2021/12/02

Padroni della nostra felicità

 
 Dopo l'articolo che pubblicai tempo fa, esattamente riferito ad

alcuni accenni di base tratti dal saggio  "La conquista della felicità" (1930) del  filosofo Bertrand Russel, un testo semplice, molto conosciuto, accessibile a tutti. 

A chi sostiene che in questo testo divulgativo  non vi siano altro che "concetti scontati"  risponderei che è proprio nella semplicità che risiedono le verità dimenticate giornalmente;  in special modo nella nostra epoca.
mi esprimo ora sulla felicità secondo quanto sperimento nel mio animo, nel mio sentire e nell'affrontare la vita. 


La conquista della felicità - Russel

Mi ritengo una persona abbastanza "felice" anche quando mi ritrovo in situazioni di amarezza o di problemi molto difficili o subendo un lutto oppure quando non vedo vie di uscita. 

Sono profondamente convinta del mio potenziale creativo (il potenziale che abbiamo tutti in differente misura), sono convinta della nostra capacità di pensare fuori dalla pressante  negatività, della volontà e ricerca di soluzioni (sempre presenti in qualsiasi situazione seppur non visibili al momento di una crisi di insicurezza o di dolore),  sono profondamente desiderosa di positività e distaccata dal  "passato da rimpiangere" e dallo "spreco" (che in questo senso significa non voler sprecare ogni attimo della vita e neppure ciò che potrei offrire agli altri), entusiasta del presente (anche quando è completamente buio come quello attuale..) ed infine,  

rifiutando la sterile lamentela, la malinconia, la recriminazione e così via, sento che realmente dentro di me non trovano spazio il pessimismo, la malinconia eccessiva, la disperazione né la tristezza ancor meno la noia o simili sentimenti nocivi e inutili,  se non per pochi attimi. Evito di alimentarli.

Cerco di contrastare il senso di colpa ed altri terribili mostri interiori attraverso l'osservazione di me, dei fattori che lo hanno suscitato in me e attraverso il guardare oltre; 
inoltre tramite l'analisi di me stessa e di ciò che trasmetto all'esterno,  provo a migliorare entrambe queste azioni.

Ci battiamo contro l'annientamento del mondo in tutte le sue  forme, critichiamo l'esterno e ci lamentiamo del nostro prossimo quando poi, con il nostro distruggerci ed avvilirci quotidianamente,  non riusciamo a salvaguardare noi stessi
E' una nostra proiezione ? Una reazione malata ? Sicuramente si. 
Iniziamo da noi stessi, quindi.
Il problema risiede di certo nella nostra formazione interiore, nelle emozioni e malattie psicologiche, radicate e più o meno gravi, che ci portano ad indebolire la nostra energia interiore e a non riuscire a difenderci nel modo appropriato per il raggiungimento di una salutare serenità, di un'equilibrio per noi stessi quindi da trasmettere all'esterno. 


Utili a questo scopo

- l'aver cura del nostro corpo conducendo una vita salutare per ottenere uno stato di forza e benessere che aiutino poi anche l'aspetto emozionale e la vitalità interiore, (perché deve essere sano il nostro organismo per poi ottenere lucidità mentale, non il contrario);

- l'introspezione;

- l'esprimersi con qualcuno che sappia accogliere lo sfogo;

- le molteplici attività che stimolino il flusso energetico, la creatività, il gioco, il pensiero positivo, il risultato gratificante; 

- le molteplici terapie olistiche per un supporto a 360°, dal corpo alla mente, limitando la medicina del sintomo e chimica; 

- l' instaurare, con le persone care soprattutto, 
 "Rapporti Affettivi Profondi", non relazioni superficiali o sofferenti, dense di nodi che rendono difficile il rapporto per lungo tempo; Cambia il tuo modo di approcciarti all'altro, e vedrai cambiare la vostra relazione; cambia tu per primo, magicamente vedrai migliorare l'altro ed il relazionarvi!; 

- il prestare ATTENZIONE, agli altri e alle nostre azioni;

- quindi il cercare di soffermarci sulle cose, sulle letture, sull'azione che stiamo intraprendendo, porvi maggior ATTENZIONE, praticamente (in questa epoca frenetica non ci applichiamo, immagazziniamo informazioni ma le rasentiamo, non le penetriamo!, con il risultato che poco rimane saldo in noi, assimilato e ragionato);
Attenzione è anche Amore, infatti;

