![]() L'Omeopatia italiana ha bisogno dell’impegno di tutti Informarsi e sapere esattamente ciò che si trasmette a parole e ciò di cui si scrive poiché la conoscenza in materia di salute è tutelare un "fondamentale diritto dell'individuo" nonché della collettività. Per ciò che riguarda la medicina omeopatica si sono sentite troppe inesattezze e pareri sparsi a casaccio per convinzioni non avvalorate da un'esatta conoscenza né da una continuativa esperienza personale. *** Fortunatamente esiste in Italia LibriOmeopatia.it un portale con centinaia di libri e articoli di Omeopatia, un punto di riferimento per la Formazione Omeopatica italiana. Libri specializzati di: Clinica - Filosofia - Materia Medica - Pediatria - Psichiatria - Repertori - Veterinaria - Omotossicologia - Ricerca - Sperimentazione - Storia dell'Omeopatia - Agopuntura - Aromaterapia - Alimentazione - Fitoterapia - Floriterapia - Medicina Cinese - Naturopatia - Odontoiatria Oncologia - Terapie Fisiche. Per diffondere sempre di più l’Omeopatia in Italia, la prima e più importante casa editrice di Libri di Omeopatia in Italia “Salus Infirmorum”, tra le prime a tradurre e pubblicare in italiano libri di Omeopatia, diede alla luce il portale LibriOmeopatia.it con la sezione Libri e la sezione Articoli (più di 600) per rimanere sempre aggiornati sulle ultime news, casi clinici, metodologie, eventi e molto altro ancora. L'Omeopatia italiana ha bisogno dell’impegno di tutti >> di quello dei Professionisti della Salute (che devono continuare a studiare e migliorarsi, perché è solo tramite una costante formazione e dialogo con la persona, che potranno curare prima e meglio i propri pazienti) >> di quello delle persone comuni (spesso si sente parlare dell’Omeopatia da persone che non hanno conoscenza e competenza dell’argomento quindi è fondamentale che ognuno si informi correttamente e diffonda le giuste informazioni a chi gli sta attorno) >> e del Portale stesso (Tratto dalla pagina "Chi siamo" del portale LibriOmeopatia.it ) Ringrazio questo portale per la sua missione di traduzioni, informazioni professionali e diffusione. Nonostante la volontà delle istituzioni e delle persone che, sulla base di asserzioni generiche e superficiali, la denigrano, personalmente continuo a perseguire la mia passione per l'omeopatia, la sua conoscenza e, per quanto mi è possibile, la sua divulgazione: le sono grata per i benefici che ho ricevuto nel corso di cinquant'anni, per il benessere mio, della mia famiglia così come per quello di coloro che si sono aperti ai miei pareri ed esperienze riguardanti la medicina omeopatica e olistica e che hanno potuto constatarne i risultati. *§* - La pianta dell'ulivo |
Pagine di Andare Oltre
2024/06/28
Conoscere meglio l'omeopatia
2024/04/07
Trasformiamoci insieme alla primavera
"Primavera non bussa, lei entra sicura
Come il fumo lei penetra in ogni fessura
Ha le labbra di carne, i capelli di grano
Che paura, che voglia che ti prenda per mano
Che paura, che voglia che ti porti lontano"
(Fabrizio De André - "Un chimico")
Cosa rappresenta la primavera per noi non soltanto per le gemme che si schiudono, gli animali che seguono il ritmo stagionale e tutta la vegetazione che esplode al massimo della propria energia?
Già la parola "Prima-vera", che dal sanscrito esprime il concetto di "prima dell'ardere" ovvero prima dell'estate, suggerisce una preparazione alla massima espressività del calore ed alla manifestazione di quelli che saranno poi i frutti del percorso di crescita che in primavera si avvia;
così per la fauna,
così per la nostra interiorità e per il nostro organismo.
