutare serenità, di un'equilibrio per noi stessi quindi da trasmettere all'esterno. 


Utili a questo scopo

- l'aver cura del nostro corpo conducendo una vita salutare per ottenere uno stato di forza e benessere che aiutino poi anche l'aspetto emozionale e la vitalità interiore, (perché deve essere sano il nostro organismo per poi ottenere lucidità mentale, non il contrario)

- l'introspezione,

- l'esprimersi con qualcuno che sappia accogliere lo sfogo,

- le molteplici attività che stimolino il flusso energetico, la creatività , il gioco, il pensiero positivo,

- le molteplici terapie olistiche per un supporto a 360°, dal corpo alla mente,

- l' instaurare, con le persone care soprattutto, "Rapporti Affettivi Profondi", non relazioni superficiali o sofferenti, piene di nodi che rendono difficile il rapporto per lungo tempo; Cambia il tuo modo di approcciarti all'altro, e vedrai cambiare la vostra relazione; cambia tu per primo, magicamente vedrai migliorare l'altro e il relazionarvi!

- il prestare ATTENZIONE, agli altri e alle nostre azioni ;

- quindi il cercare di soffermarci sulle cose, sulle letture, sulle azioni che intraprendiamo (in questa epoca frenetica non ci applichiamo, non immagazziniamo informazioni, le rasentiamo non le penetriamo!, con il risultato che poco rimane saldo in noi e ragionato); Attenzione è anche Amore, infatti.

- occuparci di ciò che ci piace molto, di ciò che ci gratifica e ci dà soddisfazione, alternando questo alle attività che rappresentano un mero dovere,

- dedicarci anche ad osservare noi stessi, a metterci davanti ad uno specchio con sincerità abbandonando le resistenze,

- adottare animali, dividere la vita con loro, accarezzarli, giocare con loro, dare e ricevere il loro calore è un mezzo efficacissimo per allontanare il male oscuro interiore,

- il saper abbandonare le emozioni negative (e le persone negative) che bloccano ogni evoluzione e crescita interiore,

- lo sforzarsi di sorridere proprio come esercizio che induce al superamento delle negatività già troppo aderente ai nostri muscoli contratti oltre che ai pensieri,

- il riappropriarci di attimi di pace e solitudine per metterci in contatto con ciò che siamo, che siamo diventati e con la possibile felicità a cui non riusciamo ad aprire le porte. Anche momenti dedicati a te stesso e a ciò che ti piace molto fare;

- il frequente stimolare ed esercitare la Creatività;

- convincerci del proprio innegabile valore : ricorda a te stesso che vali molto e regolati di conseguenza nel prenderti cura di te;



***

E' (o meglio, appare) tutto molto difficile;
 in realtà l'unico ostacolo è rappresentato da quella parte di noi che non vuole tornare vitale, naturale e felice.

Mi chiedevo spesso perché quella parte di me rimaneva scontenta o perché non mi fermavo ad occuparmi di me stessa, ad esempio.  
La risposta è stata: 
Non chiederti più il perché ma AGISCI. 
Non dire più
"non posso farci nulla son fatta così"  ma  Reagisci.  
Fai ciò che ti sei proposto, senza indugi e senza rimandare ancora, senza arrovellarti andando a scavare nel tuo passato affibbiando colpe a qualcuno o rimanendo a lamentarti di ciò che provi e del blocco mentale e materiale da cui non riesci più ad uscire.. 
Dopo questa esperienza dell'aver sbloccato i freni che ti immobilizzavano, dell'esserti riappropriato del presente e della maggior fiducia in te stesso,  di aver sposato una filosofia costruttiva e più leggera  
ti sentirai più felice. :)  


Per me avviene così :) 



*§*


 Spesso mi dicono "Sei fortunata" , io rispondo che  "ho guadagnato"  ciò che altri ritengono mi arrivi dalla "fortuna"; non sono cose, pensieri e situazioni cadute dall'alto, le ho conquistate; 
Dico  spesso che mi sento felice ma perché sono attenta e grata di ciò che sono,  di ciò che sono diventata  e di come mi sento libera di vedere la vita (così come "il dopo" di cui non provo affatto timore né un senso di  "fine". ) 


Siamo artefici di ciò che siamo e della vita che conduciamo.
  
