2022/03/07

Cambio di strategia per realizzarci e fiducia nelle proprie capacità

Iniziamo adesso, ora,  il giusto percorso per  raggiungere ciò che vogliamo e desideriamo per noi, ciò che realmente vogliamo essere e costruire, attraverso il differente modo di pensare; in tal modo "Creiamo un capolavoro"  di noi stessi e della nostra vita, quel capolavoro di cui parla la Dottoressa Ugolini, psicologa. 

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 "Per avere una vita piena e soddisfacente è importante avere i mezzi.

Prima che mezzi materiali, servono risorse della persona.

Con le risorse giuste si possono ottenere tutti i progressi che si è in grado di raggiungere.

Ciò è un diritto per ognuno di noi, e accontentarsi di meno è un peccato.

Ogni persona può realizzare al massimo le proprie potenzialità per poter essere ciò che vuole essere.

In tal senso il “successo” è diventare ciò che si vuole.

E “diventare ciò che si vuole” non dipende solo dall’ambiente o da fortunati fattori esterni, ma soprattutto da ciò che facciamo e ancora di più da come pensiamo.  Non “cosa” pensare, proprio “come”.

Si può partire dal nulla e arrivare all’obiettivo. 

Il pensare in modo efficace è uno strumento potentissimo, perché da esso dipende come materializzare la nostra realtà.

Nel mio articolo del novembre 2012 “Il pensiero non pensato”  avevo scritto come si possa attingere alla “non-materia” del “non-ancora-pensato” per avere il potere di formare materialmente i nostri progetti di vita. I nostri capolavori.

La materia non è già tutta formata, in attesa di essere vista e desiderata.

Ognuno di noi può fare qualcosa di totalmente nuovo.

Creare una nuova “forma”. Basta pensarla, in un certo modo.

Ad esempio se pensiamo che vogliamo essere geniali, e che ci verrà un’ottima idea su un progetto, le azioni da fare per ottenerlo ci verranno in mente, perché abbiamo pensato prima che ne siamo capaci, senza ombra di dubbio. Difficilmente arriveremmo al nostro obiettivo se pensassimo di non essere mai né geniali né capaci. Dicevo in quel precedente articolo che perfino nella Genesi si riporta che la creazione fu pensata al mattino, prima di essere realizzata, al crepuscolo.

Non dobbiamo togliere nulla a nessuno né competere con nessuno. Vogliamo il nostro spazio, il nostro ruolo, in questo mondo creato da noi. C’è posto per tutti.

In esso, col nostro obiettivo ben in mente, vi partecipiamo personalmente molto più che aspettandoci solo aiuti esterni o sperando in essi.  Non si dice “aiutati che Di ti aiuta?”

Senza sforzo e senza lotta, non c’è bisogno, non è obbligatorio soffrire o sacrificarsi, per avere ciò. 

L’unico atto volontario è mantenere salda la fiducia verso le nostre capacità.

Ma come si fa a essere geniali? Geni non si nasce, ci si diventa.

Il “genio” ha il dono del “talento”, si dice. Ma cosa è questo talento del genio, se non saper cogliere qualcosa di nuovo, oltre i soliti schemi imparati e conosciuti? Il genio osa, va oltre, si avventura su strade intatte, si permette di creare contenuti nuovi.

“Ma io non lo saprei fare”, ci diciamo, e ci blocchiamo. Ecco un modo di pensare che ci allontana dall’obiettivo.

Però in parte è vero. Vogliamo avere un “competenza”. Possiamo creare qualcosa in cui ci sentiamo anche “competenti”. Ma, di nuovo, competenti non si nasce. Si impara, a esserlo.

E’ tutto alla nostra portata. Se vogliamo avere una competenza, e ce ne assumiamo la respons-abilità (abilità a risponderne), la possiamo imparare, per poi usarla per fare un bel salto di qualità e “osare” al di là, dove nessuno ha ancora osato.

