2013/05/16

"La sensibilità unisce le differenze" (non dobbiamo farci dividere!)


  Diverso ? Diverso da chi ?Sensibilità unisce le differenze

Concetti, frasi , poesie sulla diversità  e testimonianze. Conclusioni per l'oggi. 


Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.

Paul Valéry

***

Tu non sei come me: tu sei diverso
Ma non sentirti perso
Anch’io sono diverso, siamo in due
Se metto le mie mani con le tue
Certe cose so fare io, ed altre tu
E messi insieme sappiamo far di più
Tu non sei come me: son fortunato
Davvero ti son grato
Perché non siamo uguali:
Vuol dire che tutt’e due siamo speciali .

Bruno Tognoli

***

Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale.
E questo, dal mio punto di vista,
è considerato una malattia grave.

Paulo Coelho

***

La più grande forma di razzismo è l'idea stessa del razzismo.
( G.T.)


***

Diverso

Gli occhi un poco a mandorla
su quel viso
color della luna.
Scruti il mondo
così differente da te...
sei mani che sfiorano
sei parole d'amore.
Ma il tuo aspetto
non è
quello che la gente vede...
Eppure
il cuore batte
il sorriso
è impetuoso
limpido
fresco
come il ruscello
che sgorga
sincero
puro.
Diverso...
Diverso da chi...
sangue rosso
anche tu
come me
sei speranza
e coraggio
e anima
L'eco della tua voce
vibra
il suono della vita
chiama
e urla...
Diverso...
diverso da chi...
diverso perché...
La danza dei cromosomi impazziti
un danno
per alcuni...
un dèdalo
per altri...
eppure
ancora c'è sole
ancora c'è vita
ancora c'è amore da amare.

di Raffaella Amoruso  -  da poesieracconti.it

***


immagine da
www.volontariatoggi
"La sensibilità unisce le differenze" 

***

Testimonianze. L'esclusione sociale delle ragazze madri nei paesi in via di sviluppo

http://www.premioanellodebole.it/SchedaVideo.aspx?id=296

*** 

Femminilità Disabile
http://www.club.it/letizia/testimonianze/manuela.html

"...Noi disabili abbiamo sentimenti, paure, opinioni, desideri come tutti gli esseri umani. Forse è anche colpa della società, dei mass media, che impongono delle regole per me assurde, bellezza e perfezione e non intelligenza, simpatia, e voglia di vivere....." 

*** 

" Il fenomeno della povertà è strettamente legato al concetto di esclusione sociale in cui assume rilevanza la fragilità, la vulnerabilità, la solitudine degli individui che, portatori di grave disagio, si ritrovano a vivere condizioni di rottura dalla cosiddetta normalità.... "
"In che film viviamo ? "


 realizzato dai ragazzi della troupe di imagina(c)tion TV, progetto di Area Giovani (Comune di Ferrara)

*§* *§* *§*



CONCLUSIONI PER L'OGGI. 

Divide et impera, questo l'obiettivo di chi intende manipolare persone, gruppi di persone e popolazioni. 

E' proprio questo senso del "diverso" che ci divide  da sempre e che ha distrutto così tanto della nostra bellezza interiore.
In quest'epoca moderna e pseudo-avanzata culturalmente non dobbiamo ancora farci dividere !

Diversi dall'altro lo siamo tutti indistintamente, ognuno di noi diverso dal nostro prossimo (e ognuno speciale)  ma per una diversità individuale e naturale, una diversità che deve essere vista come un vantaggio comune non come un  motivo di separazione e di sopraffazione. 

La maggioranza crea la diversità per tutti gli altri ? Allora ..non si parla di maggioranza ma di piatta moltitudine di cloni..! 
Ognuno ha diritto al rispetto;  "il diverso" esiste nell'individuale ma  non esiste nel globale, quindi, essendo egli uno di noi tutti, necessita di pari rispetto.

Semmai siamo complementari l'uno dell'altro.  
Classismo è un sopruso, una separazione la cui pratica non deve essere concessa a nessuno, pur essendo insita nell'animo umano. Bisogna propagandare ogni giorno la sua abolizione dai pensieri umani e scongiurarla.


Diverso ? Diverso da chi ??  

Separato? Separato da chi ?? 

Sensibilità unisce le differenze _ su Andare-Oltre

A Marco. 






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2013/05/15

Parole nel vento ( 2° ) - FEP


Chi è FEP ? 
 E' un amico. 
 Una fucina di emozioni tradotte in parole, un amico da me soprannominato così che desidera regalare parole  (e spesso umorismo) rimanendo nell'anonimato. 
 Parole nel vento, quindi. Per chi vuole raccoglierle e farle sue :)

Come dice Pasolini, 
"La poesia non  è di chi la scrive,
 è di chi gli serve"  

***


 Ho comprato quel nuovo vestito
per cambiarmi nei giorni di festa,
come avrebbe voluto mio padre
e mia madre sarebbe contenta.


