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2025/11/01

Contano i legami .. permettendo all'altro d'essere solo


Ci sono momenti in cui si deve vivere la propria vita per capire se stessi. Perché si cambia, il nostro mondo cambia, cambiano le cose senza che te ne accorgi, un mattino è come se ti svegliassi dopo i cento anni della Bella Addormentata. 
E ti chiedi cos'è successo a te, nel frattempo: se tutto è cambiato così, dov'eri tu che non te ne accorgevi.
Chiedi, ma nessuno risponde.



 Ci sono momenti in cui si deve vivere la vita attraverso la vita degli altri.  
Altri che soffrono, altri che ti hanno aspettata a lungo, altri che dopo anni di silenzio finalmente parlano.
Altri che hanno bisogno di un compagno nell'attesa delle loro attese. 
E altri per i quali il tempo che passa nell'aspettare è già un dono.

Non sai bene se la vita è viaggio, 
se è sogno, 
se è attesa, 
se è un piano che si svolge giorno dopo giorno e non te ne accorgi se non guardando all'indietro. Non sai se ha senso.
In certi momenti il senso non conta. 
Contano i legami.
Jorge Luis Borges
contano i legami-rapporto affettivo profondo su "Andare Oltre"

...e d'altra parte ..
"Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame. 
Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. 
 Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa. 
Scambiatevi il pane, ma non mangiate un solo pane. 
Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo."

 Khalil Gibran
*§*

Penso che nel tempo che scorre, il tempo della vita, sia importante realizzare  
"rapporti affettivi profondi "

Questo concetto non riesce ad essere percepito velocemente, il comprenderne quel suo profondissimo significato è un processo lento e a volte, per alcune persone, mai si vedrà raggiunto l'obiettivo ma io vorrei ugualmente provare a spiegarlo, a parole, così : 

essere se stessi nel relazionarsi, provare empatia, calore, sperimentare tutta la nostra verità, darsi senza tenere dentro, comunicare senza muri inutili né abissi, vuoti o silenzi persistenti nel tempo ma al contrario con immediatezza e sincerità profonda, aprendo il proprio animo; 
è offrire la propria attenzione
è insieme un donarsi e un ricevere; è non vergognarsi di dire di voler bene e di provare ciò che realmente si prova; è dare un senso alla vita, che corre veloce, vivendo insieme e lasciando l'altro libero di essere se stesso e di recepire, di rifiutare o di avvicinarsi pian piano ..
E' partecipare nel mondo con la propria verità e migliorarlo.

Dobbiamo iniziare noi questo percorso e proporlo intorno senza aspettare che l'altro scopra o impari da solo a sperimentare con noi un rapporto affettivo profondo; potremmo non ottenerlo mai.

Cambiamo noi per primi, plasmiamo il nostro modo di porgerci
e vedremo cambiare l'altro insieme al rapporto stesso! 

Tutto ciò, in breve tempo e con lo scambio reciproco, diventerà affetto indelebile, gioia, comprensione profonda, piacevolezza stimolante; regalerà un dinamica sorprendente ed impensabile a diversi tipi di rapporto (famigliare, amoroso, di lavoro, di amicizia,..), ci aiuterà a trovare maggior pace in noi stessi, a non rimpiangere comportamenti vuoti o sentimenti inespressi,  

e suggerirà un grande senso al nostro vivere.

legami- rapporto affettivo profondo su Andare-Oltre


*§*



Altro in  "Sentimenti" e in "Psicologia" su Andare Oltre:  


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2025/10/08

Visioni di pace, di pace quotidiana .. e di pace ingiusta

 Poesia come modo unanime e secolare per infondere  pensiero e volontà di pace. Quattro brevi poesie dedicate alla pace 

ma anche una considerazione "oltre" di Fabrizio De André circa una pace ingiusta, 
una  "pace orribile" che nasconde una guerra quotidiana .. 

Quindi urliamo, facciamoci sentire, scriviamo della pace,.. ma combattiamo anche una pace peggiore di quella che si manifesta come evidente stato di guerra. 