Con la competenza si possono realizzare tante cose. Con la genialità ci si avventura oltre.

E’ come scoprire una nuova terra (sapendo navigare), creare una nuova musica (sapendo suonare), una nuova cura (sapendo ricercare in ambito scientifico, e soprattutto umano), una nuova equazione sullo “spazio-tempo” (sapendo di matematica, come Einstein, da ragazzo con voti pessimi in tali materia…avrà scommesso su stesso?).


Il nostro cervello è predisposto a formare miliardi di connessioni neurali in più di ciò che abbiamo. In genere usiamo sempre le stesse e ripetiamo gli stessi percorsi, gli stessi pensieri. Ciò forma “esperienza”. Se va bene formerà saggezza, cioè la capacità di fare tesoro delle esperienze acquisite, per anticipare eventuali conseguenze degli eventi, ma la parte che ci farà arrivare a tutti i progressi che vogliamo e che ora sentiamo ancora di non aver raggiunto, è, oltre a saggezza, la spinta a inventare qualcosa di nuovo.

Formare progetti di vita

E’ stato ormai appurato che il nostro

emisfero cerebrale destro è quello che accoglie le novità. 

L’emisfero sinistro invece è quello su cui si accumulano le cose note

perciò nella nostra vita vi è un continuo passaggio di osservazioni ed esperienze dall’emisfero destro a quello sinistro (l’inverso nei mancini).

Fino a che da “anziani” il destro è molto meno sviluppato del sinistro (essendo sempre meno le novità da acquisire), il quale invece è molto più utilizzato. Ciò è visibile anche alla TAC. L’emisfero destro negli anni si restringe, e ha una capacità di resistenza minore del sinistro.

Ma noi abbiamo il dono della plasticità cerebrale, come tanti altri doni che non usiamo spesso. 

Se impariamo una nuova lingua o cominciamo a pensare cose diverse, stimoliamo di nuovo l’emisfero destro. Che guarda caso è quello che ha anche il ruolo della creatività. 

E soprattutto manterremmo attiva la corteccia frontale e prefrontale, il cui deterioramento è cruciale per il decadimento cognitivo. Quella parte che se asportata (come purtroppo nella vecchia procedura chirurgica della lobotomia) porta all’annientamento della personalità.

Questa parte, la corteccia frontale e prefrontale, non ha alcuna abilità specifica (percezione, linguaggio, movimento ecc.), ma dirige, organizza e rende esecutivi tutti i processi mentali che si svolgono nelle altre aree cerebrali. Effettua la decisione finale nei minimi dettagli.

E’ in questa area che nascono i progetti e dopo tanti giri nelle altre aree cerebrali (per le operazioni successive) vi ritornano diventando fattibili.

E’ la sede della riflessione, dell’empatia, della telepatia tra le persone, della introspezione. E’ la parte studiata più di recente, e che si è sviluppata per ultima, nella storia dello sviluppo cerebrale umano.

E’ quella che partecipa alla risoluzione dei problemi.  Non facciamola atrofizzare.

Possiamo formare nuove cellule nervose e nuove connessioni nervose per tutta la vita, e usare la nostra genialità per sentirci realizzati come vorremmo.

(..) esercitarsi su una nuova scrittura di noi stessi, fin dal dopo “Io sono…”. ..ogni giorno possiamo alzarci e scrivere il nostro fine, il nostro intento. Non solo quello della giornata, ma anche quello dei prossimi mesi.

A cominciare da oggi, come se fosse il nostro giorno di successo, quello del nostro capolavoro, senza tralasciare nulla nei dettagli di come lo vogliamo.

Ci sono tante cose da fare ogni giorno, ma non è tanto il numero delle azioni, quanto il fare di ogni singolo atto un’azione di successo, perché è possibile. Senza fretta, senza paura. 

