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2026/03/07

Arrendersi, la scommessa più grande

 "Sii illogico, altrimenti la felicità non fa per te. La logica è nemica.  La logica dimostrerà che la vita è infelicità. 

La logica dimostrerà che 

non c'è alcun significato (..) che non c'è alcun dio (..) che non c'è alcuna possibilità di estasi (..) che la vita è solo un incidente, e in questo incidente non c'è alcuna possibilità. 

Tra la nascita e la morte, se riesci al massimo a sopravvivere in qualche modo, è già abbastanza.

La logica è suicida.  Se la segui, alla fine ti darà la chiave per uscire dalla vita. Alla fine ti dirà che il suicidio è il passo più logico da compiere, perché la vita è priva di significato. 

Cosa ci fai qui? Ripeti la stessa routine? Al mattino ti alzi dal letto, inutilmente, perché ti sei alzato ogni giorno e non è successo nulla. Allora perché alzarti di nuovo oggi? E poi fai colazione, l'hai fatta per tutta la vita e non è successo nulla. Poi leggi il giornale, vai in ufficio, torni a casa e fai le stesse cose senza senso! Poi mangi, vai a dormire, poi di nuovo la mattina.. un circolo vizioso che non porta da nessuna parte, che ti fa rimanere bloccato nella routine. Se sei davvero logico, la tua mente ti dirà: suicidati! Perché prolungare tutta questa assurdità? La logica porta al suicidio.

Arrenderti è la scommessa più grande. 

Arrenderti vuol dire mettere da parte completamente la mente. 

Arrenderti vuol dire impazzire.  Dico che arrendersi vuol dire impazzire, perché tutti quelli che vivono nella loro logica e nella loro mente penseranno che sei impazzito. 

Per me non è follia. Per me la follia, questo tipo di follia, è l'unico modo coraggioso di vivere. 

Per me questa follia è il salto più profondo. Per me questa follia è tutto ciò che un uomo è chiamato ad essere. 

Ma ai logici, la tua fiducia sembrerà follia."

 dal libro  di  Osho  "My Way:The Way of the White Clouds"

Arrendersi, la scommessa più grande - Andare-Oltre.com

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"Ma ai logici, la tua fiducia sembrerà follia" .. ?  Eh si, così come per  Nietzsche:  “E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica” 


L'apertura mentale e l'apertura del nostro animo comportano anche,
oltre a tanto di benefico e di crescita personale, l'avvicinamento a ciò che non riusciamo a vedere quando (e finché) perseveriamo nel rimanere in chiusura ostinata.

Arrendersi è lasciar andare; è volontà di direzionarci verso l'apertura dei nostri pensieri e del nostro animo. E' flessibilità, conoscenza di se stessi, libertà da pregiudizi, da mode e stereotipi; è mettersi in discussione, è saper accettare e affrontare le alternanti emozioni, belle e meno gradevoli, che arrivano nella nostra esistenza; è accogliere nuove idee. 
E' voler guardare e voler
andare Oltre.

E' rilassare le tensioni, stimolare la curiosità e la creatività; è attivare il pensiero laterale  che ci porterà a differenti e inaspettate soluzioni ai problemi! 
E' nuovo equilibrio da portare nella nostra salute psico fisica.  

E l'ARRENDERSI di Osho è un atto di apertura verso l'esistenza attraverso la liberazione dalle resistenze interiori, dalle manipolazioni, dal controllo della mente sulla propria realtà, dal passato, dalle lotte della vita e da quelle contro di essa, dal potere dell'Ego, 

creando 
in tal modo un vuoto da poter riempire accedendo ad una personale riconnessione all'universo e diventando acqua che, come le onde, fluisce liberamente. 
E' accettare e accogliere ciò che è; il termine non è certamente inteso come una disfatta, al contrario è una trasformazione grandiosa! LIBERATORIA e benefica. 

Ed è fiducia nel sostegno del fluire naturale della vita e nel potere dell'universo.


Una trasformazione grande a cui si può credere e perseguire, secondo me, soltanto quando questo concetto arriva alla nostra coscienza, quindi all'azione. 