Le persone che si chiudono in una perenne tristezza  ed impossibilità di  far esplodere se stesse verso una maggior coscienza di quanto grande potrebbe essere il loro POTENZIALE (capaci da sole o con  un aiuto esterno professionale) saranno tristi e labili per tutta la loro vita, una vita sprecata a piangere su se stesse. 
Trovo questa tendenza una sorta di suicidio morale, un inutile farsi del male autorizzato anche dalle istituzioni che non hanno mai contemplato come basilare, nei loro  programmi e provvedimenti,  di istruire, fin da bambini,  
la nostra psiche a sorreggerci. 
(Bè. ... non si curano del nostro corpo, come oggi ampiamente ci dimostrano,  ancor meno  dell'equilibrio della nostra psiche..) 
Ecco che dobbiamo accorgerci del nostro stato di infelicità, 
non dobbiamo assolutamente accettarlo, ancor meno  peggiorarlo; 
dobbiamo lavorare  ogni giorno per  risanare  e mantenere fertile  e attiva la nostra serenità  ed il buon umore
per vivere bene, per godere appieno il presente e per poterci difendere al meglio. 



Costruiamo e cerchiamo di  mantenere la nostra felicità anche in mezzo ai tunnel


*§* 




2021/11/28

La possibilità della Bioenergetica, salute vibrante

 " Il problema è strutturato nel nostro corpo e alla base di tutti i problemi c'è la paura di sentirsi vivi, di provare emozioni. 

bioenergeticaCi sono anche dei buoni motivi ma resta un problema. 

Da piccoli ci sgridavano se esprimevamo le nostre emozioni, ci punivano se ci ribellavamo. Abbiamo quindi dovuto imparare a reprimere le emozioni e l'unico modo di reprimere le emozioni è togliere vitalità al corpo ; un corpo che è senza vita, non sente.   

Recuperare la capacità di sentire quando se ne ha tanta paura, è un lungo ed impegnativo percorso, ma ne vale la pena. 

Uno dei problemi è che la nostra cultura non è attenta al corpo, è più orientata verso la mente e lo sarà sempre di più; si esaltano il pensiero e il potere ma non il sentire.

SENTIRE è ultima priorità al giorno d'oggi" 

(da un'intervista ad Alexander Lowen)


Dr Alexander Lowen padre della Bioenergetica

***
"Che cos'è la bioenergetica 
La bioenergetica si definisce come una tecnica psicocorporea che utilizza modalità respiratoria, specifici esercizi fisici, posizioni e contatti corporei, associati a un'analisi psicologica e caratteriale del soggetto. 
La bioenergetica consente l'integrazione tra corpo e mente, aiutando il soggetto a sciogliere i blocchi energetici ei meccanismi difensivi creatisi a livello fisico e psico-emotivo, causa di molte inibizioni. La bioenergetica si focalizza sul disturbo psicologico e sulla sua manifestazione fisica, ossia su fattori evidenti nell'aspetto corporeo, nella postura e negli aspetti."

***

Il dottor Alexander Lowen ha scritto delle terapie puramente verbali che possono 

" aiutare una persona a diventare consapevole delle sue tendenze a negare, proiettare, incolpare o razionalizzare, [ma] questa consapevolezza coscientemente influenza le tensioni muscolari o rilascia i sentimenti repressi ". 

La bioenergetica è un'avventura alla scoperta di sé che tenta di comprendere la personalità in termini di corpo umano , terapia che per più di mezzo secolo ha aiutato le persone a raggiungere una buona salute, nel corpo e nella mente. 

Essa esplora il legame inesorabile tra il corpo e la mente. " Integra un lavoro con il corpo, con le relazioni interpersonali del paziente e con i propri processi mentali ; ognuno dei quali è correlato e interpretato in funzione degli altri".


Da un punto di vista bioenergetico, i processi energetici del corpo determinano ciò che avviene nella mente così come determinano ciò che avviene nel corpo.