Io lo so, questo sa di provincia
come un coro di bimbi alla messa
o le paste per tutti in famiglia
o, al Caffè, la partita a biliardo.


È provincia, lo so, per davvero,
ma la fretta mi sfianca e mi uccide
e ho deciso che non c’è più meta
navigando fra i volti che incontro.


La città sembra un bosco incantato
le corriere hanno rughe di gente
so che vivere controcorrente
male fa, ma è un sentiero obbligato.


E così ho coltivato un’aiuola,
un’aiuola che incontri a un incrocio
han pensato che fossi uno scemo,
ma scappavano: avevano fretta.


Nell’aiuola ho piantato i miei sogni
costruito una casa di legno,
dove scrivo le storie che sento:
ma mi manca il finale a sorpresa.


Solo tu sei colei che si ferma
a ascoltare le parole contorte
quelle che riesco ancora a cantare:
perché abbiamo una pelle che vibra.


Mi ricordo di te da ragazza,
con la gonna agitata dal vento:
m’incantava il sorriso gratuito
caldo quanto una dolce carezza.


Ed è vero, mi dici, s’invecchia,
ma vedere che il vento negli occhi
sia lo stesso del tempo che è stato,
è sentirmi attaccato alla vita.


Sai che c’è: a volte un viaggio finisce
e la fine ti sembra banale
io vorrei rimanere a sognare,
io vorrei rimanerti a sognare


calda e dolce, e perenne nel tempo
anche se fossi altrove o non fossi
e trovar le tue rughe più belle
in chi incrocio, anche fosse per caso….



FEP




..ed è vero, mi dici, s’invecchia,
ma vedere che il vento negli occhi
sia lo stesso del tempo che è stato,
è sentirmi attaccato alla vita.
 

Altro da FEP :

Parole nel vento (1°) - FEP  su "Andare Oltre"

 Sito "Parole nella piega di un respiro" dedicato a FEP 

 ed il video 

"La Colazione ,, Sono un biglietto portato dal vento"
su parole di FEP

 Video by Arte Nascosta/Andare Oltre 

" La Colazione ,, Sono un biglietto portato dal vento .."







*§* 


"La poesia non  è di chi la scrive,
 è di chi gli serve" 

 P.P. Pasolini 




2013/05/05

Accogliere e lasciar andare. Saper vivere gli abbandoni



Difficile accettare cambiamenti e allontanarsi, abbandonare e ritrovarsi abbandonati, difficile lasciar andare ciò che deve andar via, ..sarebbe molto più semplice lasciarsi andare! ma la vita nella nostra scelta il benessere e passare il prossimo nello stesso tempo è un compenso non da poco per il e l'altrui equilibrio, per un'ambizione.

Accettare, Accogliere , non mettersi contro! è la base per superare le difficoltà in molti campi della vita;  il non farlo crea una RESISTENZA che a sua volta ci distrugge dentro.
Affrontare gli abbandoni e la perdita di affetti, di situazioni, di cose, di parti di noi stessi con questo spirito positivo e costruttivo che accoglie proiettandosi verso l'apertura;
Un modo di guardare sotto una differente ottica per non morire ogni giorno, in continuazione ed inutilmente...ma per vivere così
 sarebbe necessario
 prima accettare e guardare oltre il materiale, aprire la mente al nostro essere, anche e soprattutto, ENERGIA. Questo aspetto di noi ..lo dimentichiamo sempre troppo, chiusi come siamo in una casa/prigione con pareti spesse e limitanti ....

Sono sempre più convinta della "diversa frequenza" in cui semplicemente
ci "spostiamo" al momento della morte, e che il problema del nostro vivere non sia morire ma al contrario saper vivere senza soffrire troppo, saper accogliere e .. saper lasciar andare.


*§*


Il video che ho realizzato, prendendo spunto dalla poesia di Neruda, per una visione più serena degli abbandoni e di ogni genere di separazione:


"Assenza" Pablo Neruda - Saper vivere gli abbandoni 



 Assenza - Pablo Neruda
" Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da risvegliare la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi ,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assenti.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E' una casa così grande l'
assenza che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell 'aria.
E' una casa così trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò di nuovo
."

..poesia che ci insegna un modo di affrontare anche ogni altro tipo di abbandono.

Il dolore causato da una separazione è qualcosa di indescrivibile ma proprio per questo bisogna cercare e trovare soluzioni non certo per non soffrire, cosa impossibile, ma per non soffrire troppo ! e troppo a lungo; 
inoltre per trovare una spinta a costruire ancora, costruire sulla base di quell'abbandono, riuscire a rimanere felici dentro comunque e scoprire una nuova visione di accettazione delle separazioni che siamo costretti a vivere, nonché la certezza che  un vuoto si riempie sempre di qualcosa d'altro.

