Visualizzazione post con etichetta emarginazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emarginazione. Mostra tutti i post

2022/03/04

"La donna cannone", la rivincita dell'emarginato - De Gregori


Desideri repressi da impedimenti  ed imposizioni? 
Decisioni riposte nel cassetto per paura di affrontarne le conseguenze? 
Sogni ostacolati e ritenuti da noi irrealizzabili? 

Il coraggio delle proprie decisioni, la donna cannone lo ebbe. 

La donna cannone de gregori

A CURA DI ADAMO BENCIVENGA

La donna cannone 

sicuramente resta una delle più autentiche perle della musica italiana, capace di emozionare tutte le generazioni da oltre 35 anni. Il brano fu pubblicato nel 1983 all'interno di un Q-disc La donna cannone, il 45 giri fu pubblicato solo per il mercato francese e in Italia per la versione Juke-box. Sempre nel 1983 il brano fu utilizzato come sottofondo musicale alle scene conclusive del film Flirt di Roberto Russo e Monica Vitti e utilizzato in alcune scene del film Il grande cocomero del 1993 di Francesca Archibugi. È tuttora una delle canzoni italiane più reinterpretate 

Da dove nasce il brano?

Al cantautore romano l’idea della canzone venne leggendo un articolo di cronaca di un giornale intitolato “La donna cannone molla tutti e se ne va” nel quale si raccontava la crisi di un circo sull’orlo del fallimento perché rimasto orfano della sua attrazione principale e di maggior successo ovvero la donna cannone.

Cos’era successo?

Siamo agli inizi del Novecento, in uno di quei capannoni destinati ai circensi. Mentre gli spettatori vanno via, gli artisti si riposano e in un angolo due occhi si incrociano e mano nella mano iniziano ad immaginare di uscire dall’azzurro finto del tendone del circo. Sono due anime che sentono il bisogno impellente di doversi amare… Purtroppo le regole del circo vietavano rapporti sentimentali tra due artisti e quindi i due non possono esaudire il loro puro desiderio. Così la donna cannone, quell'enorme mistero, volò… ovvero fugge “senza passare per la stazione” per inseguire il proprio grande amore. Il circo, privato della star, è costretto a chiudere i battenti. Dell’innamorata, invece, dopo la fuga, non è data più alcuna notizia.

Chissà se la ragazza ha mai saputo cosa scaturì dalla sua fuga?

La genialità di De Gregori è stata quella di trasformare il pezzo di cronaca in poesia ovvero il fenomeno da baraccone che la donna rappresenta in un’anima romantica dando voce ad uno smisurato desiderio di amore e di tenerezza al punto di sognare di essere scaraventata fuori da quel tendone volare nell’azzurro per ottenere quell’amore impossibile. Fuori dalla metafora l’autore ci dice che è sempre possibile realizzare i propri sogni oltre il buon senso o la mancanza di coraggio, sfidando tutto e tutti.

Quindi il cannone rappresenta l’amore, la spinta necessaria per arrivare all’impossibile?

La donna cannone per poter essere libera e felice, aveva bisogno di un sogno più grande di quel tendone di circo, appunto un cannone che avesse la forza di farla volare ben più lontano. Inseguendo un sogno tanto grande da spingerla ad abbandonare le amare certezze del presente pur di correre verso quel futuro ignoto quanto agognato, perché racchiude una promessa d’amore.

È raccontata in prima persona vero?

La protagonista è proprio lei, la donna cannone, che racconta il proprio desiderio d’amore inespresso ed anche se non è la donna più bella al mondo, può garantire a chi la ama l’amore genuino e puro e soprattutto la possibilità di non tornare più indietro perché lei ha bisogno di normalità, lontano da quegli stereotipi che umiliandola fino all’inverosimile si prendono gioco della diversità: “E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà!”

Possiamo definirla un inno al riscatto?

Lo spirito dominante della donna è quello di riscattare la sua figura e soprattutto la sua vita. De Gregori dà così l’idea di una donna che non vuole essere così un semplice fenomeno da baraccone ma sogna di poter essere realmente valorizzata. 