Tensione muscolare cronica

L'analisi bioenergetica aiuta a sciogliere le tensioni muscolari che si sono strutturate nel corpo. Queste domande spontaneamente alla vita non si autoimpongono. Si guadagna come mezzo di sopravvivenza in un ambiente domestico e in una cultura che nega e sopprime i valori del corpo come il piacere, promuovendo invece i valori dell'ego del potere, del prestigio e del possesso.

Gli esercizi fisici Bioenergetici affrontano l'aspetto energetico dell'individuo , compresa la percezione di sé, l'espressione di sé e il possesso di sé; l'immagine di sé è allineata con la realtà di sé. 

Il lavoro con il contatto corporeo, i confini, il radicamento e la comprensione delle tensioni muscolari come indicazioni delle difese somatiche e psicologiche contro i traumi vengono esaminati a livello diagnostico e utilizzati a livello terapeutico.

È altrettanto vero che la maggior parte delle persone è inconsapevole degli handicap fisici sotto i quali lavora, handicap che sono diventati per loro una seconda natura , parte del loro modo abituale di essere nel mondo. In effetti, la maggior parte delle persone passa la vita con un budget limitato di energia e sentimenti.

bioenergetica

Tre principi fondamentali

La bioenergetica mira ad aiutare la persona ad aprire il proprio cuore alla vita e all'amore. Questo non è un compito facile poiché molti chiudono e "induriscono" i loro cuori in risposta a varie forme di trauma. Vivere la vita con il cuore chiuso è come fare un viaggio oceanico chiuso nella stiva della nave. Il significato, l'avventura, l'eccitazione e la gloria di vivere sono al di là della propria visione e della propria portata.


"Messa a terra, prodotto e vibrazione sono i tre principi bioenergetici di base".
Una persona che non respira profondamente riduce la vita del proprio corpo. 

Se uno non si muove liberamente, la vita del corpo è limitata. 

Se uno non si sente pienamente, restringe la vita del proprio corpo. 

E se l'espressione di sé è ristretta, la vita del corpo è limitata. 

Una persona non "ha" un corpo, una persona è un corpo.


L'obiettivo della terapia è più dell'assenza di sintomi - è sentirsi vivi, assaporare il piacere, la gioia, l'amore e prendere le cose più facilmente - è una salute vibrante.


Tratto da: 

Il dottor Alexander LowenAlexander Lowen, medico e analisi bioenergetica (23 dicembre 1910 – 28 ottobre 2008) è stato uno psicoterapeuta americano e padre della bioenergetica.


*§*

 
Consigliata da omeopati specialisti, naturopati, operatori olistici e da qualsiasi medico aperto al rispetto verso la persona-paziente (che è un'entità distinta dagli altri, che non è affatto una sterile e meccanica " ricetta" senza un mondo dietro da considerare di cause psicologiche, genetiche, di vite, di emozioni e preferenze, di personalità unica),
la terapia Bioenergetica coadiuva, accelera e completa anche il percorso intrapreso da altre terapie. 


***



2021/11/21

"C'è persino chi riesce a ..." Giorgio Gaber nel 2020/21


"..C'è persino chi riesce ad inventarsi un amore infinito

per le pene lontane di chi sta soffrendo,

le sue braccia sono troppo corte per sfiorare un amico

ma abbastanza lunghe per abbracciare il mondo.."

 

dal brano "Un alibi" - Giorgio Gaber dall' album "Piccoli spostamenti del cuore",  di Giorgio Gaber e Sandro Luporini pubblicato nel 1987. 
"Un alibi, mi ci vuole un alibi per scaldare il cuore 
mi ci vuole un alibi un alibi, 
una scusa un gioco, 
una difesa per raggiungere ogni cosa mi ci vuole un alibi."