Ho pensato questo video  per riferirmi ad OGNI TIPO di abbandono, di perdita, di separazione, di privazione. 
Ne subiamo tante e di tanti generi durante la vita!
Una scelta di vita andata male, la perdita di beni materiali, un cambiamento di salute o di situazioni, .. anche il nostro stesso invecchiare rappresenta una perdita ma si tratta sempre di perdere qualcosa che lascia posto ad altro di diverso, sempre di nostro e probabilmente di migliore. (in quest'ultimo caso, perdere la freschezza giovanile ma acquisire la saggezza ed una filosofia meno angosciante).
 
OGNI VUOTO SI RIEMPIE DI QUALCOS' ALTRO.   
E' questo "ALTRO" che non si riesce a vedere né a pensare né a credere né a cui ci si può appigliare quando si soffre così. 
Ma, al contrario, C'E' ! invisibile ai nostri occhi sofferenti forse per sempre, ma c'è! e proprio perché
 
intrappolati nella nostra visione limitata, non sappiamo coglierlo! 

 
Questo mio è un invito a scoprirlo, o a ritrovarlo,  guardando oltre :) 


Alcune immagini utilizzate per il video: Foto d'Arte di Alfredo Troisi 
Altre,  foto scattate durante i miei viaggi " on the road "  ...
Un video di Gabriella Mangini - Arte Nascosta

***


Riflessioni  e suggerimenti da filosofie orientali

Difficile lo è certamente superare i grandi dolori, gli abbandoni e le perdite che ci troviamo ad affrontare durante la nostra vita. E' difficile ancor più per noi che viviamo in una società influenzata dalla materia e dal possedere al punto che non riusciamo a vedere che la morte, e in generale la "fine" di un qualcosa, sono aspetti insiti nella vita che costituiscono la vita stessa.   

Noi umani (soprattutto gli occidentali della società tecnologica) tendiamo ad definire soltanto l'inizio e la fine delle cose non dando peso al cambiamento, al processo di mutamento delle cose;
non riusciamo a percepire la TRASFORMAZIONE. Siamo abituati a vedere soltanto nascita e morte anche lì dove si constata scientificamente che non c'è mai fine (come nella riproduzione di cellule o nelle reazioni a catena ,...).  
Presi come siamo dalla cura del corpo, degli oggetti e del senso del possesso, presi dalle nostre passioni, dalla "forma", dagli impegni e problemi, oltre a non esser stati educati a FERMARCI per PERCEPIRE L'ENERGIA UNIVERSALE di cui siamo parte  nè le frequenze che esistono e che si aggiungono a questa frequenza, 
ne abbiamo paura!

Paura di allontanarci da questo stato di sicurezza che ci offre la materia.
Paura di andare a scoprire noi stessi e ciò di cui siamo parte ovvero di questa energia cosciente la quale ci appare, secondo la mentalità materialistica, paradossalmente come un nemico; questa Energia è rimasta sempre per noi sconosciuta ed estranea.

Difficile per un doppio motivo, quindi, per la nostra resistenza a lasciar andare la sicurezza del concreto e del voler possedere; 
e per paura.

Volendo iniziare a superare la paura di questo punto di "arrivo" (non è un arrivo ma una tappa del cammino) e dell'accettazione di ulteriori dimensioni, volendo uscire dal nostro egocentrismo, SUPEREREMO ANCHE IL TROPPO DOLORE.  
  
La serenità si potrebbe ottenere  tramite la nostra ENERGIA PERSONALE; 
cambiando i nostri parametri consueti,  sforzandoci di dedicare tempo ed un maggior lavoro alla meditazione profonda, alla parte non spessa e concreta di noi, fermandoci durante il giorno e distaccandoci dall'energia di ciò che è materiale che ci avvolge e ci controlla completamente, si potrà ottenere un maggior contatto con le altre frequenze e  con la dimensione che oltrepassa la materia.

Nella cultura cattolica ci hanno proposto, fra le altre cose, di santificare la domenica come giorno da dedicare al Signore, all'anima. Altre culture ci sollecitano a dedicare momenti di OGNI GIORNO alla meditazione  per aiutarci realmente  a trascendere la concretezza, a vivere sia nel corpo che in quella che denominiamo "anima", in quella parte di noi tutti che è pura energia, in quella parte che (come pensieri di guide spirituali propongono) si raffigura come il passeggero di un cocchio : 
... il passeggero (anima) del carro (corpo) grazie al conducente (intelligenza, la coscienza universale) che tiene le briglie (mente) dei cavalli (sensi) i quali corrono nella vita e ci conducono infine nelle nostre azioni.
Culture diverse ci insegnano che abbiamo un corpo fuori; non è l'anima ad essere chiusa dentro il nostro corpo.
Siamo un'essere spirituale con un corpo fuori.
Siamo noi che plasmiamo la realtà tramite la mente;
le nostre percezioni della realtà sono solo nostre riproduzioni che crediamo uniche, totali, inconfutabili, ma non rappresentano la realtà effettiva!