Le scorie accumulate durante la staticità dell'inverno, spingono per essere eliminate;
Le riflessioni maturate durante l' introversione invernale, come un seme nell'oscurità della zolla di terra che lo ricopre, sono pronte per essere liberate ed esprimersi;
Le emozioni per essere manifestate, pronte a creare nuovo slancio;
tutto in natura e tutto di noi
è pronto a rinascere.
E' questo un momento di transizione da vivere appieno, da saper ascoltare e seguire nella sua ciclica fase che ci ricorda ogni volta i naturali processi di trasformazione,
e che ci sussurra:
La vita è movimento e rinnovamento continuo. Anche tu hai la facoltà di cambiare! di essere diverso; abbandonando le convinzioni stantie, gli schemi mentali, andando oltre il luogo comune e i sentimenti che ti hanno bloccato, puoi aprirti ad un nuovo, rivoluzionario e più fresco pensiero..
***
Il nostro organismo può manifestare un senso di stanchezza in questo periodo a causa delle tossine accumulate;
anch'esso, per chi non fa disintossicazione giornaliera, deve essere alleggerito in questa fase e liberato dalle scorie.
Allo stesso modo è necessario occuparsi dei pensieri pesanti che opprimono la mente non lasciandole spazio per il nuovo.
Lasciando andare la rigidità e la chiusura, ripulendo il vecchio e introducendo elementi vitali,
anche i nostri pensieri potranno essere illuminati, così come tutto sulla terra, dal calore benefico e guaritore del sole e da pensieri luminosi;
la nostra energia si potrà esprimere e potrà realizzare i sogni e progetti maturati durante l'inverno.
Altro su Andare-Oltre:
"Libero gli armadi della mia mente"
I 9 punti chiave della filosofia di Louise Hay (Pensiero Positivo)
2024/02/24
Dentro di te tutta la medicina - Arnau de Tera
Dimmi quanto peso carichi di esperienze non guarite
e ti mostrerò la ragione dei tuoi dolori alla schiena.
Dimmi quanti pensieri negativi hai ogni giorno
e ti mostrerò la ragione del tuo cattivo umore e della tua emicrania.
Dimmi da quanto tempo non cammini per la montagna
e ti mostrerò perché ti senti scoraggiata e stanca.
Dimmi qual è l'ultima volta che hai visto sorgere il sole di mattina
e ti dirò perché le notti si fanno così lunghe.
Dimmi da quanto tempo non ascolti la tua anima,
e ti dirò perché di te stessa ti senti disconnessa.
Dimmi quanto tempo passi davanti a uno schermo,
e ti dirò perché hai perso e non trovi la tua magia.
Dimmi perché hai tanto bisogno di sentirti accettata dagli altri,
e ti dirò perché ti senti così decaduta e svalutata.
Parlami di tutte le tue emozioni, disturbi e ferite,
e troveremo dentro di te tutta la medicina.
Arnau de Tera
Arnau (Barcellona) guidato dalla voce della sua anima , decide di rompere con tutto ciò che era stata la sua vita, iniziando un percorso verso la conoscenza di sé.
Da quel momento si ritira nel cuore delle montagne, in comunione con il silenzio e la natura ; Lì si riunisce con la passione della sua esistenza, la poesia; e iniziò a comporre messaggi motivanti, profondi e stimolanti di grande valore spirituale , basati sulla propria esperienza,
rivolti a tutti quegli esseri che decidono di intraprendere la strada del ritorno all'essenza dell'essere e al vero significato della propria esistenza. (i suoi libri)
"Sono il primo ad imparare, perché è lo spirito che parla attraverso di me; Tutto quello che condivido lo dico sempre prima a me stesso e, poiché è medicina per la mia anima, sento che dovrebbe essere medicina anche per l'anima di tutti gli altri."
Arnau de Tera (dal suo sito, la sua storia in spagnolo e le sue poesie)
L'animale che vive con te, non ti ammala. Ti guarisce.