Cosa scriverebbe Gaber in questo periodo di abisso scuro di democrazia, di tunnel delle libertà? se durante i suoi anni esprimeva concetti quali:

La mia generazione ha perso .. Far Finta Di Essere Sani... Libertà Obbligatoria... Anche Per Oggi Non Si Vola ... Il tutto è falso...Un'Idiozia Conquistata a Fatica... Anni Affollati ... Il dilemma... Io non mi sento italiano... Polli D'Allevamento... Dialogo Tra Un Impegnato E Un Non So... Il corrotto...E Pensare Che C'era Il Pensiero...I mostri che abbiamo dentro...Non insegnate ai bambini - l’unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura...



o anche : 
"Il conformista è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani (oggi farebbe riferimento agli smartphon e ai Media ufficiali) 
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.

.. si muove senza consistenza, il conformista s’allena a scivolare dentro il mare della maggioranza,
è un animale assai comune che vive di parole da conversazione di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori; sono sensibile e altruista. Io sono un uomo nuovo, talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista."

"Il Conformista" dall'Album: La mia generazione ha perso 2001.



... e assolutamente ironizzerebbe: 

"Vorrei essere libero come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia. Che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare 

e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

Vorrei essere libero come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo 
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà."
"La Libertà" dall'Album: Dialogo Tra Un Impegnato E Un Non So (1972)


Pazzesco per la sua similitudine a ciò che stiamo vivendo e vedendo dal 2020, questo brano a mo' di filastrocca, "La peste" dall'Album: Anche Per Oggi Non Si Vola (1974) 


"Un bacillo che saltella

che si muove un po’ curioso

un batterio negativo

un bacillo contagioso.


Serpeggia nell’aria

con un certo mistero

le voci sono molte

non è proprio un segreto

la gente ne parla a bassa voce

la notizia si diffonde piano

per tutta Milano.

La gente ha paura

comincia a diffidare

si chiude nelle case

uno scoppio di terrore

un urlo disumano

la peste a Milano!


A Milano c’è gente che muore

la notizia fa un certo scalpore.

Anche in provincia si muore.

La peste si diffonde adagio

poi cresce e si parla di contagio

c’è il sospetto che sia un focolaio

che parte dal centro e si muove a raggiera

dilaga dovunque

la peste nera.


È scoppiata un’epidemia di quelle più maligne

con bubboni che appestano uomini, donne e bambini

l’infezione è trasmessa da topi usciti dalle fogne

ma hanno visto abilissime mani lanciarli dai tombini

sono le solite mani nascoste e potenti

che lavorano sotto, che son sempre presenti.


La gente si difende disperata

la peste incalza e viene avanti

si dilaga, si scatena agguerrita

è anche peggio di quella del venti

la peste ci viene addosso

la peste non si ferma più

morti dappertutto

che vengono ammassati come animali

non fa neanche più effetto

sono cose normali

si fotografano i cadaveri

non fa neanche più schifo

ci si lava, ci si pettina

si esce, si va al bar

si scansano i cadaveri

non ci fai più caso.

Ci si abitua così presto

in fondo ne muoiono tanti

anche al week-end di ferragosto.


Un bacillo a bastoncino

che ti entra nel cervello

un batterio negativo

un bacillo a manganello.


... ma anche le verità dell'empatia e dell'amore: 

"Il loro amore moriva come quello di tutti - come una cosa normale e ricorrente  - perché morire e far morire è un’antica usanza che suole avere la gente."
"Il Dilemma" dall'Album: Io Non Mi Sento Italiano (2003)


Il testo completo del brano "Un alibi" : 

Cara, è quasi primavera 
potrebbe anche accadere in questa dolce sera. 
Poi ti senti arrivare nel cuore degli impulsi strani 
quanto basta per vivere insieme tutta una vita 
ma che male scoprire che in fondo 
la donna che ami non sai neanche se esiste, 
non l'hai mai guardata. 

Un alibi, mi ci vuole un alibi per scaldare il cuore 
mi ci vuole un alibi un alibi, 
un astuto alibi 
dietro ad ogni gesto c'è nascosto un alibi. 

E poi l'uomo non riesce ad apprezzare abbastanza l'ozio 
e diventa quasi sempre una persona seria 
che non sa rinunciare all'imperdonabile vizio 
di lasciare un segno nella propria storia. 