Un senso di rivincita per tutti coloro che toccano con mano cosa vuol dire avere una vita da emarginati o comunque da persone che non vengono viste come normali.

Come dice De Gregori ci sono molte chiavi di lettura nelle sue canzoni.

In questo caso oltre alla chiave amore e alla chiave riscatto ci si può vedere anche il coraggio. Infatti il testo si lega molto al coraggio che non manca alla stessa donna che è pronta a prendere il suo uomo per le mani e a portarlo con sé ed ammettere di essere disposta a salire anche sull’ultimo treno che sta a rappresentare la morte.

Nel ritornello torna prepotentemente l’amore…

L’amore si fa reale, in carne ed ossa, il sentimento stesso si fa materia. Diventa vero elevandosi e darà tutta sé stessa alla sua idea più assoluta fondendo l’amore alla libertà in modo tale che non avrà più fame e sete e non avrà bisogno di ali, rete e protezione per parare l’eventuale caduta. Colma d’amore volerà in alto e leggera e questo è sufficiente.

C’è una fine?

Beh sì. Il cielo che era azzurro si tinge di nero, il colore della morte. Si incammina risoluta verso il suo destino, la sua strada segnata. La morte come trionfo della vita perché l’anima volando via ha raggiunto la libertà.

Musicalmente?

La musica riprende un vecchio brano musicale inedito di De Gregori degli anni settanta. Comunque riprende lo stile della ballata pianistica come nei precedenti "Rimmel" e "Generale", ma qui a mio parere siamo oltre, la dolcezza velata della melodia e il testo sensibilmente ricamatogli addosso fanno sì che il brano rasenti la perfezione armonica

A proposito della perfezione… De Gregori non ne fu convinto vero?

Beh no lui ha semplicemente dichiarato che la canzone, orfana della musica, sarebbe un testo veramente puerile con tutti quegli accenti tronchi, butterò questo enorme cuore… giuro che lo farò… nell’azzurro io volerò… “Nemmeno un bambino scrive così” Disse l’autore. .

 
A CURA DI ADAMO BENCIVENGA,  in  "Intervista  su Liberaeva magazine", che ringraziamo per questa ricerca e bellissimo articolo 



Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno

Giuro che lo farò

E oltre l'azzurro della tenda, nell'azzurro io volerò

Quando la donna cannone d'oro e d'argento diventerà

Senza passare per la stazione l'ultimo treno prenderà

E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà

E dalle porte della notte il giorno si bloccherà

Un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà

E dalla bocca del cannone una canzone suonerà

E con le mani amore, per le mani ti prenderò

E senza dire parole nel mio cuore ti porterò

E non avrò paura se non sarò come bella come vuoi tu

Ma voleremo in cielo in carne e ossa, non torneremo più

E senza fame e senza sete

E senza ali e senza rete voleremo via

Così la donna cannone, quell'enorme mistero, volò

E tutta sola verso un cielo nero nero s'incamminò

Tutti chiusero gli occhi nell'attimo esatto in cui sparì

Altri giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì

E con le mani amore, per le mani ti prenderò

E senza dire parole nel mio cuore ti porterò

E non avrò paura se non sarò come bella come vuoi tu

Ma voleremo in cielo in carne e ossa, non torneremo più

E senza fame e senza sete

E senza ali e senza rete voleremo via

***

opera di Lisandro Rota


 La donna cannone, così come l'emarginato, 

vuole avere una vita fantastica nella sua semplicità


*§*





2013/06/08

"Rino Gaetano. Assassinio di un cantautore" La tesi e libro di B.Mautone




Rino, il "figlio unico"  calabrese della canzone italiana, ironico con stile scanzonato ma dissacratorio con cui denunciava molto del sociale, originale,  un "caso unico" nello scenario musicale italiano,  ha raggiunto lo status di artista di culto da moltissimi anni.

Fra i suoi brani più conosciuti 
  Berta filava, Gianna, Mio fratello è figlio unico, Il cielo è sempre più blu, Aida, Spendi spandi effendi,  Nuntereggae più, Escluso il cane, Sfiorivano le viole,..

Le ombre sul suo decesso prematuro non sono ancora dissipate. 

