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2022/01/06

Rinnovarci e poter riprendere il volo

Seguiamo la rotta delle aquile. Non solo i muri della casa vanno talvolta imbiancati, portando via prima lo sporco e la muffa creatasi con il tempo, 

ciò che è da rinnovare è la nostra "casa" mentale ed interiore così come il nostro corpo fisico, entrambi pieni di veleni, plagi e dolori.

**§**

Come le aquile ritrovare forza _ su Andare-Oltre.com

Le aquile vivono 70 anni, ma a 40 anni devono prendere una decisione difficile, le loro unghie diventano così lunghe e flessibili da non riuscire a trattenere la preda di cui si nutrono. 
Il lungo becco appuntito si incurva troppo contro il petto e non è più utile. Le loro ali sono invecchiate e pesanti in base alle grandi dimensioni delle loro piume, e da allora il volo diventa molto di
fficile.

Ha due alternative:

abbandonarsi e morire,

oppure affrontare un doloroso processo di rinnovamento, che consiste nel volare verso un nido in montagna vicino a un muro, poiché è al sicuro.

L'aquila inizia a colpire il muro con il becco con grande forza finché non viene staccato. Quindi aspetterà la crescita di un nuovo becco, con il quale staccherà le sue vecchie unghie una per una. Quando i nuovi artigli inizieranno a schiudersi, inizierà a strappare le sue piume consumate. 

E dopo tutti quei lunghi e dolorosi cinque mesi di ferite, cicatrici e crescita, riesce a far vivere altri trent'anni al suo famoso volo di rinnovamento, rinascita e celebrazione ...

Andare Oltre _ Rinnovarsi come fa l'aquila sempre in piedi, sempre avanti

Nella nostra vita per continuare un volo di vittoria molte volte dobbiamo ripararci per un po' di tempo e iniziare un processo di rinnovamento.

Dobbiamo liberarci di costumi, tradizioni e ricordi il cui peso ci impedisce di andare avanti. Solo liberi dal passato possiamo sfruttare il prezioso risultato che un rinnovamento ci porta sempre.

Rinnovare dentro implica mettere ordine nel mondo mentale, scartare i ricordi di eventi frustranti o dolorosi per rimanere solo con l'esperienza di ciò che abbiamo imparato.

Per rimetterci in ordine

dobbiamo conoscere noi stessi, sapere chi siamo, 

quali sono le nostre potenzialità 

e dove vogliamo andare.

Non è necessario adattarsi al problema; c'è la possibilità di sbarazzarsene. Ma la strada è un po' difficile, la strada è una sfida.

È una tua scelta.

Seguiamo la rotta delle aquile. 

Sempre in piedi, sempre avanti 

Jjames Gutiérrez

***

Non c'è altro da aggiungere, ognuno riesce oppure non riesce a percepire un simile procedimento e a sentirlo come necessario; ugualmente ognuno, presto o tardi, si renderà conto del vuoto in cui è caduto non alimentando e non rendendo fertile e rinnovata una certa parte di sé.

E' una nostra scelta non crollare, non accettare rinunciando a se stessi, non subire, abbandonare il luogo comune, non adattarsi passivamente,
ma essere astuti come l'aquila nell'inventare la soluzione per rimanere in piedi ed andare avanti sempre. 


*§*


Per l'argomento "Benessere Interiore"  ti può interessare anche:

Dentro di te tutta la medicina - Arnau de Tera

Troppo soli e troppa socialità

- Contano i legami .. permettendo all'altro d'essere solonull

2021/11/08

Con voi il condizionamento di massa è riuscito?


Ragioniamo; veniamo portati ad essere una massa con ragionamento appiattito che sorpassa ed esclude il libero pensiero individuale il quale, al contrario, prende posizione e crea nuove opposizioni alla forza di un potere schiacciante e  "lobotomizzante"; riflettiamo su quali nuovi tipi di rivoluzione devono essere inventati ed avviati.