*§* 



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2021/03/25

THE GREAT GIG IN THE SKY – PINK FLOYD e riflessioni sul "dopo"




Il grande spettacolo nel cielo

“E non sono spaventato di morire, potrà essere in ogni momento, non mi dispiace.
Perché dovrei essere spaventato di morire?
Non c’è nessuna ragione per esserlo, devi andartene un giorno”

“Se puoi sentire questo sussurrio stai morendo”

“Non ho mai detto che fossi spaventato di morire”


The great gig in the sky

“And I am not frightened of dying, any time will do, I don’t mind.
Why should I be frightened of dying?There’s no reason for it, you’ve gotta go sometime…”

“If you can hear this whispering you are dying”

“I never said I was frightened of dying”

2021/03/24

Perché dovrei essere spaventato di morire? (e Pink Floyd)

Riflessioni sulla "data di scadenza" della nostra parte corporea.


Perché dovrei avere paura della morte?  Essendo composti di una parte corporea e di un'altra che è pura energia, morendo semplicemente RITORNIAMO a fonderci in quella originale Energia. 
Niente finisce veramente in quella dimensione ! E' la nostra mente, con i suoi limiti, ciò che non ci fa viaggiare verso quella dimensione, rimaniamo ancorati al concreto al quale siamo abituati da sempre, materialismo immediato, denso, potente e trascinante che ci distrae e che ci toglie  la possibilità di percepire l'essenza di cui siamo costituiti. 

La morte è una fase del ciclo normale di ogni forma di vita, non esiste nulla di tangibile che non abbia una fine, nessuna cosa dalla foglia  alla stella rimane uguale nel tempo, nessuna vive senza un suo personale termine. 

Ogni forma concreta è pervasa, a differenti livelli, da una propria energia che ha un suo personale significato in questa vita terrena e, dal momento che questo nostro essere non solo materia è evidente (ritengo !),  si potrebbe presupporre che alla data di scadenza della parte materiale corrisponda una fine anche di quell'Energia. 

Ma ciò che è al di là della parte concreta è  un qualcosa di impossibile da immaginare per la nostra mente limitata! sicuramente sarà una condizione priva di sofferenza così come la percepiamo noi, in ogni caso è impossibile immaginarla. 
Il nostro rientrare in quella forma energetica sarà sicuramente scevro da ulteriori impulsi, sensazioni, congetture e ragionamenti prettamente terreni... 

 Mi trova d'accordo il parere di alcuni studiosi e pensatori per i quali non si può conoscere  il "dopo"  così come quando, ascoltando la radio su una determinata frequenza, non si conosce  cosa sia trasmesso in un'altra frequenza finché non ci si sposti in quest'ultima. 
 
Ad esempio se ascolto una radiocronaca della partita fermandomi sulla frequenza XY, spostandomi sul canale YZ ascolterò brani di opera lirica ed in entrambe le postazioni non potrei conoscere cosa trasmettono nell'altro canale !! 





 Ecco, stessa situazione per la nostra conoscenza dell'esistenza dopo la morte: inimmaginabile ! questioni di frequenze differenti quindi impossibili da configurare nella nostra mente; 
possiamo soltanto fare supposizioni ed osservare le sensazioni, le nostre emozioni, le piccole e grandi percezioni, possiamo riempirci di energie sottili pulite, pure (non quelle dense, insalubri che ammalano),  vivificare la coscienza, i pensieri, la creatività, l'emotività, ..
aiutati dalla meditazione la quale, più di tutto, ci sa mettere in contatto con la nostra parte "astrale", con la nostra ENERGIA VITALE.

 Da qui, trovato un equilibrio ed una pace interiore, percepire e vivere in maniera serena non soltanto questa nostra vita terrena ma anche l'idea della frequenza in cui tutti andremo, anzi in cui tutto ritorna, in cui tutti ritorneremo. 

Non sono spaventata di morire, sono spaventata da ciò che è contro natura 
e contro la Natura, dal sopruso, da ciò che è banale, ingiusto, violento in questa vita, 
da ciò che provoca sofferenza in ogni essere che vive. 



*§* 




Il grande spettacolo (concerto, carro) nel cielo

“E non sono spaventato di morire, potrà essere in ogni momento, non mi dispiace.
Perché dovrei essere spaventato di morire?
Non c’è nessuna ragione per esserlo, devi andartene un giorno”

“Se puoi sentire questo sussurrio stai morendo”

“Non ho mai detto che fossi spaventato di morire”




*§*




2019/08/22

Come spiegare il Reiki, pratica di salute ed armonia (1°)

 Il REIKI letteralmente mi chiamò a sé,  ed io camminai sicura verso di lui.
Un altro incontro fra i più importanti della mia vita.