E infine, siamo realmente e quotidianamente dei sostenitori del senso e del Credo di pace??  
☮☮☮Poesie sulla Pace _ Andare-Oltre.com ☮☮☮

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2025 -  Global Sumud Flotilla”  
la più grande missione marittima civile mai tentata verso Gaza


“Global Sumud Flotilla”  è la  “flotta della resistenza", "della perseveranza”(in arabo ṣumūd: “resistenza”, “fermezza”, “perseveranza” e “resilienza”. Flotilla: una piccola flotta,  un gruppo di imbarcazioni che viaggiano insieme con uno scopo comune. 

L’iniziativa è stata lanciata nasce nel 2025 da movimenti civili, ONG e reti di solidarietà, unendo varie operazioni simili già esistenti, come la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement to Gaza, la Maghreb Sumud Flotilla e la Sumud Nusantara.

L’obiettivo principale è “rompere il blocco navale israeliano” che impedisce l’entrata in Gaza di aiuti umanitari essenziali.

Questa forma di azione mira a coniugare l’aspetto pratico (consegna di beni di aiuto) con quello simbolico e politico: attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e denunciare le condizioni in cui vive la popolazione di Gaza.



 Sosteniamo l'iniziativa informandosi, diffondendo, donando

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da Trilussa, "La pace"

UN OMO APRÌ ER CORTELLO E DOMANNÒ A  L’OLIVO:
"TE DISPIACE DE DAMME UN RAMOSCELLO SIMBOLO DE LA PACE?

"NO… NO…- DISSE L’OLIVO - NUN SCHERZAMO.
PERCHÉ HO VEDUTO, IN PIÙ D’UN’OCCASIONE,
CH’ER RAMOSCELLO È DIVENTATO UN RAMO
E ER SIMBOLO UN BASTONE.

*§* 

 da Gianni Rodari, "Promemoria"

Ci sono cose da fare ogni giorno:

lavarsi, studiare, giocare,  preparare la tavola, a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:

chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,

né di giorno né di notte né per mare né per terra:

per esempio, LA GUERRA.

*§* 

Poesie sulla Pace - immagine 2 _ su Andare-Oltre.com

*§* 

 da Li Tien Min, "La Pace"

Non importa chi tu sia,

uomo, donna,

vecchio o fanciullo,

operaio o contadino,

soldato, studente o commerciante;

non importa quale sia il tuo credo politico

o quello religioso

se ti chiedono qual è la cosa

più importante per l’umanità,

rispondi

prima

dopo

sempre: la pace!


*§* 

da Talil Sorek,  "Ho dipinto la  Pace"
(famosa poesia scritta dalla giovane israeliana appena dodicenne durante un breve ma devastante conflitto armato nel 1973 tra Israele, Egitto e Siria, ..quel tipo di guerre che non hanno mai una fine.. Per questa poesia Talil Sorek vinse un premio nel 1975)

Avevo una scatola di colori

brillanti, decisi, vivi.

Avevo una scatola di colori,

alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso

per il sangue dei feriti.

Non avevo il nero

per il pianto degli orfani.

Non avevo il bianco

per le mani e il volto dei morti.

Non avevo il giallo

per la sabbia ardente,

ma avevo l’arancio

per la gioia della vita,

e il verde per i germogli e i nidi,

e il celeste dei chiari cieli splendenti,

e il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta e ho dipinto la pace.


Poesie sulla Pace - immagine 3 _ su Andare-Oltre.com

*§*  

dai diari di  Fabrizio De André che scrive di una versione  ingiusta della pace: 

“Operazioni di “polizia” perché il mondo sia in pace: attenzione però che non sia una “pace terrificante”. Anche gli schiavi che costruirono la Piramide di Cheope erano in pace, essi erano più o meno pacificamente tenuti in vita per lavorare. Credo che chiunque di loro avrebbe preferito una guerra con il rischio della morte, piuttosto di quella orribile pace.

Il fatto è che tutti desiderano essere ricchi, e mettiamoci in testa che i ricchi non possono esistere, se contemporaneamente non esistono i poveri.