(da Quotidianpost.it) "Vi propongo un gioco: leggete queste affermazioni di 64 anni fa e poi considerate se esistano delle coincidenze con il mondo dell’oggi. 
Una visione profetica (questa di Anders)? Se non vi troverete nulla, potrebbe significare, secondo Anders, che con voi il condizionamento è perfettamente riuscito; in caso contrario, e sempre secondo Anders, siete una persona pericolosa, perché avete conservato la vostra libertà di pensiero e di analisi critica. (..) rileggiamo qualche spunto del volume che oggi potrebbe rivestire l’abito della profezia e gettare un’ombra inquieta su molti fatti :

 Günther Anders  (1902 – 1992, filosofo e scrittore tedesco) 

“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna farlo in modo violento. I metodi come quelli di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più in mente agli uomini. L’ideale sarebbe formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si prosegue il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi. L’accesso alla conoscenza deve diventare sempre più difficile ed elitario, il divario tra il popolo e la scienza deve aumentare, l’informazione destinata al grande pubblico anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo.

Soprattutto niente filosofia. Ancora una volta bisogna usare persuasione e non la violenza diretta: attraverso la televisione si diffonderanno intrattenimento lusinghiero, sempre più lusinghiero, emotivo o istintivo. Occuperemo gli spiriti con ciò che è inutile e divertente. È buono, in una chiacchierata e in una musica incessante, impedire che la mente pensi. Metteremo la sessualità in prima fila tra gli interessi umani, come tranquillante sociale non c’è niente di meglio.

Si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di girare in derisione tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza, in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana e il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé una tale integrazione, che l’unica paura – che bisognerà mantenere – sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie per la felicità.

L’uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere sorvegliato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di addormentare la sua lucidità è socialmente buono, ciò che minaccia di svegliarlo deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto. Qualsiasi dottrina che metta in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terroristica e chi la sostiene dovrà poi essere trattato come tale.”

"Obsolescenza dell'umano. Gunther Anders e il contemporaneo" - 1956

_______________________________________________________

......

.... 😣 e così si appiattisce il libero pensiero, il senso critico, la volontà delle persone, si riduce a zero il dissenso

si escludono e si ridicolizzano le nuove scoperte scientifiche che non siano quelle autorizzate dal potere,

si avvilisce l'iniziativa e lo spirito di crescita individuale; si annichiliscono le menti giovani; e così ..si può più facilmente passare poi anche ad una maggior violenza più evidente di soprusi, se necessario...
 
Il risultato è quello di popoli che avranno conosciuto ed assaporato il benessere  per poi poterlo dirigere in qualsiasi direzione il potere voglia facendo leva sull'ignoranza ormai sparsa da tempo a piene mani e sulla ricerca da parte della gente di quella felicità intravista e coltivata dal potere stesso
dirigerlo anche verso il calore rassicurante della sicurezza come un figlio che ritorna sotto l'ala del padre trovando là un luogo sicuro, unico e universalmente permesso.  

Capita, quindi, che il popolo sia diviso tra menti offuscate e inconsapevolmente soddisfatte del loro stato, ed il ribelle rimasto isolato.

Cosa accade quando il ribelle, l'illuminato, il puro, l'integro si moltiplica diventando una folla..? 
Cosa accade quando il metodo di repressione psicologica non ha funzionato al 100% .. ?  
Voi che risposta dareste? 

 Riprenderò queste parole in un altro post che vorrò pensare per tracciare e fissare in me UNA VIA DI USCITA. 


Per il momento aggiungo questo spunto di nuova rivoluzione da
Altraparola rivista  :
"Dal pensiero di Anders può allora talvolta trasparire l’idea che la storia sia giunta al suo compimento, catastroficamente conclusa nell’affermazione definitiva della tecnica. Pertanto sembra che nulla di significativo possa più accadere che non soggiaccia al controllo del totalitarismo. 

