2021/05/11

La vita con i cani è un viaggio ricco di ..

La vita con i cani è un viaggio _ Andare Oltre
   

La mia vita con i cani è stata ricca e lo è tuttora. 
Sono cresciuta, sono cambiata in meglio, ho imparato e ricevuto da loro un'ulteriore seconda educazione, ho sfogato le mie esigenze di donare affetto e ne ho ricevuto a fiumi, mi sono arricchita del loro "dare" disinteressato e sincero, ho sopportato meglio i dispiaceri, ho vissuto nella costante allegria e nel contatto quotidiano di ciò che rappresenta questa vicinanza con "animi animali" ovvero con i loro animi  privi di malizia.
La mia vita con i cani è una continua scoperta.
Di me stessa soprattutto.


Vivo con gli animali anche per riposarmi dagli umani.
Nell'animale non esiste la malizia. 
Questa penso sia la differenza sostanziale tra loro e noi. E questo li rende così animalmente più "umani"!
Senza di loro la nostra vita prende un colore sul grigiastro, ci si ammala di più, ci si abitua a dare meno con conseguente "dimagrimento" dell'affettività.
Dare ad un umano è meraviglioso ma non sempre questo rapporto porta ad un arricchimento reciproco.
Dare ad un'animale è mettere al sicuro il nostro patrimonio di calore e di benessere.
Intendo tutte le specie animali.


Ci siamo deliziati, inquietati, rallegrati, sorpresi, incavolati, rallegrati, innervositi, stupiti, ci siamo ritrovati a sorridere senza volerlo, a sentirci felici, riempiti di vitalità, meno soli.., 
sia con umani che con animali, ovviamente.
Con questi ultimi però non siamo mai rimasti ingannati.

povero colui che non sa ..

Gaby


*§* 






da Autore sconosciuto :

La vita con i cani è strana. Diventerai, senza nessuno che te lo insegni o ti spieghi come farlo, il capo branco di un cane che sarà pronto a qualunque cosa per te non appena saprà riconoscere il tuo odore e la tua voce.

La vita coi cani è misteriosa. Sarai spiato da un Grande Fratello peloso che non perderà nessun tuo movimento, specialmente quando capirà dove sono la cucina ed il recipiente dei biscotti.

La vita coi cani è crescere. Non puoi farci niente, non puoi fermare il tempo perché quel cucciolo che hai tenuto in braccio crescerà troppo velocemente, per diventare il grande amico che ti vorrà accompagnare ovunque andrai. I cuccioli durano troppo poco.

La vita coi cani è confronto. Avrai sempre uno sguardo con il quale misurarti, affogherai senza poterti salvare nelle profondità inimmaginabili degli occhi di un cane. Dove la gente crede che non ci sia un'anima.

La vita coi cani è sincera. Non avrai bisogno di raccontar loro una bugia o delle storie inventate perché tanto, qualunque cosa tu dica loro, i cani la sanno. Sempre.

La vita coi cani è scomoda. Ti ritroverai una sera d'inverno, con la tramontana che ti graffia il viso ed il gelo che ti arriva alle ossa, a passeggiare da solo con il tuo cane che corre e scodinzola felice, incurante del vento che gli arruffa il pelo e del caldo che avete lasciato in casa.

La vita coi cani è buffa. Parlerai con un essere che non ti potrà mai rispondere e che però ascolterà ogni tua parola, con così tanta attenzione ed interesse che non ritroverai in nessun altro uomo o donna al mondo.

La vita coi cani è ritorno a casa. Nessuno come il tuo cane sarà felice di vederti ogni volta che spunterai dalla porta dalla quale ti ha visto andar via; imparerà i tuoi orari, riconoscerà il tuo passo e sarà lì ad aspettarti, anche quando sarà vecchio e stanco, saltando di gioia come se non ti vedesse da un mese.
Anche se sei uscito per comprare il giornale.