Il problema va quindi al di là della pace e della guerra. Certo, è preferibile la pace, ma ad una pace ingiusta si può preferire una guerra, soprattutto quando una pace ingiusta produce in definitiva gli stessi effetti di una guerra: per esempio la morte per indigenza di intere popolazioni.

Fabrizio De André - Dall'archivio dei suoi diari, 
il  libro 
edito da Mondadori  “Sotto le ciglia chissà” 


*§*§*§*


Aggiungiamo l'importanza del NOSTRO personale SENTIRE ed AGIRE :

 è assurdo ed incongruente volere la pace senza poi averla chiara nel proprio animo, senza praticarla giornalmente nell'educare i figli, i giovani, senza applicarla nel proprio agire e nel proprio ambiente di relazioni di qualsiasi genere. 

Se siamo in arrogante competizione continua, in lotta dentro di noi e con gli altri, se ricalchiamo i modi e gli obiettivi di una nazione che ne assalta, calpesta, sfinisce e distrugge un'altra; se maltrattiamo fisicamente ma anche psicologicamente ,..!! (umano o animale che sia);  
se non abbiamo superato molti dei nodi interiori che ostacolano un vero sentore di pace dentro e fuori di noi, 
non abbiamo in noi la pace e non possiamo parlarne in verità totale, darne esempio, protestare ed insegnarla. 

Chi non è in pace con sé stesso, sarà in guerra con il mondo intero. 
Mahatma Gandhi

La pace viene da dentro. Non cercarla fuori. 
Buddha

e, nella pratica, 

Pace interiore è quando ciò che dici, ciò che pensi, ciò che fai, sono in perfetta armonia. 
Mahatma Gandhi


Quindi dobbiamo assolutamente  tramutarci in veri sostenitori della pace partendo dal nostro intimo e dal nostro quotidiano per poterci definire tali, attraverso l'affermazione spesso spesa a vuoto "io sono per la pace!


☮☮☮☮☮☮☮☮☮



Ti può piacere anche l'articolo:  
La pace non è mai un concetto superato - Considerazioni, soluzioni, Street art, musica, ..






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 La pianta dell'ulivo compagna di benessere quotidiano




2024/02/19

Non è solo chi è solo ma chi si sente solo. La dipendenza affettiva.

 

* Ridurre la dipendenza affettiva e sociale, ridurre la dipendenza anche da se stessi, o meglio, sanare l'intricato nodo di timori, paure e insicurezze che portano ad adagiarsi sulla presenza di una altra persona o di più persone.

* Conoscersi sempre meglio per conquistare la propria individualità e ricchezza interiore; 

* dopo aver creato una splendida amicizia con il proprio Sé, dopo essere riusciti a star bene in nostra compagnia,
non si dipenderà in modo eccessivo da nessuno se non per quella dipendenza necessaria e naturale, non si avrà timore di chiedere aiuto e di aprirsi  in modo equilibrato all'esterno, non si soffrirà di solitudine e non si dipenderà neppure da noi stessi (non più schiavi dei nostri pensieri contorti e corrosivi e delle nostre emozioni forvianti) 

 4 aspetti della Dipendenza : 

- Fare amicizia con noi stessi 

- Ridurre la dipendenza affettiva 

- Ridurre la dipendenza sociale 

Evitare l'indipendenza nevrotica.

 

Quando nella vita c'è molta dipendenza, c'è poca vita.

 

Ridurre la dipendenza affettiva

Ognuno di noi indistintamente, prima o poi, si trova davanti a questi  due sentimenti non piacevoli:

- il senso di solitudine esistenziale, ovvero la sensazione di essere una persona sola nel mondo e nell'universo. 

- il senso d'insicurezza, ovvero la sensazione che s'avverte quando si pensa all'incerto futuro, o quando si è soli.

Queste sono due sensazioni naturalissime. 

Ma le persone che rifuggono da se stesse e da questo moto di ansia ed insicurezza, fanno coincidere il turbamento che ne deriva al senso di solitudine. Come risolvono? Cercando e trovando persone che gli diano compagnia, affetto e sicurezza.