Ma come spiegarlo ? 

Reiki _ su Andare Oltre

Potrei iniziare a descriverlo semplicemente così : 

un fantastico, efficace metodo di trasmissione di Energia (Universale) che, passando attraverso noi, riesce con naturalezza e semplicità a riequilibrare gli stati alterati del corpo, dello stato emotivo, mentale e di quello spirituale. 

***

 Ricordiamo, innanzitutto, le parole di Einstein in maniera tale da non confondere il concetto, spesso mal interpretato,  di Energia: 

"Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste, ogni cosa nell’Universo è fatta di energia, compresi noi. E l’energia si esprime sotto forma di frequenza e vibrazione. Sintonizzati alla frequenza che desideri ed entrerai in “sintonia” con quella realtà.  Non c'è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica.“  

Ed anche attraverso il chiaro commento di "Centro Olistico - Per te naturalmente": 

"Alleniamoci a stare in sintonia con l’universo, con la natura e con l’energia che la compone. L’universo è energia; la vita è energia. Cosa sappiamo noi di energia? L’unica che conosciamo e di cui riconosciamo l’esistenza è quella che vediamo o che possiamo misurare. Ma questo è un problema di abilità percettive del nostro corpo e di progresso scientifico.

La fisica quantistica sta rivalutando il ruolo dell’energia in ambito scientifico e accademico. La psicologia quantistica la sta connettendo con la natura umana, i suoi comportamenti ed il suo equilibrio psicoemotivo. Necessario è prendere in considerazione la spiritualità e l’energia per riuscire a facilitare cambiamenti e prese di coscienza da parte di tutti.  Le persone debbono imparare a fare i conti con le proprie energie e la propria spiritualità per vivere meglio e per riuscire a realizzare i propri obiettivi."

****


 Precisato questo, si potrà tranquillamente parlare  di "Energia Universale" e quindi di Reiki. 

Reiki è l'Essenza della vita stessa ovvero è un metodo naturale per trasportare l'Energia Universale (quell'Energia che è già in noi stessi e quella che è intorno a noi) direzionandola verso una persona, verso sé stessi, verso un altro essere vivente in natura, animale o vegetale, verso un oggetto, verso il cibo, verso un minerale, ricaricando così, nel soggetto che riceve, le sue proprie energie che sono andate perse o, anche se non presenta particolari disequilibri, ricaricandolo di ulteriore energia benefica.

“C’è un unico Campo di Energia che pervade l’Universo la cui parte percepibile dai nostri sensi viene chiamata Materia” ("energie consapevoli".com) 
Attraverso un' "attivazione", vengono puliti i canali energetici al fine di poter far fluire senza ostacoli, da quel momento in poi e per sempre, questa Energia verso altri o verso se stessi. 

Tutto ciò che E', è intriso di questa Energia Universale. 
Quando la nostra personale energia diminuisce o se l'organismo si ammala o se si sta cadendo in depressione o se la nostra forza spirituale viene meno, si può, donando Reiki, riattivare potentemente questa mancanza. 

A differenza dalla pranoterapia che trasmette la propria personale energia al soggetto che riceve, nel Reiki si diventa 

CANALI DI ENERGIA UNIVERSALE, quell'Energia a cui tutti siamo collegati e interconnessi. Gli operatori di pranoterapia, successivamente ad un trattamento,  potranno risultare privati della loro carica dal momento che offrono la propria energia personale; al contrario, quando si dona Reiki, ciò non avviene poiché questa onda di Energia incredibile, passando attraverso noi, darà carica e benessere sia al soggetto che riceve e nello stesso tempo a noi che la canalizziamo. 

In generale, il Reiki è un sistema di guarigione orientale di tradizione antichissima, disciplina introdotta dal giapponese Mikao Usui nella seconda metà dell’Ottocento. un trattamento che viene praticato anche negli ospedali, specialmente all'estero (in Italia viene eseguita in troppo pochi luoghi di sofferenza..)

 Si pratica in presenza o a distanza per  migliorare le condizioni psico-fisiche della persona.

In giapponese reiki significa “energia spirituale”, "forza dello spirito", composto dalla parola "rei" che significa spirituale e la parola "ki" che significa energia, "forza interiore". 

Salute psico-fisica e spirituale, quindi. 