“Rino Gaetano è stato ucciso dalla massoneria.”
Questa la tesi del libro “Rino Gaetano. Assassinio di un cantautore” di Bruno Mautone, avvocato ed ex sindaco di Agropoli.

"...Provate a leggere attentamente i testi delle canzoni di Rino Gaetano, e capirete che la sua morte, alla fine, non è stata una tragica fatalità....”

Mautone ricorda anche una frase pronunciata da Rino Gaetano in un concerto del 1979 prima di eseguire “Nuntereggae più”:

“C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta”
 Articolo:  http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/rino-gaetano-e-stato-ucciso-dalla-massoneria-bruno-mautone-libro-choc-1580840/


Rino (..INTERVISTATO IN PIEDI ..) alla trasmissione "Acquario" davanti a Costanzo e a Susanna Agnelli. TEMA:  il brano "Nuntereggae più" che vede i due personaggi, presenti alla trasmissione, entrambi citati nella canzone.



Intervista del giugno 2023 su Visione TV all'autore di questo e di altri libri sui misteri che circondano la morte di Rino Gaetano

Bruno Mautone "Dietro la morte di Rino Gaetano vi sono numerosi punti oscuri" 
 L'avvocato e scrittore Bruno Mautone espone le sue teorie alternative sulla morte del cantautore crotonese. 




C’è un brano che fa pensare alle sue aspettative,
“Al compleanno della zia Rosina” in cui si legge "Vedo già la mia salma portata a spalla da gente che bestemmia che ce l’ha con me“

(..) Al compleanno della zia Rosina
Il mare è calmo ma il mio naso non sente
Assapora la mia bocca
L'avventura. L'arsura la paura
Non ci sarà avventura questo già mi calma
Vedo già la mia salma portata a spalle
Da gente che bestemmia che ce l'ha con me
Povera povera povera la mia cara
Le racconterò di Cleme e rideremo insieme (..)
*§*

La sua morte avvenne il 2 giugno 1981 all'età di trent'anni in seguito a un incidente stradale 


a Roma su Via Nomentana. 

Già l'8 gennaio 1979 un fuoristrada contromano aveva spinto la Volvo di Gaetano contro il guard rail; il cantante era rimasto illeso e la sua auto distrutta. (https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_Gaetano#La_tragica_morte)

 Nel 1982 fu istituito il premio musicale Rino Gaetano. 




***



ma tanto il cielo è sempre più blu



*§*



Altro con etichetta  "Verità Censurate" su Andare Oltre: 





______________________________________________________


* Informati su ciò che sostiene ogni giorno il tuo organismo 
*Segui il Canale" Andare Oltre - benessere naturale ed oltre  " 🌴


2013/02/18

amore? E' una cosa che dimentico.. (De André - AIDS)


Cosa prova un malato di AIDS ?

Aids - su Andare Oltre

C'é un amore nella sabbia
un amore che vorrei
un amore che non cerco
perché poi lo perderei
C'é un amore alla finestra
tra le stelle e il marciapiede
non é in cerca di promesse
e ti da quello che chiede

Cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico

C'è un amore che si incendia
quando appena lo conosci
un' identica fortuna
da gridare a due voci
C'è  un termometro del cuore
che non rispettiamo mai
un avviso di dolore
un sentiero in mezzo ai guai

Cose che dimentico
sono cose che dimentico

Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio del cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo , il gelo
e tutti ne sentiamo il gelo

C'é un amore che ci stringe
e quando stringe ci fa male
un amore avanti e indietro
da una bolgia di ospedale
Un amore che mi ha chiesto
un dolore uguale al mio
a un amore così intero
non vorrei mai dire addio

Cose che dimentico
sono cose che dimentico

Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio del cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo

Viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo
Sono cose che dimentico
sono cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico.

Testo di Fabrizio De André e Carlo Facchini - collaborazione musicale di Cristiano De Andrè.
Brano dedicato ad un poeta sardo, amico di Fabrizio, che morì malato di AIDS. 
  


*§*


Info "Oltre" 

AIDS : Cose che ..non dicono

ILVIRUSINVENTATO  un omaggio al Dott. PETER DUESBERG, direttore del laboratorio di Biologia Molecolare dell'Università di Berkeley in California, pioniere e principale protagonista della lotta alle falsa teoria virale dell'AIDS.  