DA QUI NASCE LA DIPENDENZA AFFETTIVA,

un modo di sfuggire al senso di solitudine ed insicurezza che tutti proviamo. 

Per tutti noi è normale aver bisogno di affetto e sicurezza. Trovare persone che ci aiutino a soddisfare questi nostri due bisogni è un processo intimo normalissimo. 

Quando questo bisogno di affetto e sicurezza diventa esasperato, però, diventiamo troppo dipendenti. La dipendenza - su Andare-Oltre.com

La dipendenza affettiva è un problema che riguarda molte persone. Si tratta di un bisogno eccessivo di ricevere amore, attenzione e riconoscimento dagli altri, soprattutto dalle persone a cui siamo legati, che nasce da una scarsa autostima e da una paura di essere abbandonati o rifiutati.


 COME SI MANIFESTA QUESTA ECCESSIVA DIPENDENZA? 

chi ne soffre tende a:

- Sottomettersi alle volontà e alle aspettative degli altri, anche a costo di rinunciare ai propri desideri e bisogni.

- Evitare i conflitti e le discussioni, per paura di perdere l'affetto o l'approvazione degli altri.

- Cercare costantemente conferme e rassicurazioni, per sentirsi amati e accettati.

- Avere difficoltà a esprimere le proprie emozioni e opinioni, per non rischiare di essere criticati o giudicati.

- Isolarsi dagli altri interessi e relazioni per dedicarsi esclusivamente alla persona da cui si è dipendenti.

-  Cerchiamo sempre di accontentarle, evitiamo di fare o dire cose che non approverebbero, evitiamo di dar loro dispiaceri e di contraddirle.. Evitiamo in continuazione così siamo sicuri di non perderle. 


MA COSA PERDIAMO QUANDO CI RITROVIAMO AD ESSERE ECCESSIVAMENTE DIPENDENTI da qualcuno o da qualcosa? 

perdiamo la nostra libertà e la nostra identità. Non possiamo esprimere i nostri veri sentimenti e le nostre potenzialità. Questo ci rende infelici e frustrati. 

"Che strani siamo! A VOLTE PER COMPRARE UN RUBINO VENDIAMO LA NOSTRA COLLANA DI DIAMANTI"

Il senso esistenziale e il senso d'insicurezza non si possono eliminare.

Puoi avere un partner che ti ama tantissimo; puoi circondarti di molti ottimi amici che ti vogliono bene, ma avrai sempre nella mente la sensazione d'insicurezza e la sensazione di essere una persona sola: sola nel mondo, sola nell'universo.  

Forse anche, come tanti altri, non riesci a convivere con il senso di solitudine esistenziale e il senso d'insicurezza.

E così cerchi persone

che ti diano sicurezza, compagnia, affetto, che ti comprendano, ti apprezzino e ti amino, che ti aiutino ad affrontare le piccole e grandi avversità della vita e che ti illudano di essere meno solo.

Si cade in errore. 
Il senso di solitudine esistenziale e il senso d'insicurezza non si possono eliminare ed è inutile cercare di non sentirli usando mille artifizi mentali o stando sempre in compagnia. Dobbiamo soltanto accettarli. Dobbiamo imparare a liberare il nostro Io e a seguire la nostra felicità senza paura.

Spesso si rimanda la felicità a quando si riuscirà a trovare una persona adatta a noi, che ci riempia di affetto e che sia sempre presente per noi e per aiutarci a risolvere i nostri problemi; 

rimandiamo e ci sentiamo soli non rendendoci conto che quella persona già c'è! 

Siamo noi stessi. SEI TU. 

Accetta serenamente la tua solitudine! Soltanto in questo modo non ti sentirai più una persona sola.

In noi sono già presenti tutte le qualità che ricerchiamo in altri ma le teniamo dentro, confuse tra quel groviglio di paure, di ansie e di preoccupazioni presente e persistente in noi. 
 Solo tu puoi darti tutta la felicità e la compagnia sincera che desideri, sarai felice quando dipanerai quel groviglio di insicurezze e paure. 