Eppure, se la lettura dei testi può autorizzare talvolta anche questa interpretazione, tuttavia gli individui non sono mai esonerati dalla loro responsabilità e dal dovere di prendere posizione. La rinuncia ad agire, infatti, – scrive Anders – «è un agire insufficiente», così come di fronte allo «strapotere delle macchine» appaiono «inefficaci e pertanto ridicoli» «i semplici provvedimenti verbali». Occorre invece ripensare e «riflettere quali nuovi tipi di rivoluzione devono essere inventati e inaugurati» "


Günther Anders filosofo Figlio di Wilhelm Stern_ condizionamento di massa con voi è riuscito? _ su Andare-Oltre


Günther Anders (breve biografia per conoscere il filosofo)

Figlio dell'illustre psicologo Wilhelm Stern, ricevette una solida formazione umanistica. Assimilato come ebreo tedesco, tesi in

2021/11/02

Come è nata la dittatura mondiale sulla salute e la medicina - di Francesco Lamendola


" Molti, troppi, sono gli interessi privati in gioco; ma, appunto per questo, è doveroso aprire gli occhi.

Sono tre i poteri occulti mondiali che esercitano una dittatura sulla salute e sulla medicina: 
le multinazionali farmaceutiche, con i loro brevetti; 
le lobbies accademiche, con le loro prebende e i loro privilegi; 
le banche e le loro emanazioni mascherate, ossia le fondazioni per la ricerca scientifica e culturale.

(..) Sono loro a spartirsi la colossale torta del mercato della salute, grazie a un sistema di controllo capillare perfettamente organizzato, ma aberrante, che ha creato una funesta distorsione intellettuale: invece di puntare all’acquisizione dei principi che conservano la salute e prevengono la malattia, questi tre poteri consolidati, che agiscono in sincronia, fanno sì che l’attenzione venga spostata sulla malattia stessa e sulla pretesa crociata contro di essa: crociata che, in realtà, serve ad alimentarla.


Scatto di Alfredo Troisi


(..) La classe medica di formazione accademica svolge, in questo sistema aberrante, il ruolo della bassa manovalanza: anch’essa non avrebbe nulla da guadagnare e tutto da perdere da una diversa impostazione delle problematiche relative alla salute. Per questo i suoi membri si sono costituiti in casta chiusa e hanno chiesto e ottenuto l’interventi delle leggi e dei tribunali per mettere al bando ogni possibile forma di concorrenza: il tutto, si capisce, dietro il nobile paravento della difesa dell’ingenuo cittadino, minacciato da praticoni, maghi e ciarlatani.


(..) Quello della malattia è, probabilmente, il maggiore business a livello mondiale, anche perché si autoalimenta continuamente. 
Gli effetti collaterali dei farmaci di sintesi e le malattie iatrogene, proliferanti dalla impostazione invasiva, farmacologia e chirurgica, della medicina ufficiale, garantiscono possibilità di profitto pressoché inesauribili: risolto un problema per la salute del paziente, ecco che ne sorge un altro, di natura organica o di natura psichica; ed ecco la necessità di nuovi interventi, di nuove sostanze chimiche, di nuovi psicofarmaci, ansiolitici e antidepressivi.


(..) il punto è che, in una società che si pretende democratica, ogni persona dovrebbe avere il diritto di scegliere liberamente come curarsi e a chi affidarsi, invece di essere praticamente costretta a mettersi nelle mani di un sistema sanitario, specialmente pubblico, che si ispira ad una sola filosofia e che è irreparabilmente compromesso con interessi finanziari tutt’altro che limpidi. (..)


Molti, troppi, sono gli interessi privati in gioco; ma, appunto per questo, è doveroso aprire gli occhi.

(..) Riappropriarsi della propria salute, potendo contare su un sistema sanitario pluralista e su un orizzonte culturale inclusivo di tutte le filosofie mediche, e non limitato ad una soltanto, è, dunque, per ogni persona capace di libertà di giudizio, un obiettivo fondamentale, non solo nell’ambito specifico della guarigione dalle malattie, ma, più in generale, in quello dell’assetto democratico della società, che passa necessariamente attraverso una netta separazione fra gli interessi economici privati e le istituzioni mediche preposte alla tutela del bene comune.