La vita coi cani è rinuncia. Perderai a poco poco quella porzione di divano su cui stavi tanto comodo, dove ti godevi il riposo ed il meritato relax dopo giornate faticose e noiose. E la cosa bella sarà che non ti dispiacerà affatto.

La vita coi cani è comunione. Dividerai il tuo ultimo boccone con il tuo cane, perché non potrai resistere al suo sguardo implorante che hai incrociato purtroppo per te mentre stavi cenando.

La vita coi cani è insegnamento. Sono loro che ti mostreranno, semplicemente correndo in un prato o sulla riva del mare, la bellezza di una giornata di sole e l'importanza di stupirsi -ogni volta- davanti alle cose semplici.

La vita coi cani è amore. Quello che proverai ad emulare, che proverai a restituire al tuo cane senza però riuscirci. Ma cimentarti in questa prova sarà una delle tue imprese più entusiasmanti.

La vita coi cani è un viaggio. Nessun sentiero di montagna ti sembrerà lo stesso dopo che lo avrai percorso insieme al tuo cane: ricorderai profumi, odori e colori del bosco che prima non avevi sentito o visto; proprio come succederà per il tratto di vita che farete insieme.

La vita coi cani è una parentesi. Per te è una parte della tua vita, un dolce intervallo fra mille impegni e anni da riempire di cose da fare, un breve cammino insieme ad un cane che tu ben sai, ad un certo punto, si fermerà per lasciarti andare da solo. Invece per il tuo cane, la tua vita è tutto.






*§*





"Il mio obiettivo nella vita è diventare la persona migliore che il mio cane pensa già che io sia"
Anonimo


“Se guardi negli occhi il tuo cane, come puoi ancora dubitare che non abbia un’anima?”
Victor Hugo


"Il solo posto al mondo in cui si può incontrare un uomo degno di questo nome è lo sguardo di un cane."
(Romain Gary)

"Quando gioco col mio gatto, chissà se sono io che mi sto divertendo con lui, o lui con me."
Michel Eyquem de Montaigne
(scambio alla pari di spensieratezza !)


"Se prendi un cane che muore di fame e lo ingrassi, non ti morderà. E' questa la differenza principale tra un cane e un uomo."
Mark Twain


"Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini."
Tristan Bernard


"Se percuoti il cane, percuoti il suo padrone"
Proverbio africano


"Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali."
Gandhi



*§*




2021/03/25

THE GREAT GIG IN THE SKY – PINK FLOYD e riflessioni sul "dopo"




Il grande spettacolo nel cielo

“E non sono spaventato di morire, potrà essere in ogni momento, non mi dispiace.
Perché dovrei essere spaventato di morire?
Non c’è nessuna ragione per esserlo, devi andartene un giorno”

“Se puoi sentire questo sussurrio stai morendo”

“Non ho mai detto che fossi spaventato di morire”


The great gig in the sky

“And I am not frightened of dying, any time will do, I don’t mind.
Why should I be frightened of dying?There’s no reason for it, you’ve gotta go sometime…”

“If you can hear this whispering you are dying”

“I never said I was frightened of dying”

2021/03/24

Perché dovrei essere spaventato di morire? (e Pink Floyd)

Riflessioni sulla "data di scadenza" della nostra parte corporea.


Perché dovrei avere paura della morte?  Essendo composti di una parte corporea e di un'altra che è pura energia, morendo semplicemente RITORNIAMO a fonderci in quella originale Energia
Niente finisce veramente in quella dimensione ! E' la nostra mente, con i suoi limiti, ciò che non ci fa viaggiare verso quella dimensione, rimaniamo ancorati al concreto al quale siamo abituati da sempre, materialismo immediato, denso, potente e trascinante che ci distrae e che ci toglie  la possibilità di percepire l'essenza di cui siamo costituiti. 

