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2025/12/31

Lo stimolo del Nuovo Anno per essere protagonisti del futuro


Lo stimolo del Nuovo Anno per essere protagonisti del futuro - su Andare-Oltre.com

L'anno che cambia, il minuto in cui scatta un nuovo anno, è una questione soltanto simbolica ma può essere un'occasione per riportare alla mente che dobbiamo mettere in atto in 
ogni giorno che verrà il nostro personale cambiamento lasciando spazio all'apertura mentale e al pensiero positivo; un'occasione per ricordarci la Trasformazione attiva di noi stessi nonché la luce e la forza interiore da mantenere intatte e vibranti che non si scalfiscano davanti a problemi e ingiustizie, ad assurdità e a guerre o violenze, luci che non si fanno plagiare, sottomettere e spegnere da nulla;

una Trasformazione continua del nostro intimo la cui onda benefica contribuisce a sua volta alla Trasformazione del mondo intorno. Diventiamo sempre più protagonisti positivi, solari e costruttivi della nostra vita.

Siamo convinti di dover subire ciò che accade?
Pensiamo di non avere alcun potere sugli eventi esterni??
Rimaniamo vittime inermi delle decisioni nefaste dei potenti della Terra??

Quando ci renderemo conto pienamente che sono le singole piccole gocce a formare il mare, avremo preso coscienza della nostra grandezza e di quanto possiamo dirigere anche noi gli eventi del mondo. 

Quindi, "Non chiederti COME sarà il nuovo anno. Chiediti COME SARAI nel nuovo anno"
,

una frase di Luca Mazzucchelli, psicologo, psicoterapeuta e imprenditore, da cui ho preso spunto per questa immagine e per il messaggio di tenere viva nel tempo la nostra Attenzione e Trasformazione.

***

Inizia, quindi! 

Tra un anno desidererai aver cominciato oggi


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2025/11/01

Contano i legami .. permettendo all'altro d'essere solo


Ci sono momenti in cui si deve vivere la propria vita per capire se stessi. Perché si cambia, il nostro mondo cambia, cambiano le cose senza che te ne accorgi, un mattino è come se ti svegliassi dopo i cento anni della Bella Addormentata. 
E ti chiedi cos'è successo a te, nel frattempo: se tutto è cambiato così, dov'eri tu che non te ne accorgevi.
Chiedi, ma nessuno risponde.



 Ci sono momenti in cui si deve vivere la vita attraverso la vita degli altri.  
Altri che soffrono, altri che ti hanno aspettata a lungo, altri che dopo anni di silenzio finalmente parlano.
Altri che hanno bisogno di un compagno nell'attesa delle loro attese. 
E altri per i quali il tempo che passa nell'aspettare è già un dono.

Non sai bene se la vita è viaggio, 
se è sogno, 
se è attesa, 
se è un piano che si svolge giorno dopo giorno e non te ne accorgi se non guardando all'indietro. Non sai se ha senso.
In certi momenti il senso non conta. 
Contano i legami.
Jorge Luis Borges
contano i legami-rapporto affettivo profondo su "Andare Oltre"

...e d'altra parte ..
"Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame. 
Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. 
 Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa. 
Scambiatevi il pane, ma non mangiate un solo pane. 
Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo."

 Khalil Gibran
*§*

Penso che nel tempo che scorre, il tempo della vita, sia importante realizzare  
"rapporti affettivi profondi ". 

Questo concetto non riesce ad essere percepito velocemente, il comprenderne quel suo profondissimo significato è un processo lento e a volte, per alcune persone, mai si vedrà raggiunto l'obiettivo ma io vorrei ugualmente provare a spiegarlo, a parole, così : 

essere se stessi nel relazionarsi, provare empatia, calore, sperimentare tutta la nostra verità, darsi senza tenere dentro, comunicare senza muri inutili né abissi, vuoti o silenzi persistenti nel tempo ma al contrario con immediatezza e sincerità profonda, aprendo il proprio animo; 
è offrire la propria attenzione; 
è insieme un donarsi e un ricevere; è non vergognarsi di dire di voler bene e di provare ciò che realmente si prova; è dare un senso alla vita, che corre veloce, vivendo insieme e lasciando l'altro libero di essere se stesso e di recepire, di rifiutare o di avvicinarsi pian piano ..
E' partecipare nel mondo con la propria verità e migliorarlo.

Dobbiamo iniziare noi questo percorso e proporlo intorno senza aspettare che l'altro scopra o impari da solo a sperimentare con noi un rapporto affettivo profondo; potremmo non ottenerlo mai.

Cambiamo noi per primi, plasmiamo il nostro modo di porgerci
e vedremo cambiare l'altro insieme al rapporto stesso! 