 È strano che si parli così poco di questo problema, da parte dei nostri intellettuali, dei nostri amministratori e dei nostri uomini politici; 
ed è strano che l’opinione pubblica, talvolta così sensibile a delle questioni di secondaria importanza,
sia poi così distratta rispetto ad esso, che investe in prima persona ogni singolo cittadino e da cui dipende la trasparenza dell’intero sistema economico, politico e sociale. (..) 

di Francesco Lamendola - 15/07/2014   -  Fonte: Arianna editrice




*§*


Chi, come me e milioni di persone nel mondo, si cura con l'omeopatia e con, in genere, tutte le terapie olistiche e naturali, soffre da sempre sotto molti aspetti e giornalmente  di questo enorme divario, incompatibile con la vera salute, con la prevenzione, con l'economia di ogni famiglia, con disposizioni giuste e con le libertà individuali;  😑

oggi questo viene fuori in modo evidente, in tutta la sua asprezza ma va a toccare anche gli altri individui, quelle persone, cioè, che si sono sempre lasciate nelle mani della medicina ufficiale. Noto infatti un enorme avvicinamento al naturale da parte di molte persone prima troppo offuscate dall'aspetto istituzionale e scontato della salute nella società nonché passive di fronte alla propria dimensione di paziente.


*§* 



Altro dal prof Lamendola: 
L'APPELLO DEL PROF. LAMENDOLA
La "Carta di Venezia": l'Appello del filosofo prof. Francesco Lamendola. Nell’ora della “Buona battaglia”: per uscire dall’ipnosi e far rinascere l’uomo nuovo, l’uomo spirituale, che ha fame e sete di "verità" Novotel, Venezia-Mestre, 17 luglio 2021

 Archivio  del Prof Francesco Lamendola-su Accademia Adriatica di Filosofia Nuova Italia  


2013/06/08

"Rino Gaetano. Assassinio di un cantautore" La tesi e libro di B.Mautone




Rino, il "figlio unico"  calabrese della canzone italiana, ironico con stile scanzonato ma dissacratorio con cui denunciava molto del sociale, originale,  un "caso unico" nello scenario musicale italiano,  ha raggiunto lo status di artista di culto da moltissimi anni.

Fra i suoi brani più conosciuti 
  Berta filava, Gianna, Mio fratello è figlio unico, Il cielo è sempre più blu, Aida, Spendi spandi effendi,  Nuntereggae più, Escluso il cane, Sfiorivano le viole,..

Le ombre sul suo decesso prematuro non sono ancora dissipate. 

“Rino Gaetano è stato ucciso dalla massoneria.”
Questa la tesi del libro “Rino Gaetano. Assassinio di un cantautore” di Bruno Mautone, avvocato ed ex sindaco di Agropoli.

"...Provate a leggere attentamente i testi delle canzoni di Rino Gaetano, e capirete che la sua morte, alla fine, non è stata una tragica fatalità....”

Mautone ricorda anche una frase pronunciata da Rino Gaetano in un concerto del 1979 prima di eseguire “Nuntereggae più”:

“C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta”
 Articolo:  http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/rino-gaetano-e-stato-ucciso-dalla-massoneria-bruno-mautone-libro-choc-1580840/


Rino (..INTERVISTATO IN PIEDI ..) alla trasmissione "Acquario" davanti a Costanzo e a Susanna Agnelli. TEMA:  il brano "Nuntereggae più" che vede i due personaggi, presenti alla trasmissione, entrambi citati nella canzone.



Intervista del giugno 2023 su Visione TV all'autore di questo e di altri libri sui misteri che circondano la morte di Rino Gaetano

Bruno Mautone "Dietro la morte di Rino Gaetano vi sono numerosi punti oscuri" 
 L'avvocato e scrittore Bruno Mautone espone le sue teorie alternative sulla morte del cantautore crotonese. 




C’è un brano che fa pensare alle sue aspettative,
“Al compleanno della zia Rosina” in cui si legge "Vedo già la mia salma portata a spalla da gente che bestemmia che ce l’ha con me“

(..) Al compleanno della zia Rosina
Il mare è calmo ma il mio naso non sente
Assapora la mia bocca
L'avventura. L'arsura la paura
Non ci sarà avventura questo già mi calma
Vedo già la mia salma portata a spalle
Da gente che bestemmia che ce l'ha con me
Povera povera povera la mia cara
Le racconterò di Cleme e rideremo insieme (..)
*§*

La sua morte avvenne il 2 giugno 1981 all'età di trent'anni in seguito a un incidente stradale 


a Roma su Via Nomentana. 