Sono testimone diretta di questo aiuto prezioso, io che sono, e sono stata, uno fra i moltissimi esempi e dimostrazioni del potere enorme di guarigione del Reiki mentre mi procura con certezza un sollievo al disturbo fisico del momento nonché, se praticato regolarmente, allo stato di salute generale crea armonia nella mia vita, maggior equilibrio nonché maggiore calma e crescita spirituale. 


Fra i vari BENEFICI 

che si ottengono dalla pratica del Reiki: 

 la riduzione dell'intensità del dolore;  più velocità di guarigione e di convalescenza con minor uso di medicinali e analgesici, di tossicità o effetti collaterali. Nelle terapie del dolore.  

Miglioramento della qualità del sonno, di depressione, fatica, ansia, serenità, della vita e del suo senso di impotenza, di stanchezza fisica ed emotiva, del benessere generale, miglioramenti che portano ad una maggior salute organica; 

le infezioni  regrediscono meglio e prima; 

Reiki è sostegno e ricarica energetica; le sedute portano beneficio per lunghi mesi;  diminuzione dei casi di dolori, debolezza e depressione post-operatoria nonché di rigetto dell'organo in pazienti trapiantati; 

miglioramento delle funzioni della milza, del sistema immunitario, del sistema nervoso, in pazienti con malattie croniche come la sclerosi multipla, il lupus, la fibromalgia e lo struma tiroideo.

( Risultati di studi effettuati al centro oncologico di Torino "le Molinette”  .O.E.S.  ed ulteriori altrettanto positivi sono stati i risultati ottenuti, pubblicati dall’American Journal of Hospice and Palliative Medicine e negli atti del XII National Congress of Medical Oncology tenutosi a Roma nel Novembre 2010.)

***

C'è molto da dire su questo semplice FLUIRE di Energia; e come riporto qui dallo Studio Gayatri,  i canali energetici e le nostre mani sono quindi da considerarsi un  prolungamento del cuore, della comprensione, dell'amore da donare.

Significato Profondo del Reiki 

Quando mi chiedono cosa sia il Reiki dentro di me sorrido. Cosa rispondo? 
Reiki è aiutare te stesso e tutti i tuoi cari a gestire meglio i dolori e le sofferenze.
Reiki è incontrare una nuova filosofia di vita che ti possa accompagnare nella spontaneità del tuo essere.
Reiki è il sorriso che doni quando incontri qualcuno, ed è soprattutto il sorriso che lasci nel cuore quando quel qualcuno si allontana da te.
Reiki è ritrovare entusiasmo per la vita, è arrabbiarsi un momento senza serbare rancore eterno, è tristezza che si scioglie trasformandosi in saggezza.
(..) le tue mani sono il prolungamento di ciò che hai dentro. Non ti preoccupare di quale energia possa uscire dalle tue mani. Accertati piuttosto che dal tuo cuore possa sgorgare l’Amore e la Comprensione di cui tutti hanno bisogno. (
Dal sito Studio Gayatri) 

   ***

 In altri articoli approfondiremo altri aspetti, i 5 principi del Reiki, i benefici  con testimonianze di chi lo pratica così come di chi lo ha ricevuto, ed altri viaggi all'interno della semplice grandezza della pratica del Reiki.


“Io credo che esista un Essere Supremo, l’Infinito Assoluto, una Forza Vitale che governa il mondo e l’universo, un Potere Spirituale invisibile dinanzi al quale tutti gli altri poteri appassiscono nella loro insignificanza.

Questo potere è incomprensibile per l’uomo, inimmaginabile, non misurabile, 

è la Forza Universale della Vita,  da cui ogni singolo essere riceve continue benedizioni. 

Io chiamerò questa energia Reiki…”

Hawayo Takata, la Maestra che introdusse Reiki nell’Occidente  


Vedi anche  e FIRMA:  Introdurre il Reiki in ospedali e affiancarlo alle cure ufficiali in Italia - Petizione   

" (..) il Reiki è stato oggetto di sperimentazioni scientifiche ed i RISULTATI DELLE RICERCHE , CONFERMANO STRAORDINARI RISULTATI A SEGUITO DEI TRATTAMENTI SUI PAZIENTI (..) 


*§*



2017/11/15

L'immensità dell'Universo a confronto


"L' importanza significa sempre una cosa in relazione ad un'altra. Non esiste un'importanza da sola. "




 dal fantastico video 

L'immensità dell'Universo



in cui si pongono a confronto le dimensioni di Terra, Luna, pianeti e galassie.