Un alibi, mi ci vuole un alibi per scaldare il cuore (..) 

C'è persino chi riesce ad inventarsi un amore infinito 
per le pene lontane di chi sta soffrendo,
le sue braccia sono troppo corte per sfiorare un amico 
ma abbastanza lunghe per abbracciare il mondo. 

Un alibi, mi ci vuole un alibi per scaldare il cuore 
mi ci vuole un alibi un alibi, 
una scusa un gioco, 
una difesa per raggiungere ogni cosa mi ci vuole un alibi. 

Cara, ti prego resta ancora 
potrebbe anche accadere che sia una cosa vera.

Link Utile:


Cosa reciterebbe e cosa scriverebbe il Gaber del 2020/21? 

Forse ripeterebbe anche queste parole: 

"Ho bisogno di un delirio
che sia ancora più forte
ma abbia un senso di vita
e non di morte."


"Il Delirio" dall'Album: Libertà Obbligatoria (1976)


*§*


"Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.."


*§*




2021/11/09

Il ricordo della propria identità

Per  suggerire una maggiore interiorizzazione e sensibilità all'essere umano "civilizzato",  propongo questo testo. 


"C'è un gruppo etnico in Africa, gli Himba, dove la data di nascita di un figlio non viene conteggiato da quando nasce, né da quando è concepito, ma dal giorno in cui il bambino era un pensiero nella mente di sua madre. E quando una donna decide che avrà un bambino, va fuori e si siede sotto un albero, da sola , e ascolta fino a quando può sentire il canto del bambino che vuole venire. E dopo aver sentito la canzone di questo bambino, lei torna da colui che sarà il padre del bambino, e la insegna a lui. E poi, quando fanno l'amore per concepire fisicamente il bambino, per un po' di tempo cantano la canzone del bambino, come un modo per invitarlo.
E poi, quando la madre è incinta, insegna la canzone del bambino alle levatrici e alle vecchie donne del villaggio, in modo che quando il bambino è nato, le donne anziane e le persone intorno a lei cantino la canzone del bambino per accoglierlo.
E poi, come il bambino cresce, agli altri abitanti del quartiere viene insegnata la canzone del bambino.
Se il bambino cade, o si fa male al ginocchio, qualcuno lo raccoglie e gli canta il suo canto.
O se il bambino fa qualcosa di meraviglioso, o partecipa ai riti della pubertà, allora come un modo per onorare questa persona, la gente del villaggio canta la sua canzone.

Nel gruppo etnico africano c'è un'altra occasione su cui gli abitanti del villaggio cantano al bambino.
Se in qualsiasi momento durante la sua vita, la persona commette un crimine o un atto sociale aberrante, l'individuo è chiamato al centro del paese e le persone della comunità formano un cerchio intorno a lui o lei e poi gli cantano la sua canzone.

Mille giorni d'oro_ immagine di Alfredo Troisi
Digigrafia
di Alfredo Troisi 

La comunità riconosce che la correzione per un comportamento antisociale non è la punizione, ma è l'amore e il ricordo della propria identità. 


Quando si riconosce la propria canzone, sparisce la voglia o il bisogno di fare cose che possano ferire un altro.
E va così la loro vita.
Nel matrimonio, le canzoni sono cantate, insieme.
E infine, quando questo una persona è sdraiata sul letto, pronta a morire, tutti gli abitanti del quartiere conoscono il suo canto, e cantano, per l'ultima volta, il canto a quella persona."
 




(da brividi! Quanto si è dimenticato di questi atteggiamenti aperti e sensibili all'aspetto interiore ed energetico! tanto da privarli della sua importanza fondamentale in special modo per i bambini.)
Dal libro "Mille giorni d'oro" di Erica Poli e Maurizio Grandi

I mille giorni d’oro sono il tempo più importante e più delicato per ogni individuo che si affaccia al mondo: il tempo delle impronte, il tempo delle fondamentaUn periodo aureo, perché ricco di potenzialità creative, ma al contempo un periodo di grande delicatezza che andrebbe conosciuto e tutelato come il più prezioso. Maurizio Grandi ed Erica Poli, insieme alle voci di numerosi altri autori che hanno partecipato con il proprio contributo, compiono un viaggio che si snoda tra scienza, arte, filosofia, medicina e antropologia, nei percorsi della nascita di una nuova Vita.