Già l'8 gennaio 1979 un fuoristrada contromano aveva spinto la Volvo di Gaetano contro il guard rail; il cantante era rimasto illeso e la sua auto distrutta. (https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Gaetano#La_tragica_morte)

 Nel 1982 fu istituito il premio musicale Rino Gaetano. 




***



ma tanto il cielo è sempre più blu



*§*



Altro con etichetta  "Verità Censurate" su Andare Oltre: 





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2013/01/04

L'importanza di dire NO.


L'importanza di dire NO - su Andare Oltre


Scelgo questo argomento come primo post del nuovo anno 2013 che mi auguro scorra all'insegna da parte nostra dell'abbandono della critica gratuita e sterile, della separazione intestinale,  della paura, dell'apatia, dell'immobilismo, dell'accettazione passiva, del senso angusto dell'impotenza e della "mancanza",
e che rappresenti il ​​​​​​​​momento tanto atteso per l'avvio di una maggiore forza interiore e di  presa di coscienza !

***

 Dall'intervista a Giorgio Steiner

 (..) le parole chiave indispensabili per affrontare le acque agitate del tempo?

«Partirei da una delle parole più semplici e più corte del vocabolario: la parola "no".

Abbiamo perso l'arte di dire “no”.
No alla brutalità della politica, no alla follia delle ingiustizie economiche che ci circondano, no all'invasione della burocrazia nella nostra vita.
No all'idea che si possono lasciare come normali le guerre, la fame e la schiavitù infantile.
C'è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci.

Sono sgomento di fronte all'acquiescenza di tante persone per bene, trasformati in campioni di fatalismo, quasi che protestare fosse diventato inutile e imbarazzante. Ma le personalità più grandi del nostro tempo, i Nelson Mandela, i Vaclav Havel, non hanno mai provato questo imbarazzo.
Purtroppo la famiglia, la scuola e il sistema mediatico inoculano sistematicamente questo virus. 
Ci predispongono al più totale conformismo. 
E' fondamentale riabituarsi alla resistenza contro i falsi idoli del nostro tempo.
A partire dal principale: il fascismo del denaro"

Tratto dall'intervista di Franco Marcoaldi su “La Repubblica”
al grande intellettuale mitteleuropeo George Steiner

Questo articolo su "La Repubblica" è datato novembre 2009. 
In Andare Oltre l'ho inserito nel 2013. 
Oggi, 2020/2022, questa testata giornalistica non parla più in questi termini. Adesso dice pedissequamente SI ..



link utili
Scrittore e saggista di origine austriaca, nato a Parigi nel 1929, naturalizzato statunitense nel 1944. 
Di famiglia ebraica, allontanatasi dall'Austria a causa del clima di antisemitismo diffusosi alla fine degli anni Venti ed emigrata nel 1940 negli Stati Uniti, seguì gli studi universitari in Europa e negli Stati Uniti. 
E' stato critico letterario, ha ricoperto numerose cariche accademiche, professore di inglese e letteratura comparata, professore emerito, primo Lord Weidenfeld visiting professor di Letterature comparate alla University of Oxford.
Stainer afferma di aver troppo tardi riconosciuto le origini del tramonto della cultura occidentale in una trasformazione radicale di categorie ontologico-storiche risalenti alla cultura greca classica. 
La cosiddetta nuova era si basa su una cultura dell'effimero opposta a quella della durata. 
Si dichiara infine, con autoironia, un anarchico platonico, incapace di aderire a uno schieramento politico, ma fermamente convinto della necessità di appoggiare qualsiasi ordine sociale capace di diminuire la sofferenza nel mondo e di dare spazio a un'élite culturale degli artisti e dei filosofi.

"(..) Steiner forse è stato l'ultimo sopravvissuto dell'umanesimo che ha accompagnato cinque secoli di storia dell'Occidente. 
Una formidabile tradizione che stiamo perdendo, e che forse abbiamo irrimediabilmente abbandonato. Perché dietro a tutte queste domande ce n'era un'altra, terribile e piena di speranza: 
come possiamo essere umani di fronte all'orrore di cui siamo artefici?"



***


Riappropriamoci del nostro "NO"



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