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2025/05/20

"L’hai amata, vero?" - Selezioni da Charles Bukowsky (4°)



“L’hai amata, vero?” 

 romantica poesia di Charles Bukowski


“L’hai amata, vero?”

Lui sospirò

“Come posso risponderti? Lei era matta”

Sì passò la mano tra i capelli

“Dio se era tutta matta, ogni giorno era una donna diversa

Una volta intraprendente, l’altra impacciata.

Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.

Dolce e arrogante.

Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso

Inconfondibile

Era quella la mia unica certezza.

Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso

Quando sorrideva io non capivo più nulla

Non sapevo più parlare ne pensare

Niente, zero

C’era all’improvviso solo lei

Era matta, tutta matta

A volte piangeva

Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio

Lei no

Lei si innervosiva

Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni

Era matta tutta matta

Ma l’ ho amata da impazzire.


*§*

 Altro in "Poesia" su Andare Oltre: 

Visioni di pace, di pace quotidiana .. e di pace ingiusta

****

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 La pianta dell'ulivo compagna di benessere quotidiano



2023/03/01

Selezioni da Charles Bukowsky (3°) - facciamo tutti centro ..


Altri momenti, poesie ed emozioni gettate su carta di Charles Bukowsky. 
Qui troviamo uno dei suoi attimi di disapprovazione, di rancore e di rabbia che dallo strettamente personale si diffonde agli altri ... c'è poca poesia nel mondo.

Bukowsky_ foto da Vegan love 269

alcuni dicono che dovremmo tenere lontano il rancore personale dalla poesia,

rimanere distaccati, e c’è del vero in questo,

ma cristo;

dodici poesie sparite e io non conservo le copie e hai anche i miei

quadri, i migliori; è opprimente:

stai cercando di annientarmi come tutti gli altri?

perché non ti sei presa i miei soldi? di solito li prendono

dai pantaloni sonnolenti e ubriachi storditi nell’angolo.

la prossima volta prenditi il mio braccio sinistro o un cinquantone

ma non le mie poesie:

non sono Shakespeare

ma prima o poi semplicemente

non ce ne saranno più, né distaccate né di altro tipo;

ci saranno sempre soldi e puttane e ubriaconi

fino all’ultima bomba,

ma come Dio ha detto,

accavallando le gambe,

vedo che ho creato fin troppi poeti

ma non altrettanta poesia


Spesso capita così, di ritorcere su altri, sul mondo o sulla società in cui viviamo, i nostri rancori e rabbia specifica personale, operiamo istintivamente un amplificarne le  "origini", le "colpe" che, anche quando sono completamente nostre, abbiamo necessità di liberare e sfogare in questa maniera condividendone con altri, o con altro, le responsabilità; le motivazioni del disagio devono essere da noi attribuite al mondo esterno, al mondo tutto per non soffocare nel sentirci colpevoli o stretti dai nostri limiti, per ritrovare in quella mancanza e in quel pensiero liberatorio una giustizia per noi.  

***


Sissignore!

Tutti i vicini pensano
che noi siamo
strani.
E noi pensiamo
lo stesso di loro.
E facciamo
tutti
centro…



Ebbene si, sissignore, quanto sopra mi trova d'accordo.
Ecco che il sentirsi esseri strani, il giudicare altri quali persone strane, il decretare una differenza tra normale e strano, perde confini e valore oggettivo.


*§*