La Nuova Medicina del Dott. HamerFar camminare un bimbo è cosa semplice - Alda Merini
2024/02/19
Non è solo chi è solo ma chi si sente solo. La dipendenza affettiva.
* Ridurre la dipendenza affettiva e sociale, ridurre la dipendenza anche da se stessi, o meglio, sanare l'intricato nodo di timori, paure e insicurezze che portano ad adagiarsi sulla presenza di una altra persona o di più persone.
* Conoscersi sempre meglio per conquistare la propria individualità e ricchezza interiore;
* dopo aver creato una splendida amicizia con il proprio Sé, dopo essere riusciti a star bene in nostra compagnia,
non si dipenderà in modo eccessivo da nessuno se non per quella dipendenza necessaria e naturale, non si avrà timore di chiedere aiuto e di aprirsi in modo equilibrato all'esterno, non si soffrirà di solitudine e non si dipenderà neppure da noi stessi (non più schiavi dei nostri pensieri contorti e corrosivi e delle nostre emozioni forvianti)
4 aspetti della Dipendenza :
- Fare amicizia con noi stessi
- Ridurre la dipendenza affettiva
- Ridurre la dipendenza sociale
- Evitare l'indipendenza nevrotica.
Quando nella vita c'è molta dipendenza, c'è poca vita.
Ridurre la dipendenza affettiva
Ognuno di noi indistintamente, prima o poi, si trova davanti a questi due sentimenti non piacevoli:
- il senso di solitudine esistenziale, ovvero la sensazione di essere una persona sola nel mondo e nell'universo.
- il senso d'insicurezza, ovvero la sensazione che s'avverte quando si pensa all'incerto futuro, o quando si è soli.
Queste sono due sensazioni naturalissime.
Ma le persone che rifuggono da se stesse e da questo moto di ansia ed insicurezza, fanno coincidere il turbamento che ne deriva al senso di solitudine. Come risolvono? Cercando e trovando persone che gli diano compagnia, affetto e sicurezza.
DA QUI NASCE LA DIPENDENZA AFFETTIVA,
un modo di sfuggire al senso di solitudine ed insicurezza che tutti proviamo.
Per tutti noi è normale aver bisogno di affetto e sicurezza. Trovare persone che ci aiutino a soddisfare questi nostri due bisogni è un processo intimo normalissimo.
Quando questo bisogno di affetto e sicurezza diventa esasperato, però, diventiamo troppo dipendenti. 
La dipendenza affettiva è un problema che riguarda molte persone. Si tratta di un bisogno eccessivo di ricevere amore, attenzione e riconoscimento dagli altri, soprattutto dalle persone a cui siamo legati, che nasce da una scarsa autostima e da una paura di essere abbandonati o rifiutati.
COME SI MANIFESTA QUESTA ECCESSIVA DIPENDENZA?
chi ne soffre tende a:
- Sottomettersi alle volontà e alle aspettative degli altri, anche a costo di rinunciare ai propri desideri e bisogni.
- Evitare i conflitti e le discussioni, per paura di perdere l'affetto o l'approvazione degli altri.
- Cercare costantemente conferme e rassicurazioni, per sentirsi amati e accettati.
- Avere difficoltà a esprimere le proprie emozioni e opinioni, per non rischiare di essere criticati o giudicati.
- Isolarsi dagli altri interessi e relazioni per dedicarsi esclusivamente alla persona da cui si è dipendenti.
- Cerchiamo sempre di accontentarle, evitiamo di fare o dire cose che non approverebbero, evitiamo di dar loro dispiaceri e di contraddirle.. Evitiamo in continuazione così siamo sicuri di non perderle.
MA COSA PERDIAMO QUANDO CI RITROVIAMO AD ESSERE ECCESSIVAMENTE DIPENDENTI da qualcuno o da qualcosa?
perdiamo la nostra libertà e la nostra identità. Non possiamo esprimere i nostri veri sentimenti e le nostre potenzialità. Questo ci rende infelici e frustrati.