Un libro per tutti, perché tutti proveniamo da quei mille giorni, un libro che ci restituisca al canto da cui forse tutti siamo scaturiti, prima del prima.


🙉Questo brano del libro è girato sul web e nei social ma senza la dovuta attenzione (come capita sempre nella superficiale fretta delle comunicazioni via internet).

C'è molto da imparare dalle popolazioni che vivono in modo semplice.

C'è molto da imparare dalla spontaneità dei bambini come anche dall'assenza di malizia degli animali.

Questo periodo della nascita, i famosi primi 3 anni di vita di cui parlano da molto tempo studiosi e psicologi (poco ascoltati dalle istituzioni),
sono determinanti per il futuro del tipo di persona che 
quella nuova vita diverrà, quindi anche per il futuro del mondo, del suo cambiamento in un senso migliorativo attraverso le generazioni. 

Appunto.. "il tempo più importante e più delicato per ogni individuo che si affaccia al mondo: il tempo delle impronte, il tempo delle fondamenta."

La base per il mondo migliore.

Migliore l'animo e la personalità del bambino, migliore sarà la nostra società.👧



*§*


2021/11/08

Con voi il condizionamento di massa è riuscito?


"Vi propongo un gioco: leggete queste affermazioni di 64 anni fa e poi considerate se esistano delle coincidenze con il mondo dell’oggi. 
Una visione profetica (questa di Anders) ? Se non vi troverete nulla, potrebbe significare, secondo Anders, che con voi il condizionamento è perfettamente riuscito; in caso contrario, e sempre secondo Anders, siete una persona pericolosa, perché avete conservato la vostra libertà di pensiero e di analisi critica. (..) rileggiamo qualche spunto del volume che oggi potrebbe rivestire l’abito della profezia e gettare un’ombra inquieta su molti fatti."  (Quotidianpost.it :

 Günther Anders  (1902 – 1992, filosofo e scrittore tedesco) 


“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna farlo in modo violento. I metodi come quelli di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più in mente agli uomini. L’ideale sarebbe formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si prosegue il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi. L’accesso alla conoscenza deve diventare sempre più difficile ed elitario, il divario tra il popolo e la scienza deve aumentare, l’informazione destinata al grande pubblico anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo.

Soprattutto niente filosofia. Ancora una volta bisogna usare persuasione e non la violenza diretta: attraverso la televisione si diffonderanno intrattenimento lusinghiero, sempre più lusinghiero, emotivo o istintivo. Occuperemo gli spiriti con ciò che è inutile e divertente. È buono, in una chiacchierata e in una musica incessante, impedire che la mente pensi. Metteremo la sessualità in prima fila tra gli interessi umani, come tranquillante sociale non c’è niente di meglio.

Si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di girare in derisione tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza, in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana e il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé una tale integrazione, che l’unica paura – che bisognerà mantenere – sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie per la felicità.

L’uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere sorvegliato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di addormentare la sua lucidità è socialmente buono, ciò che minaccia di svegliarlo deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto. Qualsiasi dottrina che metta in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terroristica e chi la sostiene dovrà poi essere trattato come tale.”

"Obsolescenza dell'umano. Gunther Anders e il contemporaneo" - 1956


.... 😣 e così si appiattisce il libero pensiero, il senso critico, la volontà delle persone, si riduce a zero il dissenso, si escludono e si ridicolizzano le nuove scoperte scientifiche che non siano quelle autorizzate dal potere, si avvilisce l'iniziativa e lo spirito di crescita individuale; si annichiliscono le menti giovani; e così si può passare poi anche ad una maggior violenza più evidente di soprusi, se necessario.
 