La morte è una fase del ciclo normale di ogni forma di vita, non esiste nulla di tangibile che non abbia una fine, nessuna cosa dalla foglia  alla stella rimane uguale nel tempo, nessuna vive senza un suo personale termine. 

Ogni forma concreta è pervasa, a differenti livelli, da una propria energia che ha un suo personale significato in questa vita terrena e, dal momento che questo nostro essere non solo materia è evidente (ritengo !),  si potrebbe presupporre che alla data di scadenza della parte materiale corrisponda una fine anche di quell'Energia. 

Ma ciò che è al di là della parte concreta è  un qualcosa di impossibile da immaginare per la nostra mente limitata! sicuramente sarà una condizione priva di sofferenza così come la percepiamo noi, in ogni caso è impossibile immaginarla. 
Il nostro rientrare in quella forma energetica sarà sicuramente scevro da ulteriori impulsi, sensazioni, congetture e ragionamenti prettamente terreni... 

 Mi trova d'accordo il parere di alcuni studiosi e pensatori per i quali non si può conoscere  il "dopo"  così come quando, ascoltando la radio su una determinata frequenza, non si conosce  cosa sia trasmesso in un'altra frequenza finché non ci si sposti in quest'ultima. 
 
Ad esempio se ascolto una radiocronaca della partita fermandomi sulla frequenza XY, spostandomi sul canale YZ ascolterò brani di opera lirica ed in entrambe le postazioni non potrei conoscere cosa trasmettono nell'altro canale !! 





 Ecco, stessa situazione per la nostra conoscenza dell'esistenza dopo la morte: inimmaginabile ! questioni di frequenze differenti quindi impossibili da configurare nella nostra mente; 
possiamo soltanto fare supposizioni ed osservare le sensazioni, le nostre emozioni, le piccole e grandi percezioni, possiamo riempirci di energie sottili pulite, pure (non quelle dense, insalubri che ammalano),  vivificare la coscienza, i pensieri, la creatività, l'emotività, ..
aiutati dalla meditazione la quale, più di tutto, ci sa mettere in contatto con la nostra parte "astrale", con la nostra ENERGIA VITALE.

 Da qui, trovato un equilibrio ed una pace interiore, percepire e vivere in maniera serena non soltanto questa nostra vita terrena ma anche l'idea della frequenza in cui tutti andremo, anzi, in cui tutto ritorna, in cui tutti ritorneremo. 

Non sono spaventata di morire, sono spaventata da ciò che è contro natura, brutto, ingiusto, violento in questa vita, 
 da ciò che provoca sofferenza in ogni essere che vive



*§* 




Il grande spettacolo (concerto, carro) nel cielo

“E non sono spaventato di morire, potrà essere in ogni momento, non mi dispiace.
Perché dovrei essere spaventato di morire?
Non c’è nessuna ragione per esserlo, devi andartene un giorno”

“Se puoi sentire questo sussurrio stai morendo”

“Non ho mai detto che fossi spaventato di morire”




*§*




2020/01/20

La Nuova Medicina del Dott. Hamer



Impariamo regole fondamentali sconosciute ai più, prima di ammalarci;  e per non ammalarci. 
Apriamo la mente invece di accettare passivamente ciò che ci viene  dato come scontato.  
Indaghiamo, valutiamo e risolviamo il nostro stato psicologico per comprendere il nostro stato fisico.







 Tratto dal sito www.naturalismedicina.com 




Prima legge: Il trauma è il detonatore
 "(..) Esiste una triade indissociabile: mente-cervello-corpo, tre unità che funzionano sempre insieme. Quindi  la malattia è un simultaneo squilibrio a livello psichico, cerebrale e fisico dovuto ad un trauma emotivo.
Senza conflitto non vi è malattia, rendersene conto è il primo passo verso la guarigione!"

Seconda legge: niente esiste senza il suo contrario
 Fasi fredde e fasi calde "(..) Il superamento del trauma è la chiave di volta per passare in fase di riparazione."