"Che strani siamo! A VOLTE PER COMPRARE UN RUBINO VENDIAMO LA NOSTRA COLLANA DI DIAMANTI"
Il senso esistenziale e il senso d'insicurezza non si possono eliminare.
Puoi avere un partner che ti ama tantissimo; puoi circondarti di molti ottimi amici che ti vogliono bene, ma avrai sempre nella mente la sensazione d'insicurezza e la sensazione di essere una persona sola: sola nel mondo, sola nell'universo.
Forse anche, come tanti altri, non riesci a convivere con il senso di solitudine esistenziale e il senso d'insicurezza.
che ti diano sicurezza, compagnia, affetto, che ti comprendano, ti apprezzino e ti amino, che ti aiutino ad affrontare le piccole e grandi avversità della vita e che ti illudano di essere meno solo.
Si cade in errore.
Il senso di solitudine esistenziale e il senso d'insicurezza non si possono eliminare ed è inutile cercare di non sentirli usando mille artifizi mentali o stando sempre in compagnia. Dobbiamo soltanto accettarli. Dobbiamo imparare a liberare il nostro Io e a seguire la nostra felicità senza paura.
Spesso si rimanda la felicità a quando si riuscirà a trovare una persona adatta a noi, che ci riempia di affetto e che sia sempre presente per noi e per aiutarci a risolvere i nostri problemi;
rimandiamo e ci sentiamo soli non rendendoci conto che quella persona già c'è!
Siamo noi stessi. SEI TU.
Accetta serenamente la tua solitudine! Soltanto in questo modo non ti sentirai più una persona sola.
In noi sono già presenti tutte le qualità che ricerchiamo in altri ma le teniamo dentro, confuse tra quel groviglio di paure, di ansie e di preoccupazioni presente e persistente in noi.
Solo tu puoi darti tutta la felicità e la compagnia sincera che desideri, sarai felice quando dipanerai quel groviglio di insicurezze e paure.
Ovviamente il contributo dei tuoi cari, degli affetti, degli amici e di un partner molto presente emotivamente sono importanti, possono aumentare la tua felicità e ti riempiono; Ma ..
.. "NESSUNO PUÒ ESSER FATTO FELICE DA NESSUNO
SE PRIMA NON SI È FATTO FELICE DA SOLO."
Certamente avere qualcuno che ti sostiene in ogni momento, una spalla su cui piangere, chi ti aiuta a prevenire gli errori e che lenisce le ferite, un rifugio, un porto sicuro, una persona che ti offre solidarietà e consolazione per ogni sbaglio ormai commesso, è comodo e rassicurante.
Ma il prezzo che devi pagare per questo è molto, troppo alto;
si chiama DIPENDENZA, ovvero un indebolimento del proprio Io, un lasciarsi andare che porta a commettere maggiori errori ed un allontanamento dalla propria forza, quindi dalla propria felicità.
L'errore sta nell'identificare la vita felice con la vita insieme agli altri, affidare ad altri il tuo vivere felice.
Riduci la tua dipendenza!
Specialmente se questa dipendenza risulta eccessiva, non ti adagiare ma vivi.
Anche se c'è da combattere e da soffrire, affronta tutto da protagonista.
Gli altri non devono essere la tua vita, le tue aspirazioni,
i tuoi soli interessi.
Devi essere tu, esclusivamente tu, autonomamente tu, la base della tua felicità.
Gli altri devono essere soltanto l'altezza.
Non far DIPENDERE DAGLI ALTRI IL TUO VIVERE FELICE! non farlo dipendere dal loro umore, dalla loro buona giornata, dalla loro voglia di dedicarsi a te.
Renditi indipendente! E la tua vita prenderà una fantastica direzione.
È sempre in ottima compagnia chi sta bene con se stesso.
Ridurre la dipendenza sociale
Identico discorso per chi non riesce a far nulla da solo ma cerca continuamente la compagnia di amici per ogni occasione, che hanno timore di stare sole, di camminare da sole, di partire da sole, andare a cinema da sole, ecc.