Ovviamente il contributo dei tuoi cari, degli affetti, degli amici e di un partner molto presente emotivamente sono importanti, possono aumentare la tua felicità e ti riempiono; Ma ..

.. "NESSUNO PUÒ ESSER FATTO FELICE DA NESSUNO 
SE PRIMA NON SI È FATTO FELICE DA SOLO."

 Certamente avere qualcuno che ti sostiene in ogni momento, una spalla su cui piangere, chi ti aiuta a prevenire gli errori e che lenisce le ferite, un rifugio, un porto sicuro, una persona che ti offre solidarietà e consolazione per ogni sbaglio ormai commesso, è comodo e rassicurante

Ma il prezzo che devi pagare per questo è molto, troppo alto
si chiama DIPENDENZA, ovvero un  indebolimento del proprio Io, un lasciarsi andare che  porta a commettere maggiori errori ed un allontanamento dalla propria forza, quindi dalla propria felicità.

L'errore sta nell'identificare la vita felice con la vita insieme agli altri, 
 affidare ad altri il tuo vivere felice.

Riduci la tua dipendenza!

Specialmente se questa dipendenza risulta eccessiva, non ti adagiare ma vivi. 
Anche se c'è da combattere e da soffrire, affronta tutto da protagonista. 

Gli altri non devono essere la tua vita, le tue aspirazioni, 

i tuoi soli interessi. 

Devi essere tu, esclusivamente tu, autonomamente tu, la base della tua felicità. 

Gli altri devono essere soltanto l'altezza.

Non far DIPENDERE DAGLI ALTRI IL TUO VIVERE FELICE! non farlo dipendere dal loro umore, dalla loro buona giornata, dalla loro voglia di dedicarsi a te.
Renditi indipendente! E la tua vita prenderà una fantastica direzione.

È sempre in ottima compagnia chi sta bene con se stesso.


Ridurre la dipendenza sociale

Identico discorso per chi non riesce a far nulla da solo ma cerca continuamente la compagnia di amici per ogni occasione, che hanno timore di stare sole, di camminare da sole, di partire da sole, andare a cinema da sole, ecc.

E così cerca compagnia, buona, meno buona, cattiva, purché sia compagnia. Ingannando se stesso, inventa di tutto pur di stare in compagnia.

Grande errore! anche perché il senso di solitudine sarà avvertito ugualmente, ancor più se, per affannarsi a cercare compagnia qualsiasi, si frequentano persone di scarso valore e con le quali si è instaurato un rapporto vuoto
(compresa la superficialità di rapporti nati sui social network, quella che mira alla quantità invece che alla qualità), diventi una persona vuota, nulla ti rimane fra le mani e nella forza del tuo essere. 

Non t'affannare quindi ad avere tanti "amici". Impegnati invece seriamente a costruire una sola, grande amicizia, un rapporto pieno, vero, altamente gratificante con l'unica persona che realmente rimarrà sempre con te: tu.  Il tuo unico miglior amico. Impegnati a conoscere te stesso e a costruire con te un ottimo rapporto. 

Non lasciarti impaurire dalla solitudine. Non considerarla neppure un condizione di emarginazione forzata: "Gli altri non mi vogliono e mi lasciano con la mia solitudine. Se non ho compagnia vuol dire che sono una persona di poco valore, una persona scartata dagli altri"

Scegli la solitudine di tua iniziativa, qualche volta. In modo che quando devi subirla non avvertirai fastidio. Così facendo ridurrai la dipendenza sociale. E aumenterai la tua felicità.

E sarà un bel vivere perché non è solo chi è solo, ma chi si sente solo.


Evitare l'indipendenza nevrotica.

Un difetto peggiore della dipendenza è l'indipendenza a tutti i costi
La dipendenza equilibrata è condizione naturale e matura,  è necessaria,  è da accogliere, da accettare poiché nessuno è mai completamente indipendente e riuscire anche a star bene con se stessi senza compagnia è sano; 

l'orgoglio, la testardaggine di non aver mai bisogno di nessuno, di non dover mai chiedere  aiuto e di poter fare a meno di tutti, è sinonimo di rigidità mentale, di chiusura nevrotica, non è un comportamento maturo e sano

Non voler chiedere mai quell'aiuto  Dipendenza _ su Andare-Oltre.com - Opera di Alfredo Troisi

 che parte dall'impressione di porsi ad un livello inferiore, di debolezza, di sottomissione, di sentirsi stupidi a non cavarsela da soli, quindi di rinunciare a priori all'apporto degli altri, diventa un male peggiore e ti blocca. 