Perché se iniziamo ad avere fretta, se ci facciamo prendere dalla frenesia, smettiamo di essere creatori, di essere geniali, e continuiamo ad accumulare la stessa esperienza sull’emisfero sinistro, lasciando vuoto il destro, la sede della nostra abilità creativa.

Siamo visionari? Ebbene, che lo sia. Da una visione sono nate le grandi scoperte. Nessuno può limitarci, né lo Stato, né le persone.


Ci saranno ostacoli, nella giornata? Un bel modo di pensare è che ogni difficoltà porta con sé la soluzione, anche se lì per lì non la troviamo, nel paniere dell’emisfero sinistro. 

Parliamo sempre in termini di miglioramento, in toni incoraggianti, non scoraggiati o scoraggianti.

Dove qualcuno dice “i tempi sono duri”, noi possiamo parlare invece di  “opportunità maggiori”, dove qualcuno parla di “fallimento”, noi parliamo di cambiare strategia per arrivare a un risultato più soddisfacente.

E’ una questione di sensazioni, e una tira l’altra. La sensazione di non potercela fare, di avere un problema senza apparante soluzione, è diversa dalla sensazione di “sapere che da qualche parte c’è una soluzione”, e questo è il momento giusto per cercarla e trovarla, anche là dove nessuno ha ancora illuminato.

La mattina cominciamo la giornata con calma e con un umore migliore, anzi con entusiasmo per ciò che abbiamo di bello e che di straordinario possiamo realizzare.

La sera prima di coricarci passiamo in rassegna gli aspetti più piacevoli della giornata, e di come vogliamo sentirci, cosa vogliamo ottenere. E predisponiamoci a un sonno ristoratore, che ci carichi di energia positiva. 

Non rinunciamo, in definitiva, a sottoporre la nostra mente e il nostro cuore a continue e stimolanti sfide.  Cominciamo ora.

Non è mai troppo tardi per una botta di sana energia e belle sensazioni, per il sistema corpo-mente-spirito.


 "Creiamo un capolavoro" - Dott.ssa Patrizia Ugolini

Immagine: Einsteins left and right brain  da  Ighsaan Robinson


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Se  ci sentiamo colmi, pieni di confusione, se non riusciamo a liberarci da pensieri che ci affogano la mente non riuscendo ad iniziare il nuovo percorso, potremmo provare alcune

strategie per LIBERARE LA MENTE  

ed INIZIARE finalmente a costruire un noi diverso.  

Ad esempio 

-Effettuare profondi respiri, poi  decidere di fare altro, di concentrarci in altra attività interessante; 

Rimandare pensieri e pressioni interne, ingannando così il cervello:        "a queste cose penserò dopo o domani, adesso mi occupo di altro", in questo modo la pressione sarà meno oppressiva;  anzi prevedere uno spazio per certi pensieri che ci tormentano decidendo tempi dedicati ad essi ("fisso un orario: mi occuperò di questi argomenti che ho in testa, alle ore 18,30 ");  imporsi di fare altro nel frattempo. 

- accettare quella confusione di pensieri senza fissarsi a volerli allontanare a forza , porsi all'esterno di sé e guardarli con distacco; 

- esternare con parole a voce alta ("Adesso basta!") l'allontanamento di questi pensieri indesiderati; sfogare attraverso la voce cantando e formulando frasi con un senso positivo;

- rilassamento, ascolto di musica a frequenza calmante o al contrario metter su una musica che amiamo e che ci energizza  e cantarla; 
- meditazione effettuata con regolarità, Reiki, esercizi yoga, vibrazioni da campane tibetane  (hanno un effetto immediato da non credere!), 
EFT (punti da picchiettare)

- attivarsi in un esercizio fisico che butterà via ogni tossina, anche quelle dello stress e quelle dei nostri pensieri sbagliati 

- ... ed altri metodi utili che inventeremo grazie all'abitudine di saper usare al meglio il nostro emisfero destro


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