E così cerca compagnia, buona, meno buona, cattiva, purché sia compagnia. Ingannando se stesso, inventa di tutto pur di stare in compagnia.Grande errore! anche perché il senso di solitudine sarà avvertito ugualmente, ancor più se, per affannarsi a cercare compagnia qualsiasi, si frequentano persone di scarso valore e con le quali si è instaurato un rapporto vuoto
(compresa la superficialità di rapporti nati sui social network, quella che mira alla quantità invece che alla qualità), diventi una persona vuota, nulla ti rimane fra le mani e nella forza del tuo essere.
Non t'affannare quindi ad avere tanti "amici". Impegnati invece seriamente a costruire una sola, grande amicizia, un rapporto pieno, vero, altamente gratificante con l'unica persona che realmente rimarrà sempre con te: tu. Il tuo unico miglior amico. Impegnati a conoscere te stesso e a costruire con te un ottimo rapporto.
Non lasciarti impaurire dalla solitudine. Non considerarla neppure un condizione di emarginazione forzata: "Gli altri non mi vogliono e mi lasciano con la mia solitudine. Se non ho compagnia vuol dire che sono una persona di poco valore, una persona scartata dagli altri"
Scegli la solitudine di tua iniziativa, qualche volta. In modo che quando devi subirla non avvertirai fastidio. Così facendo ridurrai la dipendenza sociale. E aumenterai la tua felicità.
E sarà un bel vivere perché non è solo chi è solo, ma chi si sente solo.
Evitare l'indipendenza nevrotica.
Un difetto peggiore della dipendenza è l'indipendenza a tutti i costi.
La dipendenza equilibrata è condizione naturale e matura, è necessaria, è da accogliere, da accettare poiché nessuno è mai completamente indipendente e riuscire anche a star bene con se stessi senza compagnia è sano;
l'orgoglio, la testardaggine di non aver mai bisogno di nessuno, di non dover mai chiedere aiuto e di poter fare a meno di tutti, è sinonimo di rigidità mentale, di chiusura nevrotica, non è un comportamento maturo e sano.
che parte dall'impressione di porsi ad un livello inferiore, di debolezza, di sottomissione, di sentirsi stupidi a non cavarsela da soli, quindi di rinunciare a priori all'apporto degli altri, diventa un male peggiore e ti blocca.
Cerca di stare bene senza compagnia e magari senza affetto. Ma non rinunciare alla compagnia e all'affetto. Nessuno può essere completamente indipendente.
Il tuo chiedere per effettivo bisogno (lasciando da parte il falso orgoglio) favorisce la costruzione di ottimi e poco dipendenti rapporti.
Accetta serenamente la dipendenza che non puoi evitare! la naturale dipendenza.
Chi, per orgoglio, non cerca mai gli altri alfine perderà se stesso.
*******
Medita sul modo migliore di condurre la tua vita. Troppo facilmente lasci che altri la conducano per te.
Abbandonare con coraggio la comodità di farti coprire le spalle sempre, è un gran vantaggio che supera di molto il malessere in cui ti ritroverai dopo, nel tempo o subito dopo
(anche perché alla resa dei conti delle situazioni sempre soltanto con se stessi ci si ritrova, si è in compagnia soltanto di se stessi alla fine dei vari piccoli e grandi capitoli della vita);
devi riflettere ogni volta che ti si offre la comoda occasione di lasciare a riva le tue responsabilità. È affrancarsi. E' poter fare (più che è possibile) ciò che piace, quando piace. e come piace. E poter dire no quando si vuol dire no, e si quando si vuol dire si.
Ma per arrivare a un tale grado di libertà, devi combattere la tua insicurezza che ti costringe a chiuderti dentro la prigione della dipendenza.
Perché quando nella vita c'è molta dipendenza, c'è poca vita.
Vive felice chi riduce la sua dipendenza, chi non è costretto dagli altri a fare ciò che non gli va.