Ecco che l'aver PERDUTO qualcuno o qualcosa del mondo materiale si riferirà soltanto ad un'unica  sfera  della nostra esistenza;  
si affronterà nella direzione che viene data da noi, dalla nostra intelligenza (conducente) alle briglie (mente) che dirigono il nostro carro (corpo);
lavorando su questo punto si arriverà a formulare pensieri differenziati e si porteranno i nostri cavalli (i sensi) in un'altra direzione scelta da noi grazie ad una diversa conoscenza, con percezione più elevata, più matura, completa e consapevole ad ampio raggio;  

la disperazione sarà metabolizzata  e il nostro dolore si farà più lieve..


***



Superare gli abbandoni , su Andare Oltre




*§*



Altro in "Benessere Interiore" su Andare Oltre:

Sai ascoltare ?
Affrontare il dolore utilizzandolo





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2013/05/01

Parole nel vento ( 1° ) - FEP




Sei il mio tempo.
Tieni i fili
del mio umore.
Se ti allontani
pensieri
come elastici infiniti
si allungano
fino ad inquadrare
le tue orme.
Sentire dove sei.
Per avvicinare
i pensieri
e farli
veri.




FEP

 


Poesia di FEP su Andare Oltre
 










*§*





2013/02/24

"Pensa" - Brano sulla mafia


 "Gli uomini passano e passa una canzone 
ma nessuno potrà mai fermare
 la convinzione che la giustizia non è solo un'illusione"



Testo sulla mafia ( su Andare Oltre)


Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commentare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso

Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani

Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.


Fabrizio Moro (vincitore del Festival di Sanremo 2007 nella sezione Giovani) - testo sulla mafia





***

Usiamo questa facoltà per creare il mondo che vogliamo, il nostro personale e quello in cui viviamo.
Siamo padroni del nostro mondo.

Non fermiamoci davanti a fili spinati, rischieremmo di risultarne limitati  e di  rimanerne bloccati.



*§*

2013/02/18

amore? E' una cosa che dimentico.. (De André - AIDS)


Cosa prova un malato di AIDS ?

Aids - su Andare Oltre

C'é un amore nella sabbia
un amore che vorrei
un amore che non cerco
perché poi lo perderei
C'é un amore alla finestra
tra le stelle e il marciapiede
non é in cerca di promesse
e ti da quello che chiede

Cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico

C'è un amore che si incendia
quando appena lo conosci
un' identica fortuna
da gridare a due voci
C'è  un termometro del cuore
che non rispettiamo mai
un avviso di dolore
un sentiero in mezzo ai guai

Cose che dimentico
sono cose che dimentico

Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio del cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo , il gelo
e tutti ne sentiamo il gelo

C'é un amore che ci stringe
e quando stringe ci fa male
un amore avanti e indietro
da una bolgia di ospedale
Un amore che mi ha chiesto
un dolore uguale al mio
a un amore così intero
non vorrei mai dire addio

Cose che dimentico
sono cose che dimentico

Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio del cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo

Viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo
Sono cose che dimentico
sono cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico.

Testo di Fabrizio De André e Carlo Facchini - collaborazione musicale di Cristiano De Andrè.
Brano dedicato ad un poeta sardo, amico di Fabrizio, che morì malato di AIDS. 
  


*§*


Info "Oltre" 

AIDS : Cose che ..non dicono

ILVIRUSINVENTATO  un omaggio al Dott. PETER DUESBERG, direttore del laboratorio di Biologia Molecolare dell'Università di Berkeley in California, pioniere e principale protagonista della lotta alle falsa teoria virale dell'AIDS.  

 Emily Oster ribalta i nostri pensieri sull'AIDS in Africa   tutto quello che sappiamo sulla diffusione dell'HIV nel continente è errato.

*§*


Come si può sentire un malato di AIDS ?
(soprattutto in quell'epoca in cui venivano tenuti in isolamento all'interno delle strutture ospedaliere ed erano evitati, in genere, per timore di contagio )
La malattia ti esclude da vita, da amore, da contatti umani, da un futuro, da normale attività fisica ed emozionale, e ti ghettizza socialmente;
viviamo come "destini" sentendone tutto il gelo!
Inesorabile sorte, inappellabile cammino come quello del concetto di "destino".



Amore? 
E' una cosa che dimentico.



*§*


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