- occuparci di ciò che ci piace molto, di ciò che ci gratifica e ci dà soddisfazione, alternando questo alle attività che rappresentano un mero dovere e assolvendo anche alle priorità decise per noi stessi in precedenza calcolando però che anche ciò che ci dà benessere deve rappresentare una priorità nel nostro elenco;

- dedicare del tempo ad osservare noi stessi, a metterci davanti ad uno specchio interiore con sincerità abbandonando le resistenze;

- adottare animali, dividere la vita con loro, accarezzarli, giocarci, dare e ricevere il loro calore è un mezzo efficacissimo per allontanare il male oscuro interiore,

- il saper abbandonare le emozioni negative (e le persone negative) che bloccano ogni evoluzione e crescita interiore,

- lo sforzarsi di sorridere proprio come esercizio che induce al superamento delle negatività già troppo aderente ai nostri muscoli contratti oltre che ai pensieri,

- il riappropriarci di attimi di pace e solitudine per metterci in contatto con ciò che siamo, che siamo diventati e con la possibile felicità a cui non riusciamo ad aprire le porte. Anche accogliere momenti dedicati a noi stessi e a ciò che ci piace molto fare;

- il frequente stimolare ed esercitare la Creatività;

- convincerci del proprio innegabile valore : ricorda a te stesso che vali molto e regolati di conseguenza nel prenderti cura di te;



***

E' (o meglio, appare) tutto molto difficile;
 in realtà l'unico ostacolo è rappresentato da quella parte di noi che non vuole tornare vitale, naturale e felice.

Mi chiedevo spesso perché quella parte di me rimaneva scontenta o perché non mi fermavo ad occuparmi di me stessa, ad esempio.  
La risposta è stata: 
Non chiederti più il perché ma AGISCI. 
Non dire più
"non posso farci nulla son fatta così"  ma  Reagisci.  
Fai ciò che ti sei proposto, senza indugi e senza rimandare ancora, senza arrovellarti andando a scavare nel tuo passato affibbiando colpe a qualcuno o rimanendo a lamentarti di ciò che provi e del blocco mentale e materiale da cui non riesci più ad uscire.. 
Dopo questa esperienza dell'aver sbloccato i freni che ti immobilizzavano, dell'esserti riappropriato del presente e della maggior fiducia in te stesso,  di aver sposato una filosofia costruttiva e più leggera  
ti sentirai più felice. :)  


Per me avviene così :) 



*§*


 Spesso mi dicono "Sei fortunata" , io rispondo che  "ho guadagnato"  ciò che altri ritengono mi arrivi dalla "fortuna"; non sono cose, pensieri e situazioni cadute dall'alto, le ho conquistate; 
Dico  spesso che mi sento felice ma perché sono attenta e grata di ciò che sono,  di ciò che sono diventata  e di come mi sento libera di vedere la vita (così come "il dopo" di cui non provo affatto timore né un senso di  "fine". ) 


Siamo artefici di ciò che siamo e della vita che conduciamo.
  
Le persone che si chiudono in una perenne tristezza  ed impossibilità di  far esplodere se stesse verso una maggior coscienza di quanto grande potrebbe essere il loro POTENZIALE (capaci da sole o con  un aiuto esterno professionale) saranno tristi e labili per tutta la loro vita, una vita sprecata a piangere su se stesse. 
Trovo questa tendenza una sorta di suicidio morale, un inutile farsi del male autorizzato anche dalle istituzioni che non hanno mai contemplato come basilare, nei loro  programmi e provvedimenti,  di istruire, fin da bambini,  
la nostra psiche a sorreggerci. 
(Bè. ... non si curano del nostro corpo, come oggi ampiamente ci dimostrano,  ancor meno  dell'equilibrio della nostra psiche..) 
Ecco che dobbiamo accorgerci del nostro stato di infelicità, 
non dobbiamo assolutamente accettarlo, ancor meno  peggiorarlo; 
dobbiamo lavorare  ogni giorno per  risanare  e mantenere fertile  e attiva la nostra serenità  ed il buon umore
per vivere bene, per godere appieno il presente e per poterci difendere al meglio. 



Costruiamo e cerchiamo di  mantenere la nostra felicità anche in mezzo ai tunnel


*§* 




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