Tutto ciò, in breve tempo e con lo scambio reciproco, diventerà affetto indelebile, gioia, comprensione profonda, piacevolezza stimolante; regalerà un dinamica sorprendente ed impensabile a diversi tipi di rapporto (famigliare, amoroso, di lavoro, di amicizia,..), ci aiuterà a trovare maggior pace in noi stessi, a non rimpiangere comportamenti vuoti o sentimenti inespressi,  

e suggerirà un grande senso al nostro vivere.

legami- rapporto affettivo profondo su Andare-Oltre


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Altro in  "Sentimenti" e in "Psicologia" su Andare Oltre:  


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2025/10/08

Visioni di pace, di pace quotidiana .. e di pace ingiusta

 Poesia come modo unanime e secolare per infondere  pensiero e volontà di pace. Quattro brevi poesie dedicate alla pace 

ma anche una considerazione "oltre" di Fabrizio De André circa una pace ingiusta, 
una  "pace orribile" che nasconde una guerra quotidiana .. 

Quindi urliamo, facciamoci sentire, scriviamo della pace,.. ma combattiamo anche una pace peggiore di quella che si manifesta come evidente stato di guerra. 

E infine, siamo realmente e quotidianamente dei sostenitori del senso e del Credo di pace??  
☮☮☮Poesie sulla Pace _ Andare-Oltre.com ☮☮☮

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2025 -  “Global Sumud Flotilla”  
la più grande missione marittima civile mai tentata verso Gaza


“Global Sumud Flotilla”  è la  “flotta della resistenza", "della perseveranza”(in arabo ṣumūd: “resistenza”, “fermezza”, “perseveranza” e “resilienza”. Flotilla: una piccola flotta,  un gruppo di imbarcazioni che viaggiano insieme con uno scopo comune. 

L’iniziativa è stata lanciata nasce nel 2025 da movimenti civili, ONG e reti di solidarietà, unendo varie operazioni simili già esistenti, come la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement to Gaza, la Maghreb Sumud Flotilla e la Sumud Nusantara.

L’obiettivo principale è “rompere il blocco navale israeliano” che impedisce l’entrata in Gaza di aiuti umanitari essenziali.

Questa forma di azione mira a coniugare l’aspetto pratico (consegna di beni di aiuto) con quello simbolico e politico: attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e denunciare le condizioni in cui vive la popolazione di Gaza.



 Sosteniamo l'iniziativa informandosi, diffondendo, donando

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da Trilussa, "La pace"

UN OMO APRÌ ER CORTELLO E DOMANNÒ A  L’OLIVO:
"TE DISPIACE DE DAMME UN RAMOSCELLO SIMBOLO DE LA PACE?

"NO… NO…- DISSE L’OLIVO - NUN SCHERZAMO.
PERCHÉ HO VEDUTO, IN PIÙ D’UN’OCCASIONE,
CH’ER RAMOSCELLO È DIVENTATO UN RAMO
E ER SIMBOLO UN BASTONE.

*§* 

 da Gianni Rodari, "Promemoria"

Ci sono cose da fare ogni giorno:

lavarsi, studiare, giocare,  preparare la tavola, a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:

chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,

né di giorno né di notte né per mare né per terra:

per esempio, LA GUERRA.

*§* 

Poesie sulla Pace - immagine 2 _ su Andare-Oltre.com

*§* 

 da Li Tien Min, "La Pace"

Non importa chi tu sia,

uomo, donna,

vecchio o fanciullo,

operaio o contadino,

soldato, studente o commerciante;

non importa quale sia il tuo credo politico

o quello religioso

se ti chiedono qual è la cosa

più importante per l’umanità,

rispondi

prima

dopo

sempre: la pace!


*§* 

da Talil Sorek,  "Ho dipinto la  Pace"
(famosa poesia scritta dalla giovane israeliana appena dodicenne durante un breve ma devastante conflitto armato nel 1973 tra Israele, Egitto e Siria, ..quel tipo di guerre che non hanno mai una fine.. Per questa poesia Talil Sorek vinse un premio nel 1975)

Avevo una scatola di colori

brillanti, decisi, vivi.

Avevo una scatola di colori,

alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso

per il sangue dei feriti.

Non avevo il nero

per il pianto degli orfani.

Non avevo il bianco

per le mani e il volto dei morti.

Non avevo il giallo

per la sabbia ardente,

ma avevo l’arancio

per la gioia della vita,

e il verde per i germogli e i nidi,

e il celeste dei chiari cieli splendenti,

e il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta e ho dipinto la pace.


Poesie sulla Pace - immagine 3 _ su Andare-Oltre.com

*§*  

dai diari di  Fabrizio De André che scrive di una versione  ingiusta della pace: 

“Operazioni di “polizia” perché il mondo sia in pace: attenzione però che non sia una “pace terrificante”. Anche gli schiavi che costruirono la Piramide di Cheope erano in pace, essi erano più o meno pacificamente tenuti in vita per lavorare. Credo che chiunque di loro avrebbe preferito una guerra con il rischio della morte, piuttosto di quella orribile pace.