Il risultato è quello di popoli che avranno conosciuto ed assaporato il benessere 
per poi poterlo dirigere in qualsiasi direzione il potere voglia facendo leva sull'ignoranza ormai sparsa da tempo a piene mani e sulla ricerca da parte della gente di quella felicità intravista e coltivata dal potere stesso; 
dirigerlo anche verso il calore rassicurante della sicurezza come un figlio che ritorna sotto l'ala del padre trovando là un luogo sicuro, unico e universalmente permesso.  

Capita, quindi, che il popolo sia diviso tra menti offuscate e inconsapevolmente soddisfatte del loro stato, ed il ribelle rimasto isolato.

Cosa accade quando il ribelle, l'illuminato, 
il puro, l'integro si moltiplica diventando una folla..? 
Cosa accade quando il metodo di repressione psicologica non ha funzionato al 100% .. ?  
 Riprenderò queste parole in un altro post che vorrò pensare per tracciare e fissare in me UNA VIA DI USCITA. 


Per il momento aggiungo questo spunto di nuova rivoluzione da Altraparola rivista  :

"Dal pensiero di Anders può allora talvolta trasparire l’idea che la storia sia giunta al suo compimento, catastroficamente conclusa nell’affermazione definitiva della tecnica. Pertanto sembra che nulla di significativo possa più accadere che non soggiaccia al controllo del totalitarismo. 

Eppure, se la lettura dei testi può autorizzare talvolta anche questa interpretazione, tuttavia gli individui non sono mai esonerati dalla loro responsabilità e dal dovere di prendere posizione. La rinuncia ad agire, infatti, – scrive Anders – «è un agire insufficiente», così come di fronte allo «strapotere delle macchine» appaiono «inefficaci e pertanto ridicoli» «i semplici provvedimenti verbali». Occorre invece ripensare e «riflettere quali nuovi tipi di rivoluzione devono essere inventati e inaugurati» "




Günther Anders (breve biografia per conoscere il filosofo)

Figlio dell'illustre psicologo Wilhelm Stern, ricevette una solida formazione umanistica. Assimilato come ebreo tedesco, tesi in filosofia nel 1923. (..) Esiliato (..) Rientrato in Europa nel 1950 e stabilitosi a Vienna, iniziò a lavorare su Die Antiquiertheit des Menschen ("L'uomo è antiquato", 1956  o anche "Obsolescenza dell'umano"), dove analizzava l'inadeguatezza dei sentimenti umani in comparazione con le macchine, e a una risoluzione filosofica contro Heidegger, che Anders definì i principi di "cecità verso l'Apocalisse", al centro del suo lavoro svolto in un secondo momento.

Egli categorizzò le sue idee coniando il termine tedesco Diskrepanzphilosophie (filosofia della discrepanza), per descrivere la sua attenzione sulla crescente divergenza tra ciò che è diventato tecnicamente possibile (ad esempio, la distruzione nucleare di tutto il globo), e ciò che la mente umana è in grado di immaginare.

Strenuamente impegnato contro la violenza del potere e particolarmente contro il riarmo atomico, è conosciuto come un saggista del movimento anti-nucleare ed è uno dei maggiori filosofi contemporanei; è stato uno dei pensatori che con più rigore e tenacia ha pensato la condizione dell'umanità nell'epoca degli armamenti di distruzione di massa. (..)  (da Wikipedia Günther Anders )


il libro "Obsolescenza dell'umano. Gunther Anders e il contemporaneo"
laFeltrinelli 
"Il pensiero e la produzione teoretica di uno dei più grandi filosofi del Novecento, Günther Anders, la cui riflessione si rivela sempre più decisiva per la comprensione della complessa fenomenologia del contemporaneo, sono il cuore dei saggi contenuti in questo libro. Essi indagano le originali idee di Anders spaziando dalle questioni politiche agli interrogativi etici che animarono il suo attivismo critico, attraversando il suo originale approccio estetico e il suo apporto nell'ambito della critica letteraria. Un pensiero originale che viene così fruttuosamente messo a confronto con quello di molti tra i più importanti intellettuali coevi, come Arendt, Adorno, Benjamin, Heidegger, Freud, Lacan, Levi, Montale, Morselli, Pasolini, Eco e altri."



*§*