 Emily Oster ribalta i nostri pensieri sull'AIDS in Africa   tutto quello che sappiamo sulla diffusione dell'HIV nel continente è errato.

*§*


Come si può sentire un malato di AIDS ?
(soprattutto in quell'epoca in cui venivano tenuti in isolamento all'interno delle strutture ospedaliere ed erano evitati, in genere, per timore di contagio )
La malattia ti esclude da vita, da amore, da contatti umani, da un futuro, da normale attività fisica ed emozionale, e ti ghettizza socialmente;
viviamo come "destini" sentendone tutto il gelo!
Inesorabile sorte, inappellabile cammino come quello del concetto di "destino".



Amore? 
E' una cosa che dimentico.



*§*


Ti può interessare anche: 


**********



* Informati su ciò che sostiene ogni giorno il tuo organismo 
*Segui il Canale" Andare Oltre - benessere naturale ed oltre  " 🌴

_______________________________________





2013/01/31

"Quasi amici": film che unisce riso, pianto e soluzioni di vita


Film Quasi Amici , su Andare Oltre


In aggiunta al tema della disabilità che mi sta molto a cuore ritrovo qui i temi della "diversità" in generale, dell'emarginazione in alcune fra le sue svariate forme, delle relazioni umane e della loro rivalutazione, temi di filosofia di vita, di filosofia della tragedia, di divario tra formalità ed essenza, di ribellione all'insensibilità, di etica, di ideali e molto altro, nonché il tema a me caro del sottolineare la bellezza della musica in tutte le sue diverse modalità espressive.
Il tutto scorre in un'atmosfera di disinvolto umorismo all'interno di due problematiche di non poco peso.

Due mondi opposti (ma uniti dal tema comune dell'emarginazione) che si incontrano, si scontrano, che suggeriscono l'uno all'altro modi differenti di percepire e vivere le emozioni e che, in questa apparente diversità, reciprocamente collaborano per uscire dai rispettivi problemi.
Un film/storia vera che fa riaffiorare fiducia nelle relazioni umane e che suggerisce  modi per affrontare le tragedie.
Uno sprone alla vitalità e all'ironia.




Trailer italiano di Quasi amici, brillante pellicola francese ispirata a una storia vera diretta da Olivier Nakache ed Éric Toledano.


Da una storia vera http://www.tempi.it/macche-quasi-amici-il-nostro-incontro-e-stato-un-miracolo


La meravigliosa musica di Ludovico Einaudi




e l'energizzante danza di Omar Sy (Driss) sul brano degli Earth, Wind & Fire,  Boogie Wonderland




Recensioni e trama 

http://www.mymovies.it/film/2011/intouchables/

"....improbabili incontri tra Vivaldi e gli Earth, Wind and Fire, dizione perfetta e slang di strada, completi eleganti e tute da ginnastica. ....troveranno un punto d'incontro che sfocerà in un’amicizia folle, comica, profonda quanto inaspettata."
http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48864&film=Quasi-amici&gclid=CLiK2LbJk7UCFUK9zAodtyoAjA 


"...Omar Sy è assolutamente adorabile nei panni di questo mezzo farabutto dal cuore d'oro che s'inventa un ruolo a metà strada tra il badante e il life coach, che risolve a modo suo i problemi di Philippe, tra cui i fastidiosi dolori psicosomatici..
Philippe è un disabile che ormai si è adeguato ad un'esistenza da vegetale, nonostante un passato avventuroso e spericolato, e non fa molto per prendersi quel poco di vita vera che gli spetterebbe. Al tempo stesso sarà lui a far scoprire a Driss in che modo può dare una direzione alla sua vita, dedicandosi ad un lavoro o ad una passione ..."
http://www.movieplayer.it/film/articoli/a-spasso-con-philippe_9179/


*§*


Un film che diverte, emoziona, che fa pensare e che elegantemente ci suggerisce di guardare avanti, oltre, con ironia, con forza d'animo e in modo costruttivo. 

articolo che dedico a Marco N.

*§*