Terza legge: Il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie equivalenti
"(..) L'eliminazione del conflitto è la chiave di svolta che permette di passare alla fase di riparazione."

Quarta legge: I microbi sono al servizio del cervello
"(..) E' il cervello che invia l'ordine ai nostri amici virus, funghi o batteri."

Quinta legge: della quintessenza
"(..) Le cellule i batteri che abitano in noi, i vari organi, tutto funziona all'unisono, con lo steso ritmo del cervello principale. La malattia ha sempre un senso. Essa è utile, necessaria, vitale per l'individuo e per l'evoluzione della specie."

Tratto da La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione? di Giorgio Mambretti e Jean Séraphin ed. Amrita



Vi invito quindi a leggere la pagina  "La Nuova Medicina del Dott. Hamer"
Nella pagina troverete anche l'Elenco delle patologie e spiegazione secondo Hamer






*** 









2019/09/28

Quel rumore che mi fa impazzire (e questo disagio non viene capito). Quanti siamo a soffrirne?


Più persone di quelle che immaginiamo soffrono a causa  di alcuni precisi rumori non soltanto per l'acutezza del rumore che produce malessere a livello fisico quanto per il riflesso psicologico che quel determinato suono produce trasformandolo in malessere totale


Impazzire sentendo qualcuno masticare, sgranocchiare o fare altri rumori con la bocca  o nel sentir russare o fischiettare o ascoltare l'abbaio insistente di un cane o svariati  rumori particolari continui, insistenti, anche non necessariamente forti  come l'autoclave rotta del vicino che attacca ogni 40 secondi o certi respiri sospiri sbadigli "stravaccati" o il ciabattare con qualsiasi di quelle scarpe aperte dietro tipo sandali da mare  o  il picchiettare le dita sul tavolo così come altri tic rumorosi, o il pc che manda un rumore fisso e continuo ....

Si tratta di MISOFONIAuna forma di ridotta tolleranza al suono. Si ritiene possa essere un disturbo neurologico risultante da un'esperienza negativa riguardo ad uno specifico suono, indipendentemente dal fatto che sia forte o debole. (..)  A differenza dell'iperacusia, la misofonia è specifica per un determinato suono (..) Alcune persone possono provare compulsione nell'imitare quello che sentono o vedono )

Anche tu hai questo tipo di problema ?  Beh siamo in pochi probabilmente poichè non ne ho incontrati molti nel cammino della mia vita, i ricercatori parlano di una bassa percentuale di persone affette da questo disturbo ed io ne soffro fin da piccola;  ad un certo punto della mia esistenza è scattato questo  malessere incredibile e destabilizzante che mi ammalava dentro fin tanto che durava "quel rumore" , un fastidio fortissimo che mi faceva immediatamente e  letteralmente uscire di testa, non capivo più nulla mentre mi trovavo in quella situazione, perdevo la calma, la lucidità, sentivo un malessere salire ed una sorta di blocco emotivo che mi cresceva dentro che non mi permetteva di essere più me stessa per ciò che riguarda la serenità e la concentrazione. Complicato spiegare cosa si provi. Posso dire che tu cambi ad un tratto e ti senti presa come da un attacco di panico...

Fin da ragazza ho sempre pensato di essere semplicemente "molto nervosa" e che questo malessere dipendesse soltanto da un personale nervosismo innato. Mi sentivo unica, sola in questa situazione che nessuno riusciva a comprendere nè a trattare con dolcezza. Le persone che hanno ruotato attorno a me in tutti questi anni hanno sempre reagito non bene a questo mio "difetto caratteriale" interpretato da tutti come nervosismo eccessivo. Nessuno si è mai fermato a pensare se questa fosse una vera e propria malattia !  mi incolpavano di essere esagerata in quel preciso frangente, di rompere le scatole con questa insofferenza e a volte, esasperati, mi hanno urlato contro:  "Adesso basta!! Non sto facendo rumore ! Sei esagerata ed esasperante !"  .. ed io, ritenendo giustamente che le persone dovessero pur vivere in pace, mi sentivo piena di sensi di colpa in aggiunta al mio attacco di panico con relativo pianto o fuga dal luogo che mi generava tanto malessere (quando potevo allontanarmi, ma da bambina ciò non era possibile e dovevo sopportare i tanti rumori che mi destabilizzavano.. Che sofferenza! Che rabbia senti salire ! Che ansia ! Mi sentivo soffocare !! Poi terminato il rumore, ritrovavo pian piano la pace ma in tal modo intanto avevo creato malumore intorno a me e spesso avevo generato in me stessa  anche un liberatorio pianto doloroso.)