Cerca di stare bene senza compagnia e magari senza affetto. Ma non rinunciare alla compagnia e all'affetto. Nessuno può essere completamente indipendente.

Il tuo chiedere per effettivo bisogno (lasciando da parte il falso orgoglio) favorisce la costruzione di ottimi e poco dipendenti rapporti.

Accetta serenamente la dipendenza che non puoi evitare!  la naturale dipendenza.

Chi, per orgoglio, non cerca mai gli altri alfine perderà se stesso.

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La vita è libertà in se stessi, 
è essere liberi da dipendenze affettive e sociali, da prigionie psicologiche e morali

Medita sul modo migliore di condurre la tua vita. Troppo facilmente lasci che altri la conducano per te. 

Abbandonare con coraggio la comodità di farti coprire le spalle sempre, è un gran vantaggio che supera di molto il malessere in cui ti ritroverai dopo, nel tempo o subito dopo 

(anche perché alla resa dei conti delle situazioni sempre soltanto con se stessi ci si ritrova, si è in compagnia soltanto di se stessi alla fine dei vari piccoli e grandi capitoli della vita)

devi  riflettere ogni volta che ti si offre la comoda occasione  di lasciare a riva le tue responsabilità.  È affrancarsi. E' poter fare (più che è possibile) ciò che piace, quando piace. e come piace. E poter dire no quando si vuol dire no, e si quando si vuol dire si.

Ma per arrivare a un tale grado di libertà, devi combattere la tua insicurezza che ti costringe a chiuderti dentro la prigione della dipendenza. 

Perché quando nella vita c'è molta dipendenza, c'è poca vita.

Vive felice chi riduce la sua dipendenza, chi non è costretto dagli altri a fare ciò che non gli va.
Ma ancora più felice vivi colui che non è costretto da se stesso.


Fonte: libro di Omar Falworth "Conoscersi Accettarsi Migliorarsi"


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Altro in "Psicologia" su Andare Oltre:  

Ciò che le parole non dicono. Il linguaggio non verbale involontario

Sai ascoltare ?

Padroni della nostra felicità


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2024/01/06

Il nuovo muro, quello dell'indifferenza


L'installazione di Pierluigi Monsignori Potsy "Il muro dell'indifferenza"

“Con la  caduta del Muro di Berlino, abbiamo abbattuto muri di dolore 

ma siamo comunque riusciti ad erigerne altri

sono i muri dell’indifferenza, che creano isole di indifferenziata,  

a galleggiare negli oceani”.


"THE WALL OF INDIFFERENCE"


 Plastic Food Project

Dal crollo del Muro di Berlino, alla libertà politica, intellettuale, morale e civile, di un'Europa libera e democratica; un'Europa che dopo aver realizzato i sogni e le speranze di intere generazioni, si trova oggi una nuova società che la osserva alle porte.
I suoi confini si sono dilatati.

L'onda dell'esistenzialismo moderno, preme oggi con le masse di popolazioni diverse che camminano lungo antiche tratte d'immigrazione.
Il muro che divideva l'Est e l'Ovest, dando un ordine geografico, apparente e meschino, non esiste piùI segni del dolore e della pazzia umana sono ancora visibili e tangibili nel tratto storico del Muro di Berlino, quello che dovrebbe insegnare il valore di libertà.

Nuovi muri sembrano essere sorti dalle sue macerie: muri di fili spinati tendono a fermare i popoli, proprio quando i popoli hanno compreso l'importanza della libertà, la fame della pace, il bisogno di serenità, che un'Europa unita e libera insegnava.
Serenità in campi ai limiti delle rotaie dei treni che portano merci al lato ricco del mondo.