Ma ancora più felice vivi colui che non è costretto da se stesso.
Fonte: libro di Omar Falworth "Conoscersi Accettarsi Migliorarsi"
*§*
- Ciò che le parole non dicono. Il linguaggio non verbale involontario
- Sai ascoltare ?
- Padroni della nostra felicità
2024/01/06
Il nuovo muro, quello dell'indifferenza
L'installazione di Pierluigi Monsignori Potsy "Il muro dell'indifferenza"
“Con la caduta del Muro di Berlino, abbiamo abbattuto muri di dolore
ma siamo comunque riusciti ad erigerne altri:
sono i muri dell’indifferenza, che creano isole di indifferenziata,
a galleggiare negli oceani”.
"THE WALL OF INDIFFERENCE"
Plastic Food Project
Dal crollo del Muro di Berlino, alla libertà politica, intellettuale, morale e civile, di un'Europa libera e democratica; un'Europa che dopo aver realizzato i sogni e le speranze di intere generazioni, si trova oggi una nuova società che la osserva alle porte.
I suoi confini si sono dilatati.
L'onda dell'esistenzialismo moderno, preme oggi con le masse di popolazioni diverse che camminano lungo antiche tratte d'immigrazione.
Il muro che divideva l'Est e l'Ovest, dando un ordine geografico, apparente e meschino, non esiste più. I segni del dolore e della pazzia umana sono ancora visibili e tangibili nel tratto storico del Muro di Berlino, quello che dovrebbe insegnare il valore di libertà.
Nuovi muri sembrano essere sorti dalle sue macerie: muri di fili spinati tendono a fermare i popoli, proprio quando i popoli hanno compreso l'importanza della libertà, la fame della pace, il bisogno di serenità, che un'Europa unita e libera insegnava.
Serenità in campi ai limiti delle rotaie dei treni che portano merci al lato ricco del mondo.
Il muro di cemento è oggi diventato un muro di rifiuti: il rifiuto della storia, della società, dell'individuo.
Nuovi muri dividono i popoli; e un nuovo continente è ormai sorto dalle acque dell'oceano: si chiama Indifferenza. Nato proprio dalla nostra incapacità di comprendere le proporzioni del danno che irreparabilmente abbiamo creato ai danni del nostro ecosistema.
Il muro di Berlino torna ad essere di una sconcertante attualità, riuscendo quasi a moltiplicarsi con la nascita di numerosi muri in Europa, non solo a proteggere i confini: sono i muri dell'indifferenza.
Per abbattere questi nuovi muri, serve una socio-eco-consapevolezza tutta nuova, a livello mondiale, e forte in ogni individuo.
Come afferma l'artista: per creare muri di rifiuti, noi sfruttiamo i paesi di quelli che oggi sono i nuovi migranti verso l'Europa; per questo i migranti sono un nostro problema, proprio come i muri di materiali di rifiuti che quotidianamente creiamo.
Plastic Food Project, pone l'attenzione della società verso i rifiuti che getta; riesce a darci la vera entità del valore di ciò che quotidianamente gettiamo, nel nostro usa e getta quotidiano.
Questo il senso ed il significato dell'installazione di Pierluigi Monsignori Potsy, attraverso il suo Plastic Food Project.
"The Wall of Indifference" di Pierluigi Monsignori
Articolo su tuttoggi.info - il giornale dell'Umbria:
“The wall of the indifference” di Monsignori Potsy presentato a Ecomondo
2023/12/31
2023/12/09
"Dedicato", e lascia che sia così.. - Ivano Fossati testo
.. A chi ha paura, a chi sta nei guai, a chi si guarda nello specchio e da tempo non si vede più , ai balordi come noi, ai dimenticati, a chi capisce quando il gioco finisce e non si butta giù, ..dedico in questo articolo "Dedicato", il brano scritto da Ivano Fossati nel 1979 per Loredana Bertè , una ballata diretta, appassionata, dolce e tormentosa nello stesso tempo.