Ho parlato al passato ma in effetti ancora oggi  soffro di questo disturbo. Oggi, d'altra parte, sono più libera di risolvere il mio problema:  mi allontano dai posti dove risiede il rumore, indosso le cuffie di un iPhone o parto con la musica a tutto volume che dalle casse investe i vicini  scocciatori, sono andata a vivere in campagna per evitare vicini rumorosi e traffico,  faccio rientrare in casa i miei cani quando perdurano nelle loro chiacchierate con gli altri cani della vallata, ho acquistato cuffie per far ascoltare ad altri la TV senza averla contemporaneamente anche io nelle orecchie e, quando sono in compagnia di un gruppo di amici, cerco di distrarmi in tutti i modi se qualcosa o qualcuno dovesse crearmi quel disturbo. Addirittura ho cambiato abitazione 2 volte per evitare lo stress di vicini ciabattanti, urlanti, maleducati, rumorosi a tutte le ore, incuranti della pace altrui.

Da tutto ciò si può comprendere che questa MISOFONIA ( "Il termine è stato coniato dai neuroscienziati statunitensi Pawel e Margaret Jastreboff ma è spesso sostituito con l'intercambiabile sensibilità selettiva al suono" ) crea notevoli problemi relativi alla sfera sociale e personale nonchè problemi di tipo psicosomatico, eppure non è ancora considerata una vera e propria malattia come al contrario lo è l'Iperacusia (disturbo del sistema uditivo caratterizzato da un'ipersensibilità ed un'intolleranza ai suoni).


 Unica consolazione :
alcuni ricercatori hanno scoperto che chi soffre di misofonia è un genio.
Secondo un team di ricercatori della Northwestern University infatti, la marcata sensibilità di un soggetto nell’udire alcuni suoni,  che lo portano ad irritarsi facilmente, li rende ancora più creativi e brillanti. 
http://www.meteoweb.eu/2015/10/se-ti-da-fastidio-il-rumore-della-masticazione-altrui-potresti-essere-un-genio/570543/


 RIMEDI =  oltre a rimedi omeopatici e naturali, utili per generare la calma, e a terapie introspettive psicologiche (parlane serenamente con il tuo medico, adesso forse prenderanno in considerazione la Misofonia ..), yoga, meditazione e così via, penso che cercare di  "distrarre" in ogni modo la propria attenzione, anche forzatamente, sia la soluzione per l'immediato, altrimenti questa ossessione/fissazione cresce inesorabilmente lì sul momento. 
Evitare le situazioni che creano questo disagio e prevenirle (bisogna capire il problema, accettarlo - ovvero "accoglierlo"-  e poi organizzarsi ..!)
Infine una soluzione è anche il famoso e sempre valido "cerca di essere felice", fai ciò che ti piace fare e buttati a capofitto nelle tue passioni; questo aiuterà a renderti più soddisfatto e gioiso nonchè distratto da sirene, rombi, fischi, gocce che cadono a ritmo cadenzato, strilli, masticazioni, ripetitività ossessionanti, rumori e fastidi che ti ammalano. 
Viviamo con ingegno (ingegnati a trovare soluzioni) ed ironia.
In attesa che la scienza si occupi anche di noi ... :) 


Link utili :

 https://it.wikipedia.org/wiki/Iperacusia

https://it.wikipedia.org/wiki/Misofonia

https://www.melamorsicata.it/2016/06/25/muzo-laccessorio-eliminare-rumori/

 https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/misofonia.html

 https://www.stateofmind.it/2017/02/misofonia-attivita-cerebrale/

https://www.stateofmind.it/2016/09/misofonia-sintomatologia/











*§*    





 

2019/04/21

La sensibilità, questo dono.