Di certo non siamo soli. 
Di certo (e assurdamente) nel nostro ambito privato e di lavoro, ci sentiamo dei padreterni.
Di certo non ci dovremmo snervare così tanto per un parcheggio rubato..



L'immensità dell'Universo - video


Non esiste un'importanza da sola ma sempre un qualcosa è importante poiché è in relazione a qualcos'altro, certo. 
Tutto e tutti siamo sistemi collegati che interagiscono.
 

L immensità dell'Universo



E di certo dobbiamo avere il massimo rispetto del nostro pianeta. 


*§*





2013/05/05

Accogliere e lasciar andare. Saper vivere gli abbandoni



Difficile accettare cambiamenti e allontanarsi, abbandonare e ritrovarsi abbandonati, difficile lasciar andare ciò che deve andar via, ..sarebbe molto più semplice lasciarsi andare! ma la vita nella nostra scelta il benessere e passare il prossimo nello stesso tempo è un compenso non da poco per il e l'altrui equilibrio, per un'ambizione.

Accettare, Accogliere , non mettersi contro! è la base per superare le difficoltà in molti campi della vita;  il non farlo crea una RESISTENZA che a sua volta ci distrugge dentro.
Affrontare gli abbandoni e la perdita di affetti, di situazioni, di cose, di parti di noi stessi con questo spirito positivo e costruttivo che accoglie proiettandosi verso l'apertura;
Un modo di guardare sotto una differente ottica per non morire ogni giorno, in continuazione ed inutilmente...ma per vivere così
 sarebbe necessario
 prima accettare e guardare oltre il materiale, aprire la mente al nostro essere, anche e soprattutto, ENERGIA. Questo aspetto di noi ..lo dimentichiamo sempre troppo, chiusi come siamo in una casa/prigione con pareti spesse e limitanti ....

Sono sempre più convinta della "diversa frequenza" in cui semplicemente
ci "spostiamo" al momento della morte, e che il problema del nostro vivere non sia morire ma al contrario saper vivere senza soffrire troppo, saper accogliere e .. saper lasciar andare.


*§*


Il video che ho realizzato, prendendo spunto dalla poesia di Neruda, per una visione più serena degli abbandoni e di ogni genere di separazione:


"Assenza" Pablo Neruda - Saper vivere gli abbandoni 



 Assenza - Pablo Neruda
" Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da risvegliare la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi ,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assenti.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E' una casa così grande l'
assenza che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell 'aria.
E' una casa così trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò di nuovo
."

..poesia che ci insegna un modo di affrontare anche ogni altro tipo di abbandono.

Il dolore causato da una separazione è qualcosa di indescrivibile ma proprio per questo bisogna cercare e trovare soluzioni non certo per non soffrire, cosa impossibile, ma per non soffrire troppo ! e troppo a lungo; 
inoltre per trovare una spinta a costruire ancora, costruire sulla base di quell'abbandono, riuscire a rimanere felici dentro comunque e scoprire una nuova visione di accettazione delle separazioni che siamo costretti a vivere, nonché la certezza che  un vuoto si riempie sempre di qualcosa d'altro.

Ho pensato questo video  per riferirmi ad OGNI TIPO di abbandono, di perdita, di separazione, di privazione. 
Ne subiamo tante e di tanti generi durante la vita!
Una scelta di vita andata male, la perdita di beni materiali, un cambiamento di salute o di situazioni, .. anche il nostro stesso invecchiare rappresenta una perdita ma si tratta sempre di perdere qualcosa che lascia posto ad altro di diverso, sempre di nostro e probabilmente di migliore. (in quest'ultimo caso, perdere la freschezza giovanile ma acquisire la saggezza ed una filosofia meno angosciante).
 
OGNI VUOTO SI RIEMPIE DI QUALCOS' ALTRO.   
E' questo "ALTRO" che non si riesce a vedere né a pensare né a credere né a cui ci si può appigliare quando si soffre così. 
Ma, al contrario, C'E' ! invisibile ai nostri occhi sofferenti forse per sempre, ma c'è! e proprio perché
 
intrappolati nella nostra visione limitata, non sappiamo coglierlo! 