Il muro di cemento è oggi diventato un muro di rifiuti: il rifiuto della storia, della società, dell'individuo.
Nuovi muri dividono i popoli; e un nuovo continente è ormai sorto dalle acque dell'oceano: si chiama Indifferenza. Nato proprio dalla nostra incapacità di comprendere le proporzioni del danno che irreparabilmente abbiamo creato ai danni del nostro ecosistema.
Il muro di Berlino torna ad essere di una sconcertante attualità, riuscendo quasi a moltiplicarsi con la nascita di numerosi muri in Europa, non solo a proteggere i confini: sono i muri dell'indifferenza.

Per abbattere questi nuovi muri, serve una socio-eco-consapevolezza tutta nuova, a livello mondiale, e forte in ogni individuo.
Come afferma l'artista: per creare muri di rifiuti, noi sfruttiamo i paesi di quelli che oggi sono i nuovi migranti verso l'Europa; per questo i migranti sono un nostro problema, proprio come i muri di materiali di rifiuti che quotidianamente creiamo.

Plastic Food Project, pone l'attenzione della società verso i rifiuti che getta; riesce a darci la vera entità del valore di ciò che quotidianamente gettiamo, nel nostro usa e getta quotidiano.
Questo il senso ed il significato dell'installazione di Pierluigi Monsignori Potsy, attraverso il suo Plastic Food Project.

"The Wall of Indifference" di Pierluigi Monsignori


*** 

Articolo su tuttoggi.info - il giornale dell'Umbria: 
 “The wall of the indifference” di Monsignori Potsy presentato a Ecomondo
L'artista umbertidese alla fiera di Rimini con il suo nuovo progetto in collaborazione con Revet


***

 (..) le plastiche miste  sono la frazione da sempre 
più difficile da riciclare, 
ritenute da alcuni non riciclabili, un po’ come in passato si temeva 
che il muro di Berlino fosse impossibile da abbattere. 
Abbattiamo i muri del pregiudizio riciclando il plasmi e diffondendo The wall of indifference”

                                                     
 Foto:  Ecologia in Europa. Lituania. 
Plastic Food Project in collaborazione con UUD Erasmus+



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Altro articolo in "Ambiente - Ecologia" su Andare Oltre






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2023/08/12

Ricordare l'estate e il mare con foto in bianco e nero

 Venite! fate con me un tuffo nel nostro passato, nelle vacanze al mare, in estate e a Ferragosto...

sentiamo ancora quel sapore ..       Estate anni 50_ Vacanze del nostro passato su Andare -Oltre.com
     

Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com Le lunghe code in strada ,.. non si arrivava mai ...
                                                                   
           da vintageit_ Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com
                                                                                                                              immagine da www.vintageit.it/litalia-in-vacanza-qualche-anno-fa/
le 600 , i trenini,  le vespe e motocicli carichi di bagaglio 
     
Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com
immagine "generazione over 60"
Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com



Lungomare_ Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.comil lungomare ..non vedevi l'ora 

di scendere in spiaggia a giocare e a rinfrescarti 
Lungomare Ostia_da Roma Sparita_ Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com 


Le cabine che sapevano di umidità, quell' odore particolare che, a ripensarci, abbiamo ancora nelle narici e ancora presente 

Cabine da spiaggia 1970_  da https://www.ilpost.it/2013/06/26/foto-spiaggia-vintage/bathing-huts/_ su Andare-Oltre.com 1907,   Cabine da spiaggia dotate di ruote: potevano essere affittate anche solo per mezz'ora.  da https://www.ilpost.it/2013/06/26/foto-spiaggia-vintage/bathing-huts/


Amici al mare _pattino_ Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com

il  pattino, gli amichetti che rimanevano con te negli anni, i giochi con la sabbia e in mare ....

l'olio solare che sapeva di cocco, le angurie sotto la sabbia per tenerle fresche, gli zoccoli con il tacchetto, il gioco delle piastrelle, delle bocce, del costruire case e castelli con la sabbia, paletta -rastrello e secchiello,, niente di più ci serviva, l'estenuante attesa del dopo pranzo per poter fare di nuovo il bagno a mare, cappellino .. guai,, sempre in testa, lo sfizioso cibo estivo dentro il frigo da campeggio, gli ombrelloni completi di  tenda per spogliarsi, l'ombra fresca delle cabine, il gioco di scrivere sulla sabbia umida ..

c'è chi veniva mandato in vacanza in colonia estiva .. 

il caro salvagente a forma di pesciolino e con gli occhi semoventi :)))  

Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com le inconfondibili  cuffie a fiori colorate ... 

Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com



 le spiagge affollate .. 



Le estati in città 

estate a Milano città 1970


a cercare acqua e refrigerio Barcone sul Tevere - Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com


"Er Ciriola", barcone sul  Tevere, un  vero e proprio centro balneare sul Tevere Barcone sul Tevere Er Ciriola- Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com

dove oltre ai bagni si ballava di sera, e dove si giravano film 
Vacanze Romane - Estate anni 60 su Andare Oltre.comVacanze RomaneVacanze Romane - Estate anni 60 su Andare Oltre.com

Poveri ma Belli - Estate anni 60 su Andare-Oltre.comPoveri ma Belli Poveri ma Belli - Estate anni 60 su Andare-Oltre.com



Agosto, estate e mare  nel cinema 

Domenica d'agosto_ Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com Domenica d'agosto 1950

Caccia al ladro_ Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com Caccia al Ladro (Hitchcock) 1955
Divorzio all'italiana_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com Divorzio all'italiana 1961

Il Sorpasso_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com Il Sorpasso 1962

nell'azzurro mare di agosto_Vacanze del passato su Andare-Oltre.com
Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto 1974 


..gli stabilimenti .. 

Rotonda di Senigallia_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com
La Rotonda sul mare a Senigallia

         Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com



lo stabilimento "Roma" ad Ostia Lido, distrutto dal bombardamento tedesco nel 43

Stabilimento Roma_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com finito di costruire nel '24 
stile barocco Stabilimento Roma_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com
Stabilimento Roma_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com struttura che ricorda il  "Pantheon"  
ma per la sua imponente struttura Stabilimento Roma_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com
 popolarmente era denominato "il Panettone"

Stabilimento Roma_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com
"La sua vita fu però breve perché dopo l’'armistizio del 3 settembre 1943, con il quale l'Italia firmò la resa incondizionata agli Alleati, la Germania nazista, temendo un eventuale sbarco americano sul litorale tirrenico, decise di distruggere alcune strutture strategiche poste nell'area tra cui lo stabilimento.

Il Roma fu minato e fatto esplodere nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1943"

 ringraziamenti a  lamletico.it

e tra quelle macerie, si nuotava e tra quelle macerie si nuotava_Stabilimento Roma_Vacanze anni 60 su Andare-Oltre.com

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COME SIAMO DIVERSI OGGI? 
Quanto è cambiata la società e quanto il nostro mondo, la nostra mentalità? 

E' giusto, la vita è trasformazione
Non è bene provare troppa malinconia, bene è prendere il positivo dalle esperienze passate, dall'osservare come eravamo tirandone fuori il massimo della comprensione; 
bene è capire che ogni epoca ha i suoi lati nefasti e i suoi lati meravigliosi; bene è saperli plasmare per acquisire saggezza personale senza mettere in moto il completo disfattismo riferito ad ogni momento presente!

bene è vivere nel presente con i migliori pensieri e la maggior energia costruttiva per l'oggi e per il futuro (così come anche bene è saper perdonare noi stessi ed il nostro passato). 

Ciò che non ritorna ha aperto le porte e i portoni al nuovo. 




Link sul tema :

Chi ha inventato la vacanza al mare? 

Amarcord, la mitica vacanza degli anni ’60.. ritrovando gli amici di sempre

Il Panettone di Ostia, un Pantheon sul mare: la storia dello stabilimento più elegante di Roma

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Altro con l'etichetta "il passato" in questo blog: 

- Liberi dal tempo (e dalla mente affollata)

"Libero gli armadi della mia mente "

Saggezza degli Anziani, il tempo è adesso



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