Autore ma anche interprete d'impatto forte, i successivi testi di Ivano sono molto profondi e complessi (ottimo materiale di riflessione, qui su Andare Oltre, per altri articoli che verranno ), contenuti che fanno di lui uno dei migliori autori italiani in assoluto nel panorama musicale.
"Dedicato"
Ai suonatori un po' sballati
Ai balordi come me
A chi non sono mai piaciuto
A chi non ho incontrato
Chissà mai perché?
Ai dimenticati
Ai play-boy finiti
E anche per me.
A chi si guarda nello specchio
E da tempo non si vede più
A chi non ha uno specchio
E comunque non per questo
Non ce la fa più
A chi ha lavorato
A chi è stato troppo solo
E va sempre più giù.
A chi ha cercato la maniera
E non l'ha trovata mai
Alla faccia che ho stasera
Dedicato a chi ha paura
E a chi sta nei guai
Dedicato ai cattivi
Che poi così cattivi
Non sono mai.
Per chi ti vuole una volta sola
E poi non ti cerca più
Dedicato a chi capisce
Quando il gioco finisce
E non si butta giù.
E questo schifo di canzone
Non può mica finire qui
Manca giusto un'emozione
Dedicato all'amore
Lascia che sia così
Ai miei pensieri
A come ero ieri
E anche per me
La VERSIONE ORIGINALE di Ivano Fossati
Qui una versione di Ivano LIVE 1981
Una videoclip con Mia Martini :
"Dedicato" interpretata dal vivo da Mimì in chiave acustica voce e chitarra che amichevolmente lei suona dimenticando anche un poco le parole del testo :))
e nella versione dalla ruvida ed unica voce blues di Loredana
2023/11/10
Creare le situazioni che desideriamo
Di certo ogni problema ha intrinseca la propria soluzione, o alcune differenti soluzioni,
- Valutare le decisioni e le strade intraprese in passato; scegliere in base all'esperienza avuta; sicuramente scegliere ciò che ci farà SENTIRE BENE;
- Bandire il lamento, il ripensamento, le scuse e giustificazioni, il lassismo, l'indulgenza verso noi stessi;
- In questo processo creativo della situazione che vogliamo realizzare, ci sosterranno
- il focalizzare e visualizzare il risultato,- il pensiero positivo,- la volontà,- la presa di coscienza che siamo liberi di attuare il raggiungimento del nostro fine;
- Zittire e superare le paure mantenendo saldo quel pensiero propositivo verso la meta;
Attivarsi superando i freni mentali, alzarsi ed agire , non esiste altro modo per concretizzare il nostro domani.
I problemi si dissolveranno. La meta sarà raggiunta.
"Se qualcosa non ti piace, cambiala. Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti." - Maya Angelou
"È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino" - Anthony Robbins"Il segreto della felicità è la libertà, il segreto della libertà è il coraggio." - Tucidide
"Niente è davvero difficile se lo si divide in tanti piccoli pezzettini." - Henry Ford
"Cadere non è un fallimento. Fallimento è rimanere là dove si è caduti." - Socrate
"La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci." - Charles R. Swindoll
"C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà." - Albert Einstein
"La concentrazione è il motivo per cui alcuni atleti sono migliori di altri." - Edwin Moses
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| Opera di Alfredo Troisi |
"Esiste un’isola di opportunità all’interno di ogni difficoltà."
"Se qualcuno ti dice che non puoi farcela, quella persona ti sta mostrando i suoi limiti, non i tuoi."
"Se perdi qualcuno ma trovi te stessa hai vinto." - Anonimo
“Pensare è facile, agire è difficile, e mettere i propri pensieri in pratica è la cosa più difficile del mondo.”
ma è l'unica via per noi e per una vita soddisfacente;
così come suggerisce Rita Levi - Montalcini:
..anche e in primis a se stessi.
- Troppo soli e troppa socialità