Il fatto è che tutti desiderano essere ricchi, e mettiamoci in testa che i ricchi non possono esistere, se contemporaneamente non esistono i poveri.

Il problema va quindi al di là della pace e della guerra. Certo, è preferibile la pace, ma ad una pace ingiusta si può preferire una guerra, soprattutto quando una pace ingiusta produce in definitiva gli stessi effetti di una guerra: per esempio la morte per indigenza di intere popolazioni.”

Fabrizio De André - Dall'archivio dei suoi diari, 
il  libro 
edito da Mondadori  “Sotto le ciglia chissà” 


*§*§*§*


Aggiungiamo l'importanza del NOSTRO personale SENTIRE ed AGIRE :

 è assurdo ed incongruente volere la pace senza poi averla chiara nel proprio animo, senza praticarla giornalmente nell'educare i figli, i giovani, senza applicarla nel proprio agire e nel proprio ambiente di relazioni di qualsiasi genere. 

Se siamo in arrogante competizione continua, in lotta dentro di noi e con gli altri, se ricalchiamo i modi e gli obiettivi di una nazione che ne assalta, calpesta, sfinisce e distrugge un'altra; se maltrattiamo fisicamente ma anche psicologicamente ,..!! (umano o animale che sia);  
se non abbiamo superato molti dei nodi interiori che ostacolano un vero sentore di pace dentro e fuori di noi, 
non abbiamo in noi la pace e non possiamo parlarne in verità totale, darne esempio, protestare ed insegnarla. 

Chi non è in pace con sé stesso, sarà in guerra con il mondo intero. 
Mahatma Gandhi

La pace viene da dentro. Non cercarla fuori. 
Buddha

e, nella pratica, 

Pace interiore è quando ciò che dici, ciò che pensi, ciò che fai, sono in perfetta armonia. 
Mahatma Gandhi


Quindi dobbiamo assolutamente  tramutarci in veri sostenitori della pace partendo dal nostro intimo e dal nostro quotidiano per poterci definire tali, attraverso l'affermazione spesso spesa a vuoto "io sono per la pace!" 


☮☮☮☮☮☮☮☮☮



Ti può piacere anche l'articolo:  
La pace non è mai un concetto superato - Considerazioni, soluzioni, Street art, musica, ..






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 La pianta dell'ulivo compagna di benessere quotidiano




2024/06/28

Stravolgere abitudini ed emozioni nocive (educando il subconscio)

 Possiamo ottenere ciò che vogliamo e desideriamo grazie al nostro subconscio 

Può capitare di esclamare: 

"Sono sbagliata, dovrei non farmi ferire dagli altri, non dovrei dare in escandescenza davanti ai miei figli, dovrei tenere alla mia salute e mantenere uno stile di vita più sano,  dovrei essere grata invece mi lamento continuamente di tutto,  non dovrei avere paura di troppe cose, dovrei essere più lucida, più calma, più  determinata, più costante, più ... , però ricado in errori, debolezze e abitudini a cui non dovrei cedere, .. ma non riesco a cambiare !!"

.. dovrei, dovrei .. conosciamo cosa andrebbe fatto e come vorremmo essere però  troviamo un ostacolo, un muro che nessuno ha costruito se non noi stessi; in quei frangenti non abbiamo la nostra approvazione, l'autostima cala, ci sentiamo inermi, fragili, impauriti, ci giudichiamo, ci disapproviamo  è come se il nostro primo nemico fossimo proprio noi!!  

Una brutta sensazione di impotenza nei nostri stessi confronti! 

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Abbiamo tutti la facoltà di cambiare i tasselli ammuffiti del nostro pensiero, delle nostre vecchie convinzioni. Dobbiamo ri-educare il nostro subconscio per  realizzarci evitando di farci bloccare da schemi radicati nel profondo.

LA VOLONTA' SI EDUCA. Le abitudini, il pensiero positivo, le emozioni, il carattere  si plasmano. In tal modo la serenità, la trasformazione, i risultati desiderati si promuovono in noi. 

Si forgia a qualsiasi età la capacità  di ESSERE DIVERSI, MIGLIORI.

Stravolgere abitudini ed emozioni nocive - su Andare-Oltre.com

Se anche sentiamo dentro di noi l'ansia che ci assale possiamo capovolgere quel pensiero angoscioso, quello schema mentale che ci ha tenuti immobilizzati in abitudini ed emozioni deleterie da cui non riusciamo a liberarci; a volte diamo per giunta la colpa a situazioni e persone esterne;

ma si può superare quello smarrimento educando il nostro subconscio. 