 
Questo mio è un invito a scoprirlo, o a ritrovarlo,  guardando oltre :) 


Alcune immagini utilizzate per il video: Foto d'Arte di Alfredo Troisi 
Altre,  foto scattate durante i miei viaggi " on the road "  ...
Un video di Gabriella Mangini - Arte Nascosta

***


Riflessioni  e suggerimenti da filosofie orientali

Difficile lo è certamente superare i grandi dolori, gli abbandoni e le perdite che ci troviamo ad affrontare durante la nostra vita. E' difficile ancor più per noi che viviamo in una società influenzata dalla materia e dal possedere al punto che non riusciamo a vedere che la morte, e in generale la "fine" di un qualcosa, sono aspetti insiti nella vita che costituiscono la vita stessa.   

Noi umani (soprattutto gli occidentali della società tecnologica) tendiamo ad definire soltanto l'inizio e la fine delle cose non dando peso al cambiamento, al processo di mutamento delle cose;
non riusciamo a percepire la TRASFORMAZIONE. Siamo abituati a vedere soltanto nascita e morte anche lì dove si constata scientificamente che non c'è mai fine (come nella riproduzione di cellule o nelle reazioni a catena ,...).  
Presi come siamo dalla cura del corpo, degli oggetti e del senso del possesso, presi dalle nostre passioni, dalla "forma", dagli impegni e problemi, oltre a non esser stati educati a FERMARCI per PERCEPIRE L'ENERGIA UNIVERSALE di cui siamo parte  nè le frequenze che esistono e che si aggiungono a questa frequenza, 
ne abbiamo paura!

Paura di allontanarci da questo stato di sicurezza che ci offre la materia.
Paura di andare a scoprire noi stessi e ciò di cui siamo parte ovvero di questa energia cosciente la quale ci appare, secondo la mentalità materialistica, paradossalmente come un nemico; questa Energia è rimasta sempre per noi sconosciuta ed estranea.

Difficile per un doppio motivo, quindi, per la nostra resistenza a lasciar andare la sicurezza del concreto e del voler possedere; 
e per paura.

Volendo iniziare a superare la paura di questo punto di "arrivo" (non è un arrivo ma una tappa del cammino) e dell'accettazione di ulteriori dimensioni, volendo uscire dal nostro egocentrismo, SUPEREREMO ANCHE IL TROPPO DOLORE.  
  
La serenità si potrebbe ottenere  tramite la nostra ENERGIA PERSONALE; 
cambiando i nostri parametri consueti,  sforzandoci di dedicare tempo ed un maggior lavoro alla meditazione profonda, alla parte non spessa e concreta di noi, fermandoci durante il giorno e distaccandoci dall'energia di ciò che è materiale che ci avvolge e ci controlla completamente, si potrà ottenere un maggior contatto con le altre frequenze e  con la dimensione che oltrepassa la materia.

Nella cultura cattolica ci hanno proposto, fra le altre cose, di santificare la domenica come giorno da dedicare al Signore, all'anima. Altre culture ci sollecitano a dedicare momenti di OGNI GIORNO alla meditazione  per aiutarci realmente  a trascendere la concretezza, a vivere sia nel corpo che in quella che denominiamo "anima", in quella parte di noi tutti che è pura energia, in quella parte che (come pensieri di guide spirituali propongono) si raffigura come il passeggero di un cocchio : 
... il passeggero (anima) del carro (corpo) grazie al conducente (intelligenza, la coscienza universale) che tiene le briglie (mente) dei cavalli (sensi) i quali corrono nella vita e ci conducono infine nelle nostre azioni.
Culture diverse ci insegnano che abbiamo un corpo fuori; non è l'anima ad essere chiusa dentro il nostro corpo.
Siamo un'essere spirituale con un corpo fuori.
Siamo noi che plasmiamo la realtà tramite la mente;
le nostre percezioni della realtà sono solo nostre riproduzioni che crediamo uniche, totali, inconfutabili, ma non rappresentano la realtà effettiva!

Ecco che l'aver PERDUTO qualcuno o qualcosa del mondo materiale si riferirà soltanto ad un'unica  sfera  della nostra esistenza;  
si affronterà nella direzione che viene data da noi, dalla nostra intelligenza (conducente) alle briglie (mente) che dirigono il nostro carro (corpo);
lavorando su questo punto si arriverà a formulare pensieri differenziati e si porteranno i nostri cavalli (i sensi) in un'altra direzione scelta da noi grazie ad una diversa conoscenza, con percezione più elevata, più matura, completa e consapevole ad ampio raggio;  

la disperazione sarà metabolizzata  e il nostro dolore si farà più lieve..


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Superare gli abbandoni , su Andare Oltre




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