Considero la sensibilità un vero e proprio dono... Ti permette di toccare profondità altrimenti irraggiungibili. Ti permette di captare ciò che ti è attorno, entrare nella gente andando oltre l'apparenza, guardare ciò che all'occhio nudo è nascosto.
Forse in alcune situazioni ti porterà pure a soffrire, ma consideralo sempre un dono, mai una disgrazia.
(Donato Montanaro)

Sensibilità  su Andare Oltre - immagine di Alfredo Troisi


Foto : Digigrafia di Alfredo Troisi
 Troisi su Artmakers


Sì, consideriamo la sensibilità  un bel dono nonostante le ferite sempre troppo aperte che ci portiamo dietro poiché se sapremo accompagnare l'eccessivo sentire   con la medicamentosa IRONIA riusciremo a vivere una vita ricca di contenuti vitali,  di un'entusiasmante viaggiare all'interno delle profondità di ogni situazione - forse difficile viaggio - con un ironico sorriso che ci potrá  rendere liberi ed invincibili :) 

Gabriella



* ♧ *



2019/04/10

Prevenire la LEISHMANIOSI CANINA è possibile ! aggiornamento



Siamo in Aprile periodo di prevenzione per i nostri cani.
Ripropongo alla vostra attenzione l'articolo, aggiornato ed ampliato, del 2012 

sulla prevenzione della Leishmaniosi in generale ed in particolare  sul rimedio omeopatico

"Leishmaniasis Canine 30 CH"  

Prevenzione Leishmania è possibile


Informazioni, Esperienze e Link utili. 






*§* 




2019/01/10

Non aver paura dei cambiamenti, la via per la trasformazione


mangia prega ama trasformazioni su Andare Oltre



È come una ferita preziosa, come una tristezza a cui non vuoi rinunciare perché è un dolore troppo piacevole.
Tutti vogliamo che le cose restino uguali, accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto (le rovine dell'Augusteo a Roma), il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi a essere se stesso e mi sono sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola vera trappola è restare attaccati ad ogni cosa. 

mangia prega ama trasformazioni su Andare Oltre

Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione. Anche in questa città eterna l’Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo sempre essere preparati a ondate infinite di trasformazioni. (..) ”

Elizabeth Gilbert








  *§*




Impariamo dalle  nostre "personali rovine"  anziché averne paura, osserviamole prima di evitarle, prima di rifiutarci di vederle, prima di demonizzarle, di allontanarle, di metterle contro di noi, prima di soffrire troppo per ciò che è stato, rovinato e perduto.

Impariamo a percepire i cambiamenti e le perdite in modo diverso, a sfruttarle per il nostro giovamento, riviviamole in noi stessi, penetriamole, metabolizziamole e trasformiamole in un'arma positiva che ci possa difendere dall'allontanamento da noi stessi. 
Difendiamoci dalla visione catastrofica rappresentata da ogni perdita e finalmente comprendiamo, accettando serenamente, che la vita è trasformazione continua.
Apriamoci a queste "ondate infinite di trasformazioni" come ci si apre ad un nuovo gioco, con curiosità e desiderio di viverlo con entusiamo fino alla sua prossima fine - e successiva rigenerazione. 



mangia prega ama trasformazioni su Andare Oltre

  **le immagini di questo articolo sono foto scattate da me direttamente dal video - film "Mangia prega ama"



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2018/08/22

50 anni fa Tutti morimmo a stento


1968. Faber sempre attuale. 


 Come potrò dire a mia madre che ho paura ?