Siamo soliti dire a noi stessi "io sono così ormai non posso cambiare" .... 
"Eh si, lo so MA è difficile"  .... " Questo è il mio carattere ormai non cambierò" ...  "Non riuscirò mai ad essere diversa"

e così .. si rimane immobili. 

Non si deve cadere nell'errore di lasciarsi andare e di ritenere che non ci sia possibilità di cambiamento, che si rimarrà così come non ci piace per sempre senza vie di uscita. Al contrario è possibile educare se stessi ad essere migliori (se si vuole veramente esserlo) lavorando sul proprio passato e sul proprio subconscio. 

Ma bisogna lavorarci (e seriamente) con  tutti i metodi  possibili conosciuti o da scoprire, con i metodi che più ci ispirano e ci attraggono.

Se non si riesce  a mettere in pratica le nozioni apprese durante il cammino nella vita non bisogna disperare, è molto facile che accada poiché le nozioni non sono arrivate ancora al livello della  coscienza.

La mente non è  ancora arrivata ad avere consapevolezza di quei concetti da noi reputati validi ma è riuscita soltanto ad attingere nozioni circa il mezzo per cambiare; non è detto che quell'ascoltare e studiare abbia aperto la breccia definitiva nel nostro animo.   

Per il momento! 

Finché non si prende coscienza di quell'idea, di quel disegno che vorremmo mettere in pratica, non si cambia concretamente. Così facendo, cercando la nostra strada  grazie alla conoscenza e all'interesse verso il cambiamento, c'è comunque un percorso di trasformazione e sviluppo. 

Ma divenire consapevoli può accadere in un attimo, o più tardi nel tempo grazie ad un'assimilazione inconscia dei concetti, ad esercizi pratici, grazie ad esperienze, a meditazioni inconsapevoli e consapevoli,  

oppure può non accadere mai. 

Può svilupparsi consapevolezza con un testo specializzato, con un manuale o con un corso, un seminario che si è seguito per risolvere un certo problema; ma non per forza ai corsi si impara a gestire se stessi.  Dopo mesi o anni di corsi specifici o di terapie psicologiche,  
magari  un libro, un incontro, un avvenimento, una parola, una persona, un sentirsi completamente saturi di qualcosa, o molto altro 
anche una sciocchezza che capita improvvisamente ci cambia la vita e ci fa vedere quella certa luce. 

Spesso si risolve con ciò che non immaginavamo! un mondo interiore diverso arriva quasi improvvisamente e quel quid che ci fa cambiare, che ci rende  finalmente consapevoli non vale mille corsi online e seminari! 

*** § ***

Nel frattempo che le nozioni apprese facciano breccia e che il nostro percorso evolutivo ci porti ad essere una persona migliore,  

possiamo lavorare EDUCANDO il nostro subconscio. 

La nostra immensa parte inconscia è un soldatino semplice, fa sempre quello che le abitudini lo portano a compiere, segue gli schemi che ha radicati,  le debolezze a cui ci lasciamo andare con facilità (in special modo  quelle di vecchia data subìte da bambini e diventate un punto fermo mentale e psicologico..)

Lui  si muove senza implicare la ragione: tu dai gli input e lui segue ciò che gli imponi, ciò che gli proponi. ciò che lo alleni, giorno per giorno, a recepire come nuova abitudine.

Il nostro subconscio, in special modo durante la notte, ELABORERA' QUEL CONCETTO E LO FARA' SUO, TI OBBEDIRA', farà suo anche quell'obiettivo che vuoi realizzare e quel modo migliore in cui vuoi arrivare ad essere. 

Farà quello che gli proponi. 


 Addestriamo quindi il nostro subconscio: 

  • - La sera ci possiamo preparare bene al sonno staccando dai problemi, dal cellulare, pc e TV almeno 1 ora prima di dormire; compiendo azioni leggere, serene o di meditazione ed ascoltare musiche rilassanti; 
  • - usando il suono della campana tibetana ci si libererà dalle scorie di pensieri e di influssi rumorosi e negativi mentre ci si avvolgerà di buone vibrazioni 
  • - si può utilizzare l'immaginazione per visualizzare con luminosa esattezza ciò che si desidera, scegliendo ed utilizzando immagini più realistiche possibili soprattutto per superare le paure, compresa la paura di fallire;  
  • - ci si può svegliare forzando i muscoli facciali in un sorriso, facendolo di proposito anche se non se ne ha nessuna voglia; 
  • - si possono appendere cartelli, in casa e al lavoro, con scritte positive ben scelte e leggerle in vari momenti della giornata nonché  prima di dormire;  
  • -si possono mettere in musica e cantare i propri desideri e obiettivi da raggiungere;    
  • - si può parlare allo specchio guardandosi negli occhi (cioè per arrivare direttamente al nostro subconscio) e ripetere le frasi adatte "io faccio/sono questo";
  • - anche ponendo la mano sulla gola, zona di espressività (tiroide compresa), affinché ciò stimoli dentro di noi attraverso, questo contatto, la volontà e la consapevolezza dell'obiettivo; 
  • - come anche ripetere frasi  brevi, compiute e prestabilite  varie volte al giorno per autoconvincersi (convincere il subconscio) di poter superare un certo scoglio;  come ad esempio per un danzatore che ha timore di affrontare il pubblico: "Danzo benissimo; Sono equilibrato, fiducioso, tranquillo e gioioso", basta poco, ma  costantemente ripetuto, per creare fiducia e sicurezza alla parte di noi che è fragile;  
  • - concentrarsi sulla LIBERTA' e la TRANQUILLITA' interiore, riempire la mente esclusivamente di questa idea  creerà libertà da dipendenze, abitudini sbagliate e vizi;  