Un’opera, un capolavoro di metafore scritte 50 anni fa ma che, purtroppo, ad oggi sono ancora attuali. Faber ci aveva visto lungo: l’album è cosparso da un’inevitabile ciclicità umana destinata a ripresentarsi in ogni epoca, in ogni luogo e in ogni mente.
 da Ernyaldisko : Faber: 50 anni di Tutti Morimmo a Stento. Un viaggio nel passato che perdura nel presente

  ***
« Parla della morte... Non della "morte cicca", con le ossette, ma della morte psicologica, morale, mentale, che un uomo normale può incontrare durante la sua vita. Direi che una persona comune, ciascuno di noi forse, mentre vive si imbatte diverse volte in questo genere, in questo tipo di morte - in questi vari tipi, anzi, di morte - prima di arrivare a quella vera. Così, quando tu perdi un lavoro, quando tu perdi un amico, muori un po'; tant'è vero che devi un po' rinascere, dopo. »
(Fabrizio De André, intervista rilasciata ad Enza Sampò nel programma RAI "Incontri musicali: Fabrizio De Andrè" del 1969
da https://it.wikipedia.org/wiki/Tutti_morimmo_a_stento

 ***
 “Tutti morimmo a stento” è un album di rottura. Contribuisce a fare di De André una figura intellettuale e non solo l’autore di splendide canzoni come “Via del campo” e “Amore che vieni, amore che vai”. In Italia non si ricordano altri dischi improntati a una tale nobile serietà d’intenti.
Il tono è tragico, i testi raccontano di morte non solo fisica, ma anche psicologica, morale, mentale. 
I brani, come spiegò il cantautore, sono “uniti tra loro da intermezzi sinfonici e hanno come minimo comune denominatore quello di essere nella stessa tonalità, e di trattare lo stesso argomento”

***   

Tu che m'ascolti insegnami

un alfabeto che sia

differente da quello

della mia vigliaccheria.

 ***
Se nella "Buona Novella" il tema era la debolezza degli uomini al cospetto di una divinità soverchiante, in "Tutti Morimmo A Stento" si cantano le miserie e gli orrori della Terra, dell'"umano e desolato gregge di chi morì con il nodo alla gola".

 ***

Credo sarebbe utile rispolverare un opera di tale ispirata lucidità in un epoca nella quale si è perso il rispetto della vita altrui e soprattutto della morte altrui. Vorrei ricordare, in queste ultime frasi, alcuni miei cari amici che, il giorno dopo l’impiccagione di un uomo, sono corsi su internet per scaricarne il filmato. Vorrei ammonirli affettuosamente con i versi di un brano che Fabrizio aveva tradotto dal grande maestro Georges Brassens: “Tanto più che la carogna è già abbastanza attenta / Non c’è nessun bisogno di reggerle la falce”.
 Recensione di  Angelo Bignamini su Storia della musica



*§*



Riprendendo il concetto espresso dalla recensione di Ernyaldisko, è proprio  la consapevolezza della ciclicità degli eventi che si ripetono in ogni luogo, in ogni epoca e in ogni mente  a rappresentare, secondo il mio sentire, certamente la malinconia, la ruvidità, la rabbia che scaturiscono dall'intera composizione [così come dai nostri sentimenti di spettatori di un mondo che troppo spesso non ci piace] ma d'altra parte anche l'osservazione sarcastica e l'accettazione così come la lotta e la continua rinascita. 






La polvere il sangue le mosche e l'odore
per strada fra i campi la gente che muore
e tu, tu la chiami guerra e non sai che cos'è
e tu, tu la chiami guerra e non ti spieghi il perché. 


L'autunno negli occhi l'estate nel cuore
la voglia di dare l'istinto di avere
e tu, tu lo chiami amore e non sai che cos'è
e tu, tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché.



*§*







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