Finché non cambi tu lo schema e gli input che gli fornisci, 

lui seguirà le vecchie modalità. 

Finché continuerai a ripetere agli altri e a te stessa: 

"Come farò! non ce la faccio, tutte a me capitano e tutte insieme, tutto va male, non riuscirò, non resisterei, non mi viene bene niente, non lo so fare, non sono il tipo che persevera, non sono brava, ... lascio perdere tutto"  ..

la nostra parte subcosciente CI CREDE e continuerà a portarti quelle emozioni, quindi quelle situazioni e  quella realtà nel tuo futuro. 

Quel "futuro" di cui ti lamentavi, che non volevi  e per il quale ti chiedevi "COME MAI NON CAMBIA NIENTE NELLA MIA VITA??". 

RIBALTA QUESTO SCHEMA DI PENSIERO e il tuo subconscio TI SEGUIRA'.  

Si abituerà a vederla diversamente e a far ACCADERE cose diverse.
Quelle che avrai abilmente inculcato in lui. 
Quelle stesse che volevi per te. 

***

Dobbiamo sempre ricordare che, secondo la fisica quantistica,  

l’energia va dove va il pensiero, e l’energia crea. 

Perciò un pensiero “tormentoso, arrendevole” o comunque pessimistico, induce a creare una realtà che si auto-alimenta,  perché si continua a dare energia a quella visione delle cose. (P. U.) 

 

(Fonti: spunti personali e passi dal libro "Il potere del subconscio")

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Altro in psicologia su Andare-Oltre: 

Non è solo chi è solo ma chi si sente solo. La dipendenza affettiva.

Creare le situazioni che desideriamo

Padroni della nostra felicità


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2024/02/19

Non è solo chi è solo ma chi si sente solo. La dipendenza affettiva.

 

* Ridurre la dipendenza affettiva e sociale, ridurre la dipendenza anche da se stessi, o meglio, sanare l'intricato nodo di timori, paure e insicurezze che portano ad adagiarsi sulla presenza di una altra persona o di più persone.

* Conoscersi sempre meglio per conquistare la propria individualità e ricchezza interiore; 

* dopo aver creato una splendida amicizia con il proprio Sé, dopo essere riusciti a star bene in nostra compagnia,
non si dipenderà in modo eccessivo da nessuno se non per quella dipendenza necessaria e naturale, non si avrà timore di chiedere aiuto e di aprirsi  in modo equilibrato all'esterno, non si soffrirà di solitudine e non si dipenderà neppure da noi stessi (non più schiavi dei nostri pensieri contorti e corrosivi e delle nostre emozioni forvianti) 

 4 aspetti della Dipendenza : 

- Fare amicizia con noi stessi 

- Ridurre la dipendenza affettiva 

- Ridurre la dipendenza sociale 

- Evitare l'indipendenza nevrotica.

 

Quando nella vita c'è molta dipendenza, c'è poca vita.

 

Ridurre la dipendenza affettiva

Ognuno di noi indistintamente, prima o poi, si trova davanti a questi  due sentimenti non piacevoli:

- il senso di solitudine esistenziale, ovvero la sensazione di essere una persona sola nel mondo e nell'universo. 

- il senso d'insicurezza, ovvero la sensazione che s'avverte quando si pensa all'incerto futuro, o quando si è soli.

Queste sono due sensazioni naturalissime. 

Ma le persone che rifuggono da se stesse e da questo moto di ansia ed insicurezza, fanno coincidere il turbamento che ne deriva al senso di solitudine. Come risolvono? Cercando e trovando persone che gli diano compagnia, affetto e sicurezza.

DA QUI NASCE LA DIPENDENZA AFFETTIVA,

un modo di sfuggire al senso di solitudine ed insicurezza che tutti proviamo. 

Per tutti noi è normale aver bisogno di affetto e sicurezza. Trovare persone che ci aiutino a soddisfare questi nostri due bisogni è un processo intimo normalissimo. 

Quando questo bisogno di affetto e sicurezza diventa esasperato, però, diventiamo troppo dipendenti. La dipendenza - su Andare-Oltre.com

La dipendenza affettiva è un problema che riguarda molte persone. Si tratta di un bisogno eccessivo di ricevere amore, attenzione e riconoscimento dagli altri, soprattutto dalle persone a cui siamo legati, che nasce da una scarsa autostima e da una paura di essere abbandonati o rifiutati.


 COME SI MANIFESTA QUESTA ECCESSIVA DIPENDENZA? 

chi ne soffre tende a:

- Sottomettersi alle volontà e alle aspettative degli altri, anche a costo di rinunciare ai propri desideri e bisogni.

- Evitare i conflitti e le discussioni, per paura di perdere l'affetto o l'approvazione degli altri.

- Cercare costantemente conferme e rassicurazioni, per sentirsi amati e accettati.

- Avere difficoltà a esprimere le proprie emozioni e opinioni, per non rischiare di essere criticati o giudicati.

- Isolarsi dagli altri interessi e relazioni per dedicarsi esclusivamente alla persona da cui si è dipendenti.

-  Cerchiamo sempre di accontentarle, evitiamo di fare o dire cose che non approverebbero, evitiamo di dar loro dispiaceri e di contraddirle.. Evitiamo in continuazione così siamo sicuri di non perderle. 


MA COSA PERDIAMO QUANDO CI RITROVIAMO AD ESSERE ECCESSIVAMENTE DIPENDENTI da qualcuno o da qualcosa? 

perdiamo la nostra libertà e la nostra identità. Non possiamo esprimere i nostri veri sentimenti e le nostre potenzialità. Questo ci rende infelici e frustrati. 

"Che strani siamo! A VOLTE PER COMPRARE UN RUBINO VENDIAMO LA NOSTRA COLLANA DI DIAMANTI"

Il senso esistenziale e il senso d'insicurezza non si possono eliminare.

Puoi avere un partner che ti ama tantissimo; puoi circondarti di molti ottimi amici che ti vogliono bene, ma avrai sempre nella mente la sensazione d'insicurezza e la sensazione di essere una persona sola: sola nel mondo, sola nell'universo.  

Forse anche, come tanti altri, non riesci a convivere con il senso di solitudine esistenziale e il senso d'insicurezza.

E così cerchi persone

che ti diano sicurezza, compagnia, affetto, che ti comprendano, ti apprezzino e ti amino, che ti aiutino ad affrontare le piccole e grandi avversità della vita e che ti illudano di essere meno solo.

Si cade in errore. 
Il senso di solitudine esistenziale e il senso d'insicurezza non si possono eliminare ed è inutile cercare di non sentirli usando mille artifizi mentali o stando sempre in compagnia. Dobbiamo soltanto accettarli. Dobbiamo imparare a liberare il nostro Io e a seguire la nostra felicità senza paura.

Spesso si rimanda la felicità a quando si riuscirà a trovare una persona adatta a noi, che ci riempia di affetto e che sia sempre presente per noi e per aiutarci a risolvere i nostri problemi; 

rimandiamo e ci sentiamo soli non rendendoci conto che quella persona già c'è! 

Siamo noi stessi. SEI TU. 

Accetta serenamente la tua solitudine! Soltanto in questo modo non ti sentirai più una persona sola.

In noi sono già presenti tutte le qualità che ricerchiamo in altri ma le teniamo dentro, confuse tra quel groviglio di paure, di ansie e di preoccupazioni presente e persistente in noi. 
 Solo tu puoi darti tutta la felicità e la compagnia sincera che desideri, sarai felice quando dipanerai quel groviglio di insicurezze e paure. 

Ovviamente il contributo dei tuoi cari, degli affetti, degli amici e di un partner molto presente emotivamente sono importanti, possono aumentare la tua felicità e ti riempiono; Ma ..

.. "NESSUNO PUÒ ESSER FATTO FELICE DA NESSUNO 
SE PRIMA NON SI È FATTO FELICE DA SOLO."

 Certamente avere qualcuno che ti sostiene in ogni momento, una spalla su cui piangere, chi ti aiuta a prevenire gli errori e che lenisce le ferite, un rifugio, un porto sicuro, una persona che ti offre solidarietà e consolazione per ogni sbaglio ormai commesso, è comodo e rassicurante. 

Ma il prezzo che devi pagare per questo è molto, troppo alto; 
si chiama DIPENDENZA, ovvero un  indebolimento del proprio Io, un lasciarsi andare che  porta a commettere maggiori errori ed un allontanamento dalla propria forza, quindi dalla propria felicità.

L'errore sta nell'identificare la vita felice con la vita insieme agli altri, 
 affidare ad altri il tuo vivere felice.

Riduci la tua dipendenza!

Specialmente se questa dipendenza risulta eccessiva, non ti adagiare ma vivi. 
Anche se c'è da combattere e da soffrire, affronta tutto da protagonista. 

Gli altri non devono essere la tua vita, le tue aspirazioni, 

i tuoi soli interessi. 

Devi essere tu, esclusivamente tu, autonomamente tu, la base della tua felicità. 

Gli altri devono essere soltanto l'altezza.

Non far DIPENDERE DAGLI ALTRI IL TUO VIVERE FELICE! non farlo dipendere dal loro umore, dalla loro buona giornata, dalla loro voglia di dedicarsi a te.
Renditi indipendente! E la tua vita prenderà una fantastica direzione.

È sempre in ottima compagnia chi sta bene con se stesso.


Ridurre la dipendenza sociale

Identico discorso per chi non riesce a far nulla da solo ma cerca continuamente la compagnia di amici per ogni occasione, che hanno timore di stare sole, di camminare da sole, di partire da sole, andare a cinema da sole, ecc.

E così cerca compagnia, buona, meno buona, cattiva, purché sia compagnia. Ingannando se stesso, inventa di tutto pur di stare in compagnia.

Grande errore! anche perché il senso di solitudine sarà avvertito ugualmente, ancor più se, per affannarsi a cercare compagnia qualsiasi, si frequentano persone di scarso valore e con le quali si è instaurato un rapporto vuoto
(compresa la superficialità di rapporti nati sui social network, quella che mira alla quantità invece che alla qualità), diventi una persona vuota, nulla ti rimane fra le mani e nella forza del tuo essere. 

Non t'affannare quindi ad avere tanti "amici". Impegnati invece seriamente a costruire una sola, grande amicizia, un rapporto pieno, vero, altamente gratificante con l'unica persona che realmente rimarrà sempre con te: tu.  Il tuo unico miglior amico. Impegnati a conoscere te stesso e a costruire con te un ottimo rapporto. 

Non lasciarti impaurire dalla solitudine. Non considerarla neppure un condizione di emarginazione forzata: "Gli altri non mi vogliono e mi lasciano con la mia solitudine. Se non ho compagnia vuol dire che sono una persona di poco valore, una persona scartata dagli altri"

Scegli la solitudine di tua iniziativa, qualche volta. In modo che quando devi subirla non avvertirai fastidio. Così facendo ridurrai la dipendenza sociale. E aumenterai la tua felicità.

E sarà un bel vivere perché non è solo chi è solo, ma chi si sente solo.


Evitare l'indipendenza nevrotica.

Un difetto peggiore della dipendenza è l'indipendenza a tutti i costi. 
La dipendenza equilibrata è condizione naturale e matura,  è necessaria,  è da accogliere, da accettare poiché nessuno è mai completamente indipendente e riuscire anche a star bene con se stessi senza compagnia è sano; 

l'orgoglio, la testardaggine di non aver mai bisogno di nessuno, di non dover mai chiedere  aiuto e di poter fare a meno di tutti, è sinonimo di rigidità mentale, di chiusura nevrotica, non è un comportamento maturo e sano. 

Non voler chiedere mai quell'aiuto  Dipendenza _ su Andare-Oltre.com - Opera di Alfredo Troisi

 che parte dall'impressione di porsi ad un livello inferiore, di debolezza, di sottomissione, di sentirsi stupidi a non cavarsela da soli, quindi di rinunciare a priori all'apporto degli altri, diventa un male peggiore e ti blocca. 

Cerca di stare bene senza compagnia e magari senza affetto. Ma non rinunciare alla compagnia e all'affetto. Nessuno può essere completamente indipendente.

Il tuo chiedere per effettivo bisogno (lasciando da parte il falso orgoglio) favorisce la costruzione di ottimi e poco dipendenti rapporti.

Accetta serenamente la dipendenza che non puoi evitare!  la naturale dipendenza.

Chi, per orgoglio, non cerca mai gli altri alfine perderà se stesso.

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La vita è libertà in se stessi, 
è essere liberi da dipendenze affettive e sociali, da prigionie psicologiche e morali

Medita sul modo migliore di condurre la tua vita. Troppo facilmente lasci che altri la conducano per te. 

Abbandonare con coraggio la comodità di farti coprire le spalle sempre, è un gran vantaggio che supera di molto il malessere in cui ti ritroverai dopo, nel tempo o subito dopo 

(anche perché alla resa dei conti delle situazioni sempre soltanto con se stessi ci si ritrova, si è in compagnia soltanto di se stessi alla fine dei vari piccoli e grandi capitoli della vita); 

devi  riflettere ogni volta che ti si offre la comoda occasione  di lasciare a riva le tue responsabilità.  È affrancarsi. E' poter fare (più che è possibile) ciò che piace, quando piace. e come piace. E poter dire no quando si vuol dire no, e si quando si vuol dire si.

Ma per arrivare a un tale grado di libertà, devi combattere la tua insicurezza che ti costringe a chiuderti dentro la prigione della dipendenza. 

Perché quando nella vita c'è molta dipendenza, c'è poca vita.

Vive felice chi riduce la sua dipendenza, chi non è costretto dagli altri a fare ciò che non gli va.
Ma ancora più felice vivi colui che non è costretto da se stesso.


Fonte: libro di Omar Falworth "Conoscersi Accettarsi Migliorarsi"


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- Sai ascoltare ?

- Padroni della nostra felicità


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2023/11/10

Creare le situazioni che desideriamo


Creare le situazioni che desideriamo _ Immagine: opera di Alfredo Troisi _ Andare-Oltre.com
Opera di Alfredo Troisi
Creare ciò che desideriamo comporta scelte. Le scelte possono creare in noi dualismo, problemi o dubbi  che ci "costringono" a trovare la soluzione più giusta e adatta a noi. 
Di certo ogni problema ha intrinseca la propria soluzione, o alcune differenti soluzioni, 
ma nel momento in cui decidiamo (dopo esserci fermati a meditare in piena calma a tu per tu con noi stessi), cresciamo ogni volta, ci sentiamo più sicuri, migliori, più forti, più determinati, pieni di fiducia in noi stessi e pervasi dalla soddisfazione per aver chiarito in noi l'obiettivo da seguire, o il reale effettivo desiderio.  
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Dopo questa scelta è il momento di partire con l'azione 
e di  perseverare in quella direzione senza tentennamenti. 
- L'atteggiamento da adottare è sicuramente quello positivo anche nel momento in cui ci rendiamo conto della fatica e degli ostacoli che dovremo superare; un atteggiamento tenace che conosce bene il metodo per arrivare all'obiettivo finale, alla situazione che abbiamo desiderato e voluto realizzare. 
- Valutare le decisioni e le strade intraprese in passato; scegliere in base all'esperienza avuta; sicuramente scegliere ciò che ci farà SENTIRE BENE; 
(Castaneda dice di seguire la strada che ha un cuore) 
- Bandire il lamento, il ripensamento, le scuse e giustificazioni, il lassismo, l'indulgenza verso noi stessi; 
- In questo processo creativo della situazione che vogliamo realizzare, ci sosterranno
- il  focalizzare e visualizzare il risultato, 
- il pensiero positivo, 
- la volontà, 
- la presa di coscienza che siamo liberi di attuare il raggiungimento del nostro fine; 

- Zittire e superare le paure  mantenendo saldo quel pensiero propositivo verso la meta; 
- Guardare oltre le abitudini e lo schema mentale acquisito e radicato in noi; pensiamo in modo creativo anche per noi stessi; 
- Elaborare strategie, con filosofia e serenità, per mettere in pratica le nostre azioni; 
- Mantenere la fiducia in noi stessi,  coscienti che il risultato dipende esclusivamente da noi  e dalle nostre azioni,  
- concentrarsi sul da farsi 
..  e farlo!  
Attivarsi superando i freni mentali, alzarsi ed agire , non  esiste altro modo per concretizzare il nostro domani.  
Cerchiamo di non essere  spettatori ma protagonisti della nostra vita. 

I problemi si dissolveranno. La meta sarà raggiunta.

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Facciamo nostri alcuni pensieri  che possono aiutarci  a tener duro 
nel  creare le situazioni che desideriamo:

"Se qualcosa non ti piace, cambiala. Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento.  Non lamentarti."   -  Maya Angelou

"È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino" - Anthony Robbins

"Il segreto della felicità è la libertà, il segreto della libertà è il coraggio." -  Tucidide

"Niente è davvero difficile se lo si divide in tanti piccoli pezzettini." - Henry Ford

"Cadere non è un fallimento. Fallimento è rimanere là dove si è caduti." -  Socrate

"La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci." -  Charles R. Swindoll

"C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà."  - Albert Einstein

"La concentrazione è il motivo per cui alcuni atleti sono migliori di altri." -  Edwin Moses
Creare le situazioni che desideriamo _ Immagine: opera di Alfredo Troisi _ Andare-Oltre.com
Opera di Alfredo Troisi
"Esiste un’isola di opportunità all’interno di ogni difficoltà."

"Se qualcuno ti dice che non puoi farcela, quella persona ti sta mostrando i suoi limiti, non i tuoi." 
"Se perdi qualcuno ma trovi te stessa hai vinto." - Anonimo

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“Pensare è facile, agire è difficile, e mettere i propri pensieri in pratica è la cosa più difficile del mondo.” 
sosteneva Gothe,
ma è l'unica via per noi e per una vita soddisfacente;

così come suggerisce  Rita Levi - Montalcini:
“Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.”

..anche e in primis a se stessi.

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- Troppo soli